L’educazione civica a scuola: ecco cosa comporta il suo ritorno

L’educazione civica torna nelle scuole italiane, a partire dal settembre del 2019, per le scuole di ogni ordine e grado. A differenza di ciò che era stato inizialmente affermato però, non sono previste ore in più rispetto al calendario scolastico né insegnanti dedicati. Si tratterà quindi di un insegnamento trasversale con le 33 ore di educazione civica inserite direttamente all’interno dell’orario scolastico già previsto. A farsi carico dell’insegnamento saranno gli insegnanti del corpo docente, in base ovviamente agli argomenti. Tra i docenti verrà scelto un coordinatore, colui che poi avrà il compito di inserire il voto in pagella. Il coordinatore non avrà una remunerazione aggiuntiva, almeno per il momento. Utilizzando gli insegnanti già presenti in aula e non offrendo alcuna retribuzione extra al coordinatore, l’educazione civica non costerà alla scuola italiana nemmeno un euro. I bambini e i ragazzi non potranno prendere sottogamba questa materia. Il voto infatti farà media con le altre votazioni e sarà fondamentale per l’accesso agli esami di scuola media e all’esame di maturità. Inoltre gli studenti si troveranno a fare i conti con questa materia più volte durante il corso dell’anno, con verifiche ad hoc.

Ma che cosa si troveranno a studiare i bambini e i ragazzi durante i momenti di educazione civica? Gli studenti avranno la possibilità di studiare in modo approfondito la costituzione italiana, ma anche tutte le normative europee più importanti che ormai sono parte integrante della società in cui viviamo. Avranno modo di studiare la bandiera e l’inno e potranno andare alla scoperta del patrimonio ambientale e culturale del nostro paese e dell’importanza di tutelarlo. Non solo, si parlerà anche di legalità e i bambini avranno modo quindi di percorrere la storia della mafia e soprattutto della lotta alla mafia. Si parlerà anche di bullismo e cyberbullismo, fenomeni che sono purtroppo sempre più diffusi e che devono invece essere estirpati al più presto, di sviluppo sostenibile ed ecologia. Si tratta di temi molto importanti che è effettivamente giusto che i nostri bambini possano scoprire anche direttamente sui banchi di scuola, ma è anche vero che mancano in questa lista altri argomenti che erano stati proposti e che a quanto pare non sono stati ritenuti altrettanto fondamentali, come ad esempio l’educazione alla parità tra uomini e donne. Queste mancanze stanno sollevando non poche polemiche proprio in questi ultimi giorni, ma per il momento non sembra ci possa essere alcun passo indietro da parte del governo.

Contemporaneamente all’inserimento dell’educazione civica a scuola è stata presa un’altra importante decisione. Sono state cancellate infatti due possibili punizioni per gli studenti indisciplinati delle scuole elementari. I bambini non potranno infatti né essere espulsi da scuola né essere sospesi. Problemi di mancata disciplina dovranno essere risolti convocando direttamente i genitori e parlando della situazione insieme a loro. Dopo l’inserimento dell’educazione civica e questi cambiamenti il ministro Salvini ha anche detto che vorrebbe riuscire a reintrodurre l’obbligo del grembiule per le scuole elementari. Anche se sono molte le scuole che continuano ad utilizzare il grembiule, sono ormai innumerevoli infatti anche gli istituti che hanno invece deciso di far cadere questa tradizione. Salvini non è d’accordo perché crede che in questo modo i bambini siano esposti sin dalla loro più tenera età alle differenze economiche tra le loro famiglie, creando così inutili momenti di ansia. I bambini devono essere tutti uguali, senza dimenticare poi che il grembiule è anche segno di ordine e pulizia. A quanto pare i presidi degli istituti scolastici italiani, seppur non tutti contrari a questa richiesta, credono che le priorità delle scuole siano altre, dato che molti edifici sono lasciati a se stessi, con strutture che sono pericolanti e che devono assolutamente essere sistemate il prima possibile.

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