Compiti per le vacanze: è preferibile darne molti oppure pochi?

La scuola sta per finire e con essa stanno finalmente per arrivare le tanto agognate vacanze scolastiche. Se è vero che le vacanze scolastiche sono per le famiglie italiane un momento di relax e di svago, è vero anche che comportano non poco stress. In parte lo stress è sicuramente dettato dal fatto che molti genitori non sanno come riuscire a gestire i figli, quando le scuole sono finite ma loro sono costretti ad andare a lavorare comunque. Ma non si tratta solo di questo. Molte famiglie lamentano un eccesso di compiti per le vacanze, stressanti per i bambini e i ragazzi così come per i genitori, che devono riuscire a convincerli a mettersi sui libri nonostante la scuola sia finita, che spesso devono seguirli in modo ravvicinato, pena delle lacune che poi si farebbero sentire in modo sin troppo intenso al rientro nel mese di settembre.

Ma è preferibile che gli insegnanti diano molti compiti per le vacanze? Nonostante lo stress e la noia, si tratta della scelta giusta? A dire la verità sembra davvero che la risposta a queste domande sia negativa. Stando a recenti ricerche infatti sembra che i bambini che riescono ad ottenere le migliori performance tra i banchi scolastici siano proprio quelli che non hanno molta lezione da fare. L’indagine a cui stiamo facendo riferimento è il Pirls 2016 che non prende in considerazione in realtà i compiti per le vacanze, ma i compiti in generale, anche quelli che di giorno in giorno quindi vengono dati ai nostri bambini e ragazzi da fare a casa, dopo l’orario scolastico. Stando a questa indagine sembra che i bambini che hanno una dose massiccia di compiti da dover fare a casa dopo l’orario scolastico, siano anche quelli che riescono ad ottenere votazioni più basse. I bambini che invece non hanno molta lezione da fare, lezione che magari inoltre non viene assegnata quotidianamente, sono in grado di ottenere dei voti nettamente superiori.

Difficile spiegare il motivo di questa situazione, ma è possibile sicuramente affermare che i bambini che hanno molta lezione da fare a casa si sentano più stanchi rispetto agli altri bambini dato che non riescono mai a staccare veramente la spina, dato che sono costretti a proseguire nello studio per molto tempo durante il pomeriggio, senza avere quei preziosi momenti liberi per giocare, rilassarsi, ricaricare le energie, distrarsi, anche persino annoiarsi, perché no. Inoltre i bambini che hanno molta lezione da fare a casa è possibile che non siano seguiti in modo impeccabile durante l’orario scolastico, come se gli insegnati prediligessero il saper fare all’apprendimento. L’apprendimento è invece il cuore pulsante dell’insegnamento e dovrebbe sempre essere messo al primo posto. Ma parlando di tempistiche, che cosa significa poca lezione? Possiamo in generale affermare che secondo gli esperti del settore se i compiti possono essere effettuati dai bambini in modo autonomo nel giro di 15 minuti, si tratta di una lezione più che giusta. Se invece i bambini hanno compiti che li impegnano anche per 60 minuti o più , allora quella è una lezione sicuramente eccessiva.

Se queste considerazioni valgono per la lezione quotidiana, sono altrettanto valide ovviamente anche per la lezione delle vacanze estive. Sì, perché l’estate è un importante momento di pausa, che consente ai bambini e ai ragazzi di ricaricare le energie perse durante i lunghi mesi di studio che hanno passato sui banchi di scuola, di sfogare le loro energie, di ritrovare un po’ di sana tranquillità, allontanando dalla loro vita ogni forma di stress. Non solo, le vacanze sono anche momenti piacevoli da trascorrere in famiglia, insieme ai propri genitori, per allacciare legami che possano dirsi sempre più stretti. È di fondamentale importanza insomma che gli insegnanti comprendano tutto questo, anche perché è proprio una riduzione dei compiti scolastici per le vacanze che era stata chiesta l’anno scorso dal ministro Bussetti e che siamo sicuri sarà richiesta nuovamente anche per l’estate 2019. Questo non significa non dare alcun tipo di compito da svolgere. Ma non sarebbe preferibile offrire dei titoli di libri da leggere durante le vacanze anziché compiti di stampo tradizionale? Così che sarebbe possibile invogliare i bambini alla lettura e far sì che questa diventi per loro una vera e propria abitudine.

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