
TAGLI PER TUTTI, BRICIOLE PER POCHI
La truffa della sperimentazione meritocratica
Dalla prossima settimana i Collegi dei docenti saranno chiamati a aderire
alla sperimentazione: INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI A VOTARE NO E
RISPEDIRE AL MITTENTE QUESTO ENNESIMO “VERGOGNOSO”
TENTATIVO DI DIVIDERE GLI INSEGNANTI TRA BRAVI E
FANNULLONI
I tagli e le controriforme in ogni ordine e grado della scuola (elementare, media e superiore)
susseguitesi negli ultimi anni hanno ridotto all’osso la scuola pubblica.
Il Governo e i Ministri Tremonti-Gelmini-Brunetta hanno devastato la scuola e affossato le
università pubbliche; soppresso programmi, indirizzi e corsi di studio; ristretto la scolarizzazione
degli studenti con riduzioni d’orario e soppressione di discipline; messo in pericolo la sicurezza
con accorpamenti di classi e aumento degli alunni per aula; reintrodotto una feroce selezione
classista, contrapponendo studenti di estrazione sociale diversa; negato il diritto allo studio alle
prossime generazioni; chiuso laboratori; impoverito l’offerta formativa delle scuole; tagliato posti
di lavoro (docenti e ATA); colpito il personale “di ruolo”; scippato il lavoro ai precari.
A fronte di tutte questo, il Ministro Gelmini ha tirato fuori dal cappello, con un vero e proprio gioco
di prestigio illusionistico, la proposta di una sperimentazione meritocratica, che selezioni una
parte esigua di docenti in ogni scuola scelta (non più di un quinto tra tutte le scuole della
provincia), indirizzata ad alcune (selezionatissime) province, tra cui Torino
Il rinnovato tentativo da parte del Ministero di introdurre nella scuola pubblica dei sistemi di
valutazione del merito ha come scopo la diffusione della concorrenza (tra le scuole e all’interno
personale docente) e la gerarchizzazione del personale;
Altra nota negativa (ma oramai i lavoratori delle scuola sono abituati) è l’apprezzamento ricevuto
dalla Gelmini da tutta quell’area che avrebbe dovuto opporsi a questi simil-progetti: ci riferiamo a
tutti i sindacati Confederali che, con pochi distinguo, hanno applaudito all’inizio di quella
sperimentazione che loro stessi hanno sempre voluto (leggete i vari comunicati…) e la stessa
opposizione (???) parlamentare che si è detta disponibile a collaborare con la Gelmini su questo
aspetto.
L’obiettivo è uno solo: eliminare gli scatti di anzianità e sostituirli con la
“meritocrazia”.
Non è certo la prima volta che provano a introdurre questa “vergogna” all’interno delle scuole:
ricordiamo che il primo a intervenire su questa materia è stato Berlinguer con il noto
“concorsone” voluto da tutti i sindacati confederali (che avevano già preparato i libri e attivato i
corsi di preparazione) ma rigettato dalla categoria che, dal basso, fece ritirare il progetto e
dimettere il ministro
Oggi ripartono all’attacco con un progetto sperimentale rivolto ai singoli insegnanti da attuare nel
corrente anno scolastico a Napoli e Torino coinvolgendo 20 scuole per città, concedendo una
mensilità di premio al 20% dei docenti tra quelli che ne fanno domanda. Ma chi deciderà
all’interno della scuola il 20% degli insegnanti cui assegnare il premio? Semplice, siamo nell’era
Brunetta, quindi ci formerà un nucleo composto dal dirigente e da due docenti eletti con voto
segreto dal collegio dei docenti “supportati” (e questo è davvero vergognoso) dal presidente del
consiglio d’Istituto (che, ricordiamo, è un genitore).
Ma quali saranno gli indicatori?
1. Curriculum,
2. scheda di autovalutazione (???)
3. attività connesse al profilo dei docenti previste dal contratto vigente
4. apprezzamento da parte di genitori e studenti.
Stiamo davvero raggiungendo il punto di non ritorno: la questione della valutazione e del merito,
che per i sindacati doveva rappresentare il punto di arrivo della scuola dell’autonomia, della
scuola azienda, di fatto rappresenta il vero nuovo volto della scuola italiana, quello della scuola
“miseria”.
I Cobas Scuola che si sono sempre opposti alla meritocrazia, all’utilizzo del FIS come
strumento di differenziazione e divisione della categoria, alla scuola dell’autonomia, ai
tagli susseguitisi negli anni, senza concessioni a presunti “governi amici”, lanciano oggi
una ulteriore battaglia e mobilitazione, locale e nazionale, contro la sperimentazione, la
gerarchizzazione e la selezione di una parte di scuole e di docenti “migliori”.
Invitiamo tutti i collegi docenti delle scuole torinesi a non aderire
alla sperimentazione, battiamoci per riavere i nostri soldi, il nostro
contratto e tutti i nostri diritti.
Esigere che i “risparmi” derivanti da tagli agli organici e agli
stipendi (con il blocco dei contratti e di una parte degli scatti di
anzianità) non siano utilizzati per dividere la categoria, ma
vengano restituiti a tutte le scuole e a tutti/e i/le
lavoratori/trici, docenti e ATA, precari e “stabili” .
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