Link replica al Ministro Profumo: il nuovo decreto attacca il diritto allo studio!

“Smentiamo con forza quanto sostiene il Ministro Profumo”- sostengono gli studenti Link Coordinamento Universitario “Abbiamo avuto modo di analizzare il decreto ministeriale in materia di DSU che si discuterà la prossima settimana nella Conferenza Stato Regioni e siamo convinti che rappresenti un duro attacco al sistema del diritto allo studio italiano”
Il Ministro parla di “rimodulazione” e non di “taglio alle borse di studio”. Vogliamo capire cosa intenda il Ministro Profumo per “rimodulazione” dato che all’interno del decreto è possibile leggere una differenziazione della soglia minima dell’ISEE tra le regioni del Nord del Sud e del Centro. In altre parole uno studente del Sud potrà accedere alla borsa di studio solo se il suo ISEE non supererà i 15mila euro , mentre uno studente che si iscrive ad una città del Nord potrà presentare anche un ISEE di 21mila.
Questo criterio, oltre ad essere discriminante tra studenti del Nord e del Sud, non tiene conto dell’alta percentuale di “idonei non beneficiari” in Italia. Nel 2010-2011 erano 45mila con un valore di ISEE minimo pari a 17 mila in tutte le Regioni, una soglia spesso non rispettata. Ogni 1000 euro di ISEE corrisponde a diverse centinaia di studenti che vengono tagliati fuori dai criteri d’accesso, quindi di fatto una diminuzione delle borse elargite.
Un altro punto fondamentale riguarda i requisiti di merito: divengono eccessivamente restrittivi per poter garantire realmente la possibilità ad uno studente di conseguire un numero di CFU tale da mantenere la borsa di studio con una media alta. Non è vero che con questi nuovi criteri si premiano i migliori, ma semplicemente si tagliano fuori dal sistema di garanzie altre centinaia di studenti.
” Siamo convinti che non si possa in nessun modo approvare un decreto del genere frettolosamente prima della fine della legislatura” attacca Luca Spadon portavoce di Link Coordinamento Universitario “Solo ieri il Cun ha dichiarato che negli ultimi 10 anni 58mila studenti non si sono più iscritti alle nostre università, non si può far finta che un problema d’accesso e di diritto allo studio non esista”
Chiediamo al Ministro Profumo di fare marcia indietro e bloccare l’iter del decreto o metteremo in campo delle iniziative di protesta.
Vogliamo un’immediata inversione di tendenza sui temi di scuola e università!

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