L’ultima moda degli studenti: il piercing Monroe

I tempi sono cambiati, e anche tra gli studenti più giovani del liceo spopolano mode che solo qualche anno fa erano a appannaggio dei più grandi. Una delle ultime è quella del piercing, un foro applicato non più tradizionalmente sui lobi delle orecchie, ma in altre parti del corpo.

La moda del piercing, abbinata ad un’ostinata ricerca della sensualità anche per le ragazze più giovani, trova la sua sintesi nel piercing Monroe, un piercing che porta il nome della diva Marilyn Monroe perché crea una sorta di neo finto sull’angolo superiore della bocca.

Accattivante, sensuale, segno di una volontà di crescere prima del tempo: ma cosa si nasconde dietro il piercing, cosa dovremmo dire ai nostri studenti e dovremmo davvero farli desistere dal farsi condizionare da una moda sempre più popolare?

Dietro il piercing si nascondono diversi rischi, alcuni reali altri invece frutto della paura, generalmente creata da qualcosa che è nuovo e che facciamo difficoltà a capire. Il piercing Monroe è, stando a quanto dicono gli specialisti, uno dei piercing più sicuri, a patto che ci si rivolga ad un professionista che segua tutte le procedure necessarie.

Il foro si applica con un ago cavo, subito dopo il quale viene fatta strada al gioiello, che in questo caso sarà una piccola pallina in genere di colore scuro a ricordare proprio il neo della immortale Marilyn Monroe.

Non c’è molto che possiamo dire ai nostri studenti, soprattutto perché queste decisioni sono decisione d’appannaggio esclusivo della famiglia, anche se il ruolo nostro ruolo di educatori ovviamente non può disinteressarsene.

Così come per ogni cosa, dobbiamo indirizzare i nostri studenti verso percorsi percorribili senza alcun tipo di rischio. Nel caso dei piercing questo vuol dire recarsi nello studio di un piercer (così si chiamano i professionisti del foro) e certificarsi che non ci siano pratiche lontane dagli standard di igiene richiesti a questo tipo di attività.

Spesso è difficile opporsi alle mode degli studenti, quello che possiamo fare è essere, come avviene per l’istruzione, la loro guida in un mondo pieno di insidie e che non conoscono ancora sufficientemente bene per camminarvi da soli.

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