Videogiochi e scuola: un rapporto complicato?

Il numero di giovani che utilizza i videogiochi aumenta sempre di più, anche a causa della pandemia: secondo Comscore infatti, solo in Italia tra la terza settimana di gennaio e la seconda di aprile le visite a siti e app di giochi sono aumentate del 31%, con un picco rilevato nel mese di aprile 2020. Questo fenomeno è sempre più diffuso: se anni fa svagarsi con qualche gioco online era un passatempo di nicchia, oggi è una delle attività più comuni con cui hanno a che fare i ragazzi. Ma che impatto possono avere i videogiochi sullo sviluppo e sul percorso scolastico dei giovani?

Le opportunità e i rischi

E’ opinione comune che i videogiochi possano danneggiare il percorso scolastico dei ragazzi, e in una certa misura è così, ma solo in casi specifici. E’ opportuno infatti limitare il tempo di utilizzo dei videogames, che devono restare un semplice passatempo senza sostituirsi alle attività primarie. Sebbene i casi certificati di dipendenza da videogiochi siano una percentuale irrisoria sul totale degli utenti, è opportuno scongiurare questa possibilità per evitare conseguenze negative anche sulla vita sociale. 

Detto ciò, bisogna anche considerare gli aspetti positivi, che spesso sono anche i meno noti; al contrario di quello che molti potrebbero pensare, i videogames potrebbero ricoprire un ruolo importante anche nella scuola. Sono molte infatti le ricerche in quest’ambito che sottolineano particolari aspetti utili anche per la formazione dei giovani. E’ il caso dell’evento virtuale “Learning by Playing”, un’occasione alla quale hanno partecipato più di 4000 insegnanti in tutta Europa, con l’obiettivo di ottenere qualche dato in più sui benefici dei videogiochi relativamente all’apprendimento. Ciò che è emerso è che i videogiochi sono in grado di coinvolgere maggiormente i giovani con un grado di contrazione superiore rispetto alle tecniche tradizionali. Inoltre è stata analizzata una lunga serie di competenze che possono essere sviluppate tramite i videogiochi, come la collaborazione, il problem solving, il pensiero critico, l’immaginazione e la motivazione, che secondo le ricerche raggiungerebbe una soglia del 90% quando si utilizzano i videogames in classe.

Queste considerazioni conducono a un tema ricorrente, quello della digitalizzazione dell’istruzione in Europa, un processo favorito dall’intervento degli esperti, che promuovono l’utilizzo dei videogiochi in classe per sfruttarne le potenzialità e preparare i ragazzi al futuro mondo del lavoro.

Insomma, sembrano essere molto numerosi i campi di applicazione dei videogiochi, e le recenti ricerche dimostrano che l’apprendimento dei giovani può beneficiarne in larga misura.

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