Come sono organizzati i corsi per conseguire la Patente Nautica entro le 12 miglia nautiche

Il corso per il conseguimento della patente nautica, intesa come quella che permette di navigare entro le dodici miglia, è strutturato in tre blocchi differenti, ognuno dei quali caratterizzato da argomenti diversi tra di loro.
Ecco come sono composti questi corsi:

Il primo blocco

La prima parte del corso si focalizza sulla lettura della carta nautica, ovvero sullo strumento classico utile per la navigazione.
Questa parte è essenziale: anche se le barche sfruttano una tecnologia sempre più autonoma, la lettura ed il riconoscimento classico delle coordinate nautiche è una conoscenza che deve essere posseduta da parte dei corsisti.
Durante questa prima fase delle lezioni, i corsisti imparano ad identificare perfettamente un punto sulla carta ed allo stesso punto apprendono come comunicarla alle autorità portuale nel caso in cui vi sia la necessità di un loro intervento.
Oltre a questo argomento, il primo blocco del corso si focalizza anche su altri aspetti che riguardano l’utilizzo di metodi di calcolo e riconoscimento dei suddetti punti nella carta nautica sfruttando appunto altri metodi.
Al termine della prima parte del corso, gli studenti devono sostenere un esame: esso si basa sullo svolgimento di un esercizio scritto che avrà, come oggetto, proprio la carta nautica ed le coordinate.
L’esame su questi argomenti avrà una durata massima di quindici minuti, che permettono di svolgere l’esercizio senza alcun tipo di problematica.

Il secondo blocco di lezioni

Una volta che, la prima parte delle lezioni viene affrontata e superata con successo, i corsisti prendono parte ad un secondo blocco teorico, il quale avrà altri argomenti.
Tale parte riguarda diversi argomenti che si focalizzano principalmente sulla navigazione vera e propria.
Ad esempio, durante la seconda parte del corso, si affronta l’argomento delle norme di sicurezza che devono essere adottate durante la navigazione, così come si affronterà l’argomento del come bisogna navigare.
La patente nautica entro le 12 miglia necessita anche di una buona cultura relativa alle parti che compongono una barca, al loro riconoscimento ed alla risoluzione di determinati problemi.
Inoltre, viene anche spiegato il metodo di calcolo che bisogna affrontare per poter conoscere, in maniera precisa, la quantità di benzina minima che sarà utile per affrontare un tratto marittimo e giungere ad una determinata destinazione.
In questo blocco si affrontano argomenti come il riconoscimento delle distanze, le diverse velocità di una barca ed altri argomenti che appartengono a questa sfera.
Una volta che il percorso di studi viene concluso, i corsisti devono sostenere un altro esame, il quale risulta essere fondamentale peraccedere alla parte pratica.
Il secondo tipo di esame teorico è formato da venti domande a risposta multipla, che potrà essere superato solo se, il corsista, risponde correttamente ad almeno diciassette delle domande.
In caso contrario, esso non verrà ammesso alla fase finale dei corsi per la patente nautica.
Questa prova teorica ha una durata che risulta essere pari a trenta minuti, lasso di tempo che deve essere rispettato da tutti i corsisti.

L’ultimo blocco: la parte pratica

Come in una scuola guida, anche nei corsi per la patente nautica si svolgono delle lezioni di natura pratica.
Il candidato, infatti, deve affrontare la parte pratica del corso, che lo vedrà protagonista nel pilotare una barca di stazza medio-piccola.
Affrontando queste lezioni, il corsista sarà in grado di affrontare il test d’esame finale: ovviamente, per poter accedere a questo, lo studente deve effettuare almeno tre navigazioni con l’istruttore, il quale stabilirà quando fissare l’esame pratico della patente nautica.
Il corsista, durante questo, sarà affiancato da un esaminatore, che avrà il semplice compito di stabilire se, chi sta sostenendo l’esame, è idoneo al conseguimento della patente e se risulta essere in grado di poter guidare una barca in completa autonomia.
Questo esame finale non ha una durata di tempo massima standard ma sarà l’esaminatore a stabilire che manovre far compiere al corsista e quanto tempo far durare il suo esame.

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