2023 Anno europeo delle competenze: si punta sulla transizione verde e digitale delle aziende

Il 2023 sarà l’anno delle skill e delle competenze. In altre parole, l’UE farà di tutto per consentire alle persone di imparare le conoscenze che – oggi – vengono considerate come fondamentali per avere un futuro professionale di un certo livello. Fra i settori in assoluto più centrali in questo processo si trovano la transizione verde e il digitale. Quest’ultimo ancora non è stato metabolizzato correttamente da molte imprese della Penisola, con un chiaro tornaconto negativo sul mercato del lavoro e sulla competitività economica nel mondo.

La transizione verde e digitale delle aziende

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione sulla necessità per le aziende di passare a pratiche più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Spesso, non a caso, si parla di transizione “verde”. 

In parallelo, anche il progresso tecnologico e digitale è diventato un fattore importante nel modo in cui le imprese di tutto il mondo operano. Questo concetto, invece, viene comunemente definito “transizione digitale”. 

La combinazione di questi due meccanismi rappresenta una vera e propria sfida per le imprese, soprattutto quelle italiane, ancora oggi poco avvezze ai due fattori citati poco sopra. Ovviamente la formazione rappresenta la chiave in entrambe le direzioni. Per accrescere le proprie competenze è fondamentale scegliere la formazione giusta, come per esempio i master MBA RCS Academy, che offrono corsi adeguati alle esigenze 2.0 del mercato odierno. Lo scopo ultimo è duplice: integrare i principi ecologici nella propria strategia complessiva, e sfruttare il digitale per abbassare ulteriormente il carbon footprint (insieme ai costi di gestione). Tuttavia, è importante riconoscere che le transizioni verdi e digitali non sono solo responsabilità delle imprese. Anche le politiche governative hanno un impatto determinante, per il corretto funzionamento del sistema, e lo stesso discorso vale per i lavoratori.

Le aziende non trovano personale competente

Il gap di competenze è un problema enorme per le aziende, tale da mettere a rischio il processo di transizione green e digital. Questo termine si riferisce alla differenza tra le skill di cui i datori di lavoro hanno bisogno e quelle che i dipendenti effettivamente possiedono. La mancanza di conoscenze e abilità specifiche rappresenta un serio ostacolo per molte aziende, che faticano a trovare personale qualificato. Va anche detto che, per via dell’arretratezza italiana, molti giovani hanno scelto di emigrare pur di mettere a frutto le suddette competenze, che oggi diventano improvvisamente preziose come l’oro anche nella Penisola. Si aggiunge inoltre il problema della retribuzione, che in Italia non è lontanamente al livello degli stipendi offerti in terra straniera. Di conseguenza, chi possiede certe skill e lavora all’estero difficilmente pensa al ritorno in Italia, per una mera questione economica e di carriera. In sintesi, servirà molto impegno per favorire questa transizione.

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