La lettera del Direttore dell’ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna che vieta al personale scolastico di criticare l’operato del Ministero è inacettabile. Da tempo il ministero tenta di mettere il bavaglio a studenti e docenti. Dapprima la Gelmini ha voluto il voto in condotta, che spesso viene usato come arma di ricatto per studenti che esprimono le loro opinioni, e ora il direttore dell’Emilia Romagna vieta anche ai professori di esprimere la loro opinione sulla situazione in cui versano le nostre scuole.
L’educazione non può essere considerata come una qualsiasi azienda di cui i dipendenti non possono dannegiare l’immagine, si tratta di un settore pubblico che coinvolge tutte le famiglie italiane e che deve rappresentare uno spazio di democrazia e partecipazione autentica, a nessuno può essere negato il diritto di esprimere il proprio pensiero.
Forse il Ministro Gelmini e i dirigenti degli uffici scolastici hanno paura che sia svelata all’opinione pubblica la dura realtà che vivono ogni giorno studenti, insegnanti, personale e famiglie, una realtà ben distante dalle loro dichiarazioni.
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