Di M. Daniela Musarella e Chiara Spatola
Il presente lavoro vuol essere un mezzo per facilitare l’interpretazione delle potenzialità offerte dai finanziamenti del PNRR, partendo dall’excursus storico-politico ed approfondendo successivamente le innovazioni introdotte dalle diverse Missioni del Piano, in particolare la n. 4, Istruzione e Ricerca, ed il relativo impatto sul mondo della Scuola.
Importanza del PNRR nel contesto della pandemia e della crisi economica
Il PNRR costituisce un’importante opportunità di trasformazione della scuola italiana senza precedenti.
La pandemia da Covid-19, scoppiata nel febbraio del 2020, ha colto il mondo impreparato nei confronti di una sfida, che ha coinvolto, anzi travolto più aspetti della realtà, da quello economico a quello sanitario a quello sociale.
Per supportare la ripresa economica e sociale dei Paesi membri dopo la crisi pandemica, il Consiglio dell’UE ha adottato il Regolamento 2021/241, che ha istituito il Piano Di Ripresa E Resilienza, inserito all’interno del programma Next-Generation-EU.1 Tale dispositivo ha reso disponibili 672,5 milioni di euro per promuovere la transizione ecologica e digitale e favorire il cambiamento strutturale dell’economia a partire dal contrasto alle diseguaglianze di genere, territoriali e generazionali.
In tale contesto, l’Italia ha presentato, nell’aprile 2021, il proprio piano nazionale alla Commissione europea, che nel luglio dello stesso anno ha provveduto ad approvarlo2.
Il termine Ripresa esprime l’impatto economico e sociale che l’attuazione del piano intende determinare, incentivando le opportunità occupazionali connesse alla transizione ecologica e digitale e migliorando, nello stesso tempo, la qualità del lavoro ed i servizi offerti ai cittadini, in primo luogo salute e istruzione.
La Resilienza, invece, evidenzia la capacità di reazione a quanto accaduto da parte delle Istituzioni, delle imprese e dei cittadini.
La Struttura del PNRR e le missioni
La complessa articolazione del Piano prevede 7 missioni di intervento, che fra loro spesso si fondono e si intersecano, confermando la necessità di interventi integrati per la piena ripartenza del Paese:
- Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: favorisce l’innovazione in chiave digitale, delle infrastrutture del Paese e dei processi produttivi delle imprese;
- Rivoluzione verde e transizione ecologica: promuove la transizione verde del Paese puntando su energia prodotta da fonti rinnovabili, aumentando il contrasto ai cambiamenti climatici e sostenendo gli investimenti in ricerca e innovazione;
- Infrastrutture per una mobilità sostenibile: mira allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa;
- Istruzione e ricerca: rafforza le condizioni per lo sviluppo di una economia ad alta intensità di conoscenza e di competitività, partendo dal riconoscimento delle criticità del nostro sistema di istruzione, formazione e ricerca;
- Inclusione e coesione: supporta la parità di genere e il contrasto alle discriminazioni, l’incremento dell’occupazione giovanile, il riequilibrio territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne;
- Salute: punta al potenziamento e al riorientamento del SSN, a partire da alcune delle criticità emerse nel corso della emergenza pandemica, migliorando l’efficacia della risposta ai bisogni di cura e di assistenza dei cittadini;
- REPowerEU: rafforza le reti di distribuzione di energia, accelera la produzione di fonti rinnovabili e aumenta l’efficienza energetica.
Il PNRR è altresì un “programma di performance”, che mira al conseguimento e al raggiungimento dei milestones e dei targets (M&T), assegnati a livello ministeriale ai soggetti esecutori del progetto.
I milestones descrivono ed individuano le fasi rilevanti di attuazione del piano: sono pertanto dei traguardi di tipo qualitativo. I target, viceversa, sono dei traguardi quantitativi e misurabili attraverso indicatori che valutano i risultati attesi.
L’esecuzione delle diverse fasi progettuali, dalla progettazione alla realizzazione e alla rendicontazione, è stata monitorata costantemente dalle Scuole attraverso la Piattaforma “Futura, La scuola di Domani”, che ha consentito di seguire i diversi progressi al fine di raggiungere i targets ed i milestones previsti.
La realizzazione degli interventi, quindi, non può prescindere dal conseguimento di tali parametri e dal monitoraggio, in itinere, degli stessi.
Missione 4: “Istruzione, ricerca e innovazione”
“La scuola per I’Italia di domani” è la cornice, nella quale sono inserite sei riforme e undici linee di investimento per una scuola innovativa, sostenibile, sicura e inclusiva. L’obiettivo è dare impulso ad un nuovo sistema educativo, idoneo a garantire il diritto allo studio, le competenze digitali e le capacità necessarie ad affrontare le sfide del futuro contrastando diseguaglianze, povertà educativa, dispersione scolastica e divari territoriali. Quella che si vuole realizzare, per effetto del PNRR, è, dunque, una scuola che forma cittadine e cittadini consapevoli, determinanti nei processi di transizione ecologica e digitale dell’Italia di domani, inserita in una dimensione europea.
La Missione 4 si articola in due componenti:
– Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli Asili nido alle Università: si sviluppa in quattro azioni, a loro volta suddivise in riforme ed investimenti materiali ed immateriali;
– Dalla ricerca all’Impresa: composta da undici investimenti raggruppati in tre linee di intervento, volte a promuovere l’innovazione tecnologica e a far acquisire e consolidare competenze spendibili in ambito lavorativo. In particolare, tali finanziamenti, hanno consentito alle Scuole di dotarsi di dispositivi ed infrastrutture digitali, al fine di garantire, alle studentesse e agli studenti, un’istruzione più adeguata alla realtà presente.
Sono stati, altresì, stanziati fondi per la ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici ed anche per la costruzione di nuove scuole e la riqualificazione di quelle esistenti, in conformità alle norme vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il PNRR ha, inoltre, promosso l’innovazione nei processi di insegnamento- apprendimento, incoraggiando l’uso di strumenti e tecnologie digitali per rendere le lezioni più coinvolgenti ed efficaci. Già durante la pandemia erano state sperimentate nuove metodologie volte a raggiungere gli studenti nelle proprie case con la DAD, didattica a distanza. L’intento del Piano, in ambito didattico-metodologico, è stato rivolto a favorire un approccio al sapere in continua evoluzione e volto al miglioramento e alla produttività, non sporadico o dettato dall’emergenza, ma permanente e funzionale alla crescita del Paese.
A tal fine, sono stati previsti finanziamenti per attivare programmi di formazione ed aggiornamento del personale docente e non docente con l’obiettivo di migliorare le competenze e le metodologie didattiche, comprese quelle relative all’uso delle tecnologie digitali, e l’efficienza dell’amministrazione.3
Un ulteriore obiettivo cardine del Piano è quello di migliorare l’inclusione sociale e l’accessibilità dei servizi educativi.
Garantire un accesso equo all’istruzione e opportunità di apprendimento per tutti nell’ottica del life long learning ed in attuazione di quanto previsto dal goal 4 Agenda ONU 20304 è stato lo scopo dei finanziamenti erogati per realizzare progetti atti a contrastare la dispersione scolastica e limitare i divari territoriali in materia d’istruzione.
Considerata l’importanza della ripresa in ambito economico e occupazionale, il Piano ha anche favorito una maggiore cooperazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro attraverso programmi di Orientamento e corsi di formazione professionale, per preparare gli studenti alle sfide provenienti da mercati sempre più competitivi ed internazionali.
Sono stati finanziati progetti volti ad implementare l’educazione alla sostenibilità, inserendo tematiche ambientali nei curricula scolastici, secondo quanto previsto dall’art. 9 della Costituzione e dai 17 goals di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, in materia di tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi.
Ulteriori supporti sono stati previsti per il benessere psicologico degli studenti, che nel periodo pandemico hanno sviluppato stati emotivi connotati da ansia ed esclusione sociale e sono stati promossi interventi applicabili fin dalla scuola dell’infanzia, al fine di creare ambienti educativi favorevoli alla socializzazione e al superamento dei disagi.
Una particolare attenzione è stata rivolta, inoltre, alla collaborazione tra scuola, famiglia e territorio, al fine di incentivare approcci educativi integrati, fondamentali soprattutto, nei primi anni di istruzione. Sono nati, infatti, i Patti educativi di comunità, accordi che coinvolgono molteplici attori: scuola, EELL, enti del terzo settore, al fine di potenziare alleanze formative ed educative nei contesti territoriali. La scuola, infatti, rappresenta una delle realtà più sensibili ai bisogni provenienti dal contesto sociale in cui opera e svolge un ruolo centrale per l’interazione fra i diversi soggetti coinvolti.5
Gli interventi specifici:
- Il digitale
In questo contesto di riforme, ha assunto un ruolo fondamentale il Piano Scuola 4.0,6 che ha come obiettivo la trasformazione digitale della scuola ed è composto da due azioni:
- Next Generation Classrooms, volta alla creazione di ambienti di apprendimento innovativi, connessi e digitali per tutti gli ordini di scuola;
- Next Generation Labs, riguardante la realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro negli istituti scolastici di secondo grado.
La creazione di spazi di apprendimento flessibili e tecnologici facilita l’innovazione didattica, rendendo gli studenti protagonisti attivi, partecipi del loro processo di apprendimento e sostiene la collaborazione e l’inclusione in linea con le esigenze di crescita di ciascuno7. Ciascuna istituzione scolastica del primo e del secondo ciclo ha trasformato almeno la metà delle classi attuali (targets), con arredi modulari, attrezzature digitali versatili, reti wireless potenziate.
La realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro ha permesso agli Istituti secondari di secondo grado di supportare studentesse e studenti nell’acquisizione di competenze digitali specifiche nei diversi ambiti tecnologici avanzati come robotica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, comunicazione digitale, making, modellazione stampa 3 D. I labs ampliano l’offerta formativa delle scuole e coinvolgono studenti, famiglie, docenti, imprese, università e Istituti tecnici superiori integrandosi con i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO).?
Strettamente connessi al Piano Scuola 4.0, sono gli ulteriori interventi di cui ai DD. MM. 65 e 66 del 2023, che riguardano due aspetti particolarmente rilevanti: l’acquisizione delle competenze nelle discipline STEM e la formazione del personale scolastico.
Il D.M. 65/2023 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” sviluppa, nei curricula di tutti i cicli scolastici, l’integrazione di attività, metodologie e contenuti volti allo sviluppo delle competenze nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). In particolare, l’intervento, considerati i risultati scolastici nelle discipline matematico-scientifiche, provenienti dalle principali indagini internazionali, prevede percorsi di orientamento e formazione per il potenziamento delle competenze STEM e di tutoraggio per l’orientamento agli studi e alle carriere STEM, finalizzati al superamento dei divari di genere, progettati ed erogati sulla base di approcci pedagogici fondati sulla laboratorialità e sul learning by doing, sul problem solving e sull’apprendimento cooperativo.
L’intento di questa azione è anche quello di potenziare le competenze multilinguistiche di studenti e insegnanti, con particolare riferimento all’italiano, all’Inglese e ad atre lingue dell’UE, anche mediante l’utilizzo della metodologia CLIL.
Il DM 66/2023 prevede lo stanziamento di risorse destinate alla realizzazione di progetti legati alla Didattica Digitale Integrata e alla formazione alla Transizione Digitale del personale scolastico: vengono, così, rafforzate le competenze digitali dei docenti e del personale ATA in coerenza con i quadri di riferimento europei per le competenze digitali (DigiComp 2.2 e DigiCompEdu), attraverso l’attivazione di tre principali tipologie di attività: Percorsi di Formazione sulla Transizione Digitale; Laboratori di Formazione sul Campo e Comunità di Pratiche per l’Apprendimento. L’intervento, quindi, non contempla soltanto l’erogazione di corsi di formazione, ma consente la realizzazione di tutoraggi pratici e mirati all’apprendimento dell’uso di metodologie, tecniche e strumentazioni, veicolati da una Comunità di pratiche per l’apprendimento che ha il compito di sperimentare, promuovere, coordinare ed organizzare lo sviluppo professionale del personale scolastico.
Al fine di favorire tali processi, le Istituzioni scolastiche sono state, altresì, beneficiarie di ulteriori fondi destinati agli Animatori digitali, figure introdotte dalla L. 107/2015 e dal Piano Pazionale Scuola Digitale (PNSD), con il compito di facilitare l’innovazione e supportare la transizione al digitale.
Da non trascurare, inoltre, gli interventi del PNRR per l’ammodernamento del settore amministrativo delle scuole, “Pa digitale 2026”, che hanno riguardato la creazione dei siti web e l’abilitazione al cloud degli applicativi delle segreterie scolastiche, contribuendo a rendere i servizi scolastici più accessibili ed efficienti.
- I divari territoriali
Un ruolo fondamentale è svolto dall’”Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica”, che pone al centro dell’attenzione le fragilità degli apprendimenti e le carenze motivazionali manifestate dagli studenti in determinati contesti scolastici deprivati, a rischio e caratterizzati da povertà educative.
Le azioni previste da questa linea d’investimento, volte a porre al centro lo studente con i suoi bisogni e le sue peculiarità, includono percorsi di mentoring e orientamento; di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e accompagnamento; di orientamento con il coinvolgimento delle famiglie e percorsi formativi e laboratoriali co-curriculari. Tale misura, quindi, interpreta la lotta alla dispersione scolastica e la riduzione dei divari territoriali in un’ottica preventiva dell’insuccesso scolastico e secondo un approccio personalizzato volto a valorizzare le inclinazioni di ciascuno studente.
Una singolare funzione, all’interno di questa linea di intervento, è svolta dal Team per la prevenzione della dispersione scolastica, che si occupa di effettuare uno screening in merito agli alunni a rischio di abbandono o interruzione del percorso scolastico, concentrandosi sui fabbisogni formativi e progettando azioni educative di intervento individuali o a piccoli gruppi, favorendo l’inclusione, la condivisione ed il raccordo anche con gli EELL, i servizi sociali e le organizzazioni del terzo settore.
Pnrr: Quali Esiti E Quali Ricadute?
In questi giorni, in cui le Scuole sono chiamate a rendicontare quanto realizzato per il raggiungimento dei targets e dei milestones previsti, diversi sono i quesiti sulle molteplici ricadute del PNRR.
Da un punto di vista didattico, l’introduzione di nuove strategie e metodologie innovative veicola nuovi contenuti e nuove abilità su misura degli studenti, personalizzando i percorsi in base ai loro stili e ritmi di apprendimento. Non trascurabile, inoltre, è la tutela delle pari opportunità e della parità di genere secondo un approccio metodologico ed orientativo, nonché il superamento delle differenze in termini di contesto sociale e territoriale. Il raggiungimento di risultati ed esiti scolastici qualitativamente migliori è finalizzato ad avvicinare il sistema scolastico italiano agli standard europei, aprendo a nuovi sviluppi e nuovi orizzonti di crescita culturale ed individuale e a nuovi sbocchi occupazionali e lavorativi.
Sotto il profilo organizzativo, l’immissione, mai vista prima, di queste ingenti risorse in ambito scolastico per implementare la digitalizzazione, ha favorito la semplificazione dei processi e delle attività non solo didattiche, ma anche amministrative. Aule 4.0 ed ambienti di apprendimento digitali e connessi supportano gli studenti attraverso percorsi personalizzati, promuovendo anche l’inclusione degli alunni con BES. La transizione al digitale delle attività contabili ed amministrative, oltre a favorire la dematerializzazione e la velocizzazione delle procedure, rende il servizio a misura degli stakeholders, facilitando pagamenti, veicolando informazioni e consentendo di poter fruire da remoto di atti e documenti.
Infine, si sottolinea l’aspetto funzionale e strutturale che il PNRR sta fornendo alle scuole, guidandole verso un percorso di crescita pianificata e responsabile, in termini di obiettivi e di risorse materiali, umane e professionali. A titolo esemplificativo, si fa riferimento alle diverse opportunità di reclutamento del personale docente e ai concorsi espletati in questi ultimi mesi, che stanno consentendo di eliminare il precariato storico e consolidare le posizioni professionali dei docenti a tempo indeterminato.
Non ultimo è da considerare l’importante contributo dato dal PNRR alla formazione e all’aggiornamento professionale del personale scolastico, al quale si richiedono sempre maggiori competenze ed abilità adeguate alle trasformazioni che caratterizzano il mondo attuale.
In questo momento di chiusura di alcune attività , è compito delle Scuole interrogarsi sul proprio operato e sulle scelte di senso che sono state effettuate nell’investire tali finanziamenti: una riflessione profonda che mette in discussione dirigenti e docenti sulla meta verso cui condurre i propri studenti ed indirizzare la propria offerta formativa, potenziando i punti di forza e superando le criticità emerse nel corso di questo cammino e sviluppando leadership strategiche ed efficaci.
Riferimenti bibliografici
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Bianchi, G. & Rossi, L. (2021). “Le politiche educative e il PNRR: un’analisi comparativa” *Studi di Sociologia dell’Educazione*, 12(3), 67-80.
Lorena Milani, “L’innovazione come pratica sociale tra etica ed educazione”, Percorsi di innovazione. Pratica, relazioni e spazi educativi, Progedit, 2022-01-01,
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Pubblicato 24 June 2022 | by Maria Dolores Iacuzio, Il ruolo della digitalizzazione nel sistema scolastico, http://www.salvisjuribus.it/il-ruolo-della-digitalizzazione-nel-sistema-scolastico/
Giovanni Biondia, Sophie Nadeau-Tremblayb, Massimo Faggioli, “Comunità educanti. Ripensare l’istituzione educativa a partire dalle alleanze territoriali” https://iulresearch.iuline.it/index.php/IUL-RES/article/view/562/283
1 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0241
2 https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/18288
3 Salinas, D. (2024), “Meno libri e più software didattici: come sono cambiati gli ambienti di apprendimento domestico dal 2015?”, PISA in Focus , n. 127, OECD Publishing, Parigi, https://doi.org/10.1787/0e179a87-en .
4 Agenda 2030 (https://www.unric.org/it/images/agenda_2030_ita.pdf)
5 Giovanni Biondia, Sophie Nadeau-Tremblayb, Massimo Faggioli, “Comunità educanti. Ripensare l’istituzione educativa a partire dalle alleanze territoriali” https://iulresearch.iuline.it/index.php/IUL-RES/article/view/562/283
6 https://www.mim.gov.it/documents/20182/6735034/PIANO_SCUOLA_4.0.pdf/
7 Pierpaolo Limone, Ambienti di apprendimento e progettazione didattica, Carocci, 2022
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