Bene alcune linee programmatiche sull’Istruzione, ma Carrozza ascolti la voce degli studenti

Oggi, dalle ore 14, in VII commissione Cultura di Camera e Senato, il Ministro dell’Istruzione Carrozza ha delineato le linee programmatiche del suo Dicastero.
La Rete della Conoscenza esprime positività rispetto a molte priorità definite dal Ministro, ma ritiene altresì che manchino alcune questioni emergenziali e di prospettiva di lungo periodo.


Il Ministro tra le varie indicazioni definisce tra le varie priorità quelle di investire sull’Istruzione per garantire una scuola di qualità, portare la dispersione scolastica al 10% entro il 2020, combattere il digital divide, sostenere l’autonomia scolastica, tenere le scuole aperte il pomeriggio, incentivare i percorsi di alternanza studio-lavoro, rilanciare la formazione permanente, deburocratizzare scuola e università, rifinanziare il DSU e combattere la disoccupazione con la qualità della formazione.

“Il Ministro si è concentrato moltissimo sulle questioni emergenziali, come l’edilizia scolastica e la dispersione scolastica, eludendone tante altre parimenti impellenti”, dichiara la Rete della Conoscenza.
“Riteniamo, inoltre, che siano gravi le puntualizzazioni riguardanti la volontà di continuare a finanziare le scuole paritarie. Invitiamo il Ministro a riflettere sull’importante risultato del referendum consultivo di Bologna e ad agire di conseguenza, destinando tutti i fondi alle scuole pubbliche ed avviando una seria riflessione sulla necessaria ripubblicizzazione effettiva di scuole e università che in questi anni hanno subito un progressivo processo di definanziamento e dequalificazione”
La Rete della Conoscenza continua: “Pensiamo che dalle linee programmatiche manchi completamente una parte riguardante il diritto allo studio e il welfare studentesco. Giorno dopo giorno studiare diventa sempre più un lusso per la maggioranza degli studenti del nostro paese. Da anni rivendichiamo una Legge Quadro Nazionale sul Diritto allo Studio per scuole e università che stabilisca i LEP che le regioni dovrebbero rispettare, un reddito di formazione e misure per tutelare un’effettiva cittadinanza studentesca nei termini di accesso ai saperi, partecipazione, salute e diritto alla casa”
“Pensiamo purtroppo che dal discorso si evinca una volontà di continuare a foraggiare un modello di valutazione di scuole e università escludente e sanzionatorio, mortificante per la didattica e assolutamente non oggettivo. Invitiamo il Ministro a confrontarsi con gli studenti che da anni rivendicano scuole e università pubbliche, di massa e totalmente aperte, senza numero chiuso e veramente includenti. L’11 giugno presenteremo alla Camera i risultati del referendum studentesco nazionale che abbiamo somministrato dal 15 aprile al 4 maggio. Dai dati si evincono una serie di priorità alle quali dare immediatamente delle risposte concrete: precarietà, reddito, diritto allo studio, diritti per tirocini e stage, libero accesso all’istruzione, modello di valutazione e di autonomia scolastica e universitaria. Si riparta da questi risultati”

Rete della Conoscenza


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