Scuola: presidi sempre più stressati

Si parla spesso degli studenti e degli insegnanti, ma quasi mai invece dei presidi, della loro situazione lavorativa, della qualità del loro lavoro. Ecco, oggi vogliamo invece parlare proprio dei presidi della scuola italiana, che a quanto pare vivono una situazione a dir poco stressante.

Quella del preside scolastico è una figura da sempre considerata autoritaria, austera,

che spesso mette sotto stress gli studenti, al fine di riuscire a motivarli a raggiungere gli obiettivi scolastici prefissati, ma anche ad ottenere una migliore educazione, consentendo loro così di diventare giovani uomini e giovani donne pronti ad entrare a testa alta nel mondo del lavoro e nella società. Il preside scolastico è da sempre considerato anche come una figura autoritaria per tutti gli insegnanti, che detta legge e che ha il compito di mantenere un clima tranquillo e sereno.

Questo modo di guardare ai presidi deve cambiare. Oggi infatti i presidi della scuola italiana non sono più figure austere che mettono sotto stress gli studenti e gli insegnanti, bensì sono loro a sentirsi sin troppo stressati. Perché? Rispetto al passato, i presidi di oggi hanno molte scartoffie da riempire ogni giorno, hanno molte scadenze da dover rispettare, senza dimenticare poi le molte responsabilità che gravano del tutto sulle loro spalle, per la sicurezza dei loro istituti scolastici o la loro manutenzione, per la privacy, per l’anticorruzione. Infine è importante ricordare che i presidi di oggi sono anche costretti a lavorare al fianco di insegnanti che non credono nelle loro potenzialità e che fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote e spesso hanno a che fare con studenti che non riconoscono la loro autorità e genitori indisciplinati. Bullismo, vaccini, problemi con i contratti dei professori e stipendi che non possono di certo dirsi adatti al loro ruolo, sono altri elementi che rendono stressante la posizione lavorativa di ogni preside della scuola italiana.

La questione dello stress a cui i presidi si sentono soggetti è stata discussa alla Cisl scuola di via Tadino 23. Secondo un’indagine Talis sembra che il 92% dei presidi della scuola italiana si senta scarsamente valorizzato, situazione questa negativa rispetto agli altri 32 paesi che hanno partecipato all’indagine, dove la mancata valorizzazione ha una media di circa il 56%. Paola Serafina, segretario nazionale Cisl scuola, parla inoltre di un vero e proprio aumento delle malattie correlate allo stress anche per i presidi. Che fare? Sta diventando necessario attivare delle misure che possano ridurre lo stress a cui i presidi della scuola italiana sono soggetti. Inoltre sarebbe importante anche far aumentare la retribuzione di parte fissa dei presidi, riuscendo a portare l’indennità annua da 3500 a 12000 euro.

Non solo, sembra che sia necessario anche modificare le modalità di reclutamento dei presidi. Oggi ci si affida quasi solo sulla carriera scolastica per decretare chi dovrebbe diventare preside, mentre sarebbe importante anche prendere in considerazione il suo carattere, la sua capacità di contrastare lo stress, il suo problem solving, la sua capacità di calmare gli animi e la sua empatia. Solo una persona che sia in grado di rispecchiare queste caratteristiche può infatti diventare preside di una scuola italiana oggi.

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