Sciopero precari del 14 febbraio: ecco i motivi

Il 14 febbraio avrà luogo uno sciopero dei precari del settore scuola, una mobilitazione che li vede tutti uniti contro il governo italiano e i sindacati. Sì, perché il decreto salva precari in realtà non deve essere considerato come positivo. I precari da questo accordo non verranno affatto salvati, ma anzi la loro situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Di veri e propri abusi di precariato si parla, che vanno contro alle direttive europee vigenti in questo momento, una situazione considerata insostenibile. 

Ad essere messo sotto accusa è prima di tutto il concorso divisivo, il cui bando dovrebbe essere reso ufficiale proprio in questo mese di febbraio 2020. Il concorso prevede infatti 24.000 posti da assegnare dopo i risultati della prova computer based e altri 24.000 posti da assegnare con procedura ordinaria per i neolaureati. La prova preselettiva è considerata come meramente nozionistica dai precari e proprio per questo motivo inadatta alla situazione. Da considerare poi che alle 170.000 cattedre che sono già scoperte, se ne aggiungeranno molte altre nel corso di poco tempo dato che avranno luogo nuovi pensionamenti. Certo, una parte di queste cattedre sarà coperta grazie alle immissioni in ruolo, ma si tratta di appena 48.000 immissioni, troppo poche per i posti che invece sono necessari nella scuola Italiana. E coloro che hanno già vinto i concorsi nel 2016 e nel 2018? Avranno un posto di lavoro, certo, ma saranno costretti ad andare in altre province o, peggio ancora, in altre regioni, dove dovranno restare per almeno 5 anni. Senza dimenticare poi che c’è la possibilità che molti posti vengano coperti da docenti che sono già di ruolo, lasciando quindi i precari senza un posto di lavoro adatto a loro. 


Lo sciopero del 14 febbraio non verte però solo ed elusivamente su questi punti e sul precariato. I docenti vogliono infatti ribadire con questo sciopero la necessità di adeguatamente salariale. Si richiede inoltre la stabilizzazione dei DSGA e del personale ATA, nonché l’internalizzazione degli educatori. Si richiede poi che i DM magistrali che sono attualmente a rischio licenziamento possano accedere ad un’assunzione immediata. Si vuole infine lottare contro l’autonomia differenziata, senza dimenticare poi il desiderio di poter finalmente cancellare tutte le contraddizioni che i sindacati hanno permesso entrassero nel mondo della scuola. I sindacati secondo i docenti hanno assunto atteggiamenti a dir poco strani infatti negli ultimi tempi, come se molti di loro volessero a tutti i costi seguire le direttive dello stato, come se non avessero realmente a cuore i diritti dei docenti italiani. 

Molti gli argomenti che vengono fatti scendere in campo insomma dallo sciopero del 14 febbraio, uno scoperto senza dubbio delicato e che si spera possa portare dei risultati positivi per i docenti italiani e per i precari. 

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