Di Stefano Sergi
Nel contesto attuale, caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici e sociali, la
formazione e l’autoformazione emergono come elementi fondamentali per il successo in
tutti i settori. Questo articolo esplora le diverse dimensioni della formazione, dalle modalità
tradizionali a quelle digitali, evidenziando l’importanza dell’apprendimento continuo. La
formazione formale, attraverso istituzioni educative, e quella informale, tramite corsi online
e risorse autodidattiche, offrono opportunità di sviluppo sia per professionisti che per
studenti in cerca di crescita personale. L’autoformazione, in particolare, permette di
personalizzare il percorso di apprendimento, stimolando la motivazione intrinseca e
favorendo l’acquisizione di competenze specifiche al fine di promuovere una cultura
dell’apprendimento permanente, essenziale per affrontare le sfide del futuro.
La Formazione Tradizionale
La formazione tradizionale si basa su programmi offerti da istituzioni educative,
come scuole, università e centri di formazione professionale. I corsi possono variare
da programmi di laurea a corsi brevi e workshop, consentendo agli studenti di perseguire
percorsi formativi ben definiti con obiettivi chiari, attraverso l’interazione in aula
con docenti e coetanei, facilitando la creazione di reti professionali. Ne consegue che i
titoli ottenuti tramite istituzioni riconosciute possono aumentare le opportunità
lavorative. Tuttavia, la formazione tradizionale presenta alcune limitazioni, come,
tra le altre, rigidità di orari e programmi. In tale contesto è utile analizzare più
dettagliatamente vantaggi e svantaggi di questo tipo di formazione.
L’Interazione diretta consente l’attività continua con istruttori e compagni di corso,
facilitando scambi e discussioni e la presenza di un ambiente più strutturato aiuta a
mantenere costante la motivazione e la disciplina.
L’attività in rete offre opportunità di networking e di costruzione di relazioni.
Di contro, come già accennato, la limitata flessibilità non sempre si adatta agli impegni
personali e professionali e talvolta si possono affrontare costi più elevati per spese
accessorie, quali trasporto, materiali e/o alloggio.
L’Autoformazione
L’autoformazione, o apprendimento autonomo, si riferisce all’acquisizione di competenze e
conoscenze attraverso iniziative personali, senza la guida di un’istituzione formativa. Le
modalità possono variare, dai corsi on line, a libri e articoli, podcast e video. In
particolare, piattaforme come Coursera, Udemy e edX offrono una vasta gamma di corsi
su vari argomenti, spesso a prezzi accessibili o gratuiti. Altresì la lettura di testi
specializzati e articoli di ricerca è un modo efficace per approfondire tematiche specifiche.
E’ utile evidenziare come l’accesso a contenuti multimediali possa consentire di
apprendere in modo flessibile e coinvolgente.
In relazione al processo, in continua evoluzione, di formazione e autoformazione,
non può mancare un preciso riferimento alla formazione on line.
Formazione on line: un tassello importante
Attraverso la formazione on line gli studenti o i professionisti possono apprendere a
proprio ritmo e gestire meglio il tempo, anche attraverso l’accesso a materiali di
studio da tutto il mondo.
Spesso tale tipo di formazione risulta essere più economica rispetto alla formazione
tradizionale grazie anche alla disponibilità di risorse gratuite a cui attingere.
Basti pensare a piattaforme E-learning e workshop reperibili in rete, tra i vari strumenti si
ricordano Learning Management Systems cioè piattaforme che permettono di gestire e
monitorare i percorsi formativi; MOOC (Massive Open Online Courses) corsi aperti a un
vasto pubblico che consentono l’accesso a contenuti di alta qualità e innumerevoli App.
educative che offrono esercizi pratici e quiz per l’apprendimento attivo, in stretto
collegamento con Forum e comunità online, veri e propri spazi di discussione in cui gli
utenti possono scambiare informazioni e esperienze.
Competenze Hard vs. Competenze Soft
In tale contesto risulta utile fare riferimento alle hard e alle soft skills, richieste a gran
voce dal contesto europeo e internazionale
Le competenze Hard si riferiscono ad abilità tecniche e conoscenze specifiche che possono
essere misurate e valutate oggettivamente. Queste competenze sono spesso acquisite
attraverso l’istruzione formale, corsi di formazione, certificazioni e esperienza pratica.
Tra le competenze hard si includono programmazione informatica (es. Python, Java),
contabilità e finanza,lingue straniere utilizzo di software specifici (es. Adobe Suite,
AutoCAD) e competenze tecniche (es. saldatura, elettronica)
Le soft skills si riferiscono ad abilità interpersonali e tratti personali che influenzano la
capacità di lavorare e comunicare con gli altri. Queste competenze sono più difficili da
misurare e spesso si sviluppano attraverso esperienze di vita e interazioni sociali. Esempi
di competenze soft includono:
Comunicazione efficace, lavoro di squadra, leadership, problem solving, gestione del
tempo, adattabilità e flessibilità
In particolare, in relazione ai diversi settori:
Tecnologia dell’informazione
Competenze hard: Programmazione, gestione dei database, cybersecurity.
Competenze soft: Pensiero critico, lavoro di squadra, adattabilità.
Marketing e comunicazione:
Competenze hard: SEO/SEM, analisi dei dati, gestione dei social media.
Competenze soft: Creatività, comunicazione, empatia.
Sanità:
Competenze hard: Conoscenza farmacologica, tecniche di assistenza, gestione delle emergenze.
Competenze soft: Competenze relazionali, capacità di ascolto, gestione dello stress.
Ingegneria:
Competenze hard: Progettazione CAD, analisi dei materiali, programmazione.
Competenze soft: Lavoro di squadra, leadership, problem solving.
Settore finanziario:
Competenze hard: Analisi dei dati, contabilità, gestione del rischio.
Competenze soft: Etica professionale, comunicazione, pensiero critico.
In sintesi, sia le competenze hard che quelle soft sono essenziali nel mondo del lavoro.
L’aggiornamento continuo e l’acquisizione di nuove competenze sono vitali per affrontare
le sfide di un mercato in evoluzione e per massimizzare le opportunità di carriera.
Alcuni riferimenti normativi
La formazione e l’autoformazione rappresentano aspetti chiave nel contesto della
normativa nazionale ed europea, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo delle
competenze e la promozione de life long learning.
In Italia, la formazione è disciplinata da diverse leggi e regolamenti, tra cui si ricordano
la Legge 845/1978 relativa alla formazione professionale che stabilisce i principi per
l’istruzione e la formazione professionale e in ambito di istruzione la Legge 107/2015
(Buona Scuola) che promuove la formazione continua degli insegnanti e introduce misure
per migliorare la qualità dell’istruzione. Si fa altresì riferimento a diversi decreti
legislativi, in particolare il Decreto Legislativo 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro per
la formazione specifica per i lavoratori in determinati ambiti.
A livello europeo, l’Unione Europea promuove la formazione attraverso varie iniziative e
programmi: la Strategia Europa 2020 sottolinea l’importanza dell’istruzione e della
formazione per la crescita economica e la coesione sociale; il Programma Erasmus+
favorisce la mobilità e la collaborazione tra istituzioni educative, promuovendo
l’apprendimento permanente e la formazione professionale. Infine, il Quadro Europeo
delle Qualifiche (EQF) che Stabilisce un sistema di riferimento per le qualifiche e le
competenze in Europa, facilitando il riconoscimento delle qualifiche tra i vari Stati membri.
L’autoformazione, intesa come processo di apprendimento autonomo e auto-diretto, è
sempre più valorizzata nella normativa sia nazionale che europea attraverso l’uso di
risorse online, quali Corsi MOOC (Massive Open Online Courses), piattaforme di e-
learning e tutorial, ai quali si affiancano iniziative come il Portafoglio Europeo delle
Competenze (European Skills Passport) aiutano a documentare e riconoscere le
competenze acquisite attraverso l’autoformazione.
L’ importanza della formazione:qualche dato…
Secondo uno studio di LinkedIn, i professionisti che partecipano a corsi di formazione
hanno un aumento salariale medio del 10% rispetto a quelli che non lo fanno.
Si ricorda altresì che il rapporto di McKinsey ha evidenziato che le aziende che investono
nella formazione dei dipendenti hanno un tasso di retention più alto e attraggono più
talenti.
Un’indagine condotta da PwC ha dimostrato che le organizzazioni con programmi di
formazione strutturati vedono un incremento della produttività del 20%.
Conclusione
Investire nella formazione è fondamentale per chiunque desideri crescere
professionalmente e personalmente. Le statistiche dimostrano che la formazione può
avere un impatto significativo sulle carriere, mentre le testimonianze di professionisti
sottolineano come le competenze acquisite possano trasformare opportunità e prospettive
lavorative.
La scelta del percorso formativo giusto dipende da vari fattori, tra cui gli obiettivi
di apprendimento, lo stile di vita, le preferenze personali e le modalità di apprendimento
più efficaci per ciascun individuo
BIBLIOGRAFIA
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