Formazione professionale: lettera da un professore

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Sono un prof. della Formazione Professionale senza stipendio da mesi.
Ho manifestato a Venezia il 12 novembre, insieme a centinaia di altri colleghi, per protestare contro la sospensione in atto da mesi dei pagamenti da parte della Regione del Veneto e contro i tagli previsti nel prossimo triennio di 5, 10, 15 milioni in progressione alla Formazione Professionale. Questi provvedimenti di “spending review “, consumati nel nome del patto di stabilità, saranno la causa del taglio di migliaia di studenti che non potranno più frequentare i corsi della Formazione Professionale e di centinaia di operatori che non avranno più un impiego. Abbiamo sollecitato il Governatore Luca Zaia a prendere una posizione decisa in materia, visto che quando era ancora un giovane ministro dell’Agricoltura ha dichiarato apertamente l’importanza della Formazione Professionale nel Veneto, parlando proprio nel mio istituto a Padova ( ho conservato l’articolo del giornale locale…).
Per coinvolgere un numero maggiore di persone e far conoscere la situazione in cui si trovano gli operatori della Formazione Professionale ho aperto un blog, http://ilprofsenzastipendio.blogspot.it/ , nel quale ho cercato di stimolare tutti gli attori del problema anche con gli strumenti dell’ironia più tagliente (consiglio il mio post su “Zaia Pitagorico ed il federalismo a geometria variabile del Veneto”…anche se in molti hanno faticato a comprenderlo…).
Nonostante i nostri sforzi nulla è ancora cambiato.
Con la presente Vi chiedo gentilmente di portare all’attenzione dei vostri lettori il problema, a nostro avviso molto grave, perché la Formazione professionale è un corridoio privilegiato di accesso al mondo del lavoro che nella nostra regione raggiunge vette del 60-70% di occupazione già dopo un anno dal termine del percorso di studi triennale, nonostante la crisi in atto.
Ci eravamo illusi, leggendo l’articolo del 15 novembre sul Fatto on line, che per le scuole non statali il governo Monti avesse previsto una deroga al patto di stabilità. Ma ci eravamo sbagliati. In realtà sarebbero coinvolti solo i comuni per tenere aperti gli asili nido e le scuole dell’infanzia (o così almeno riferisce il sindacato…).
Un cordiale saluto

Paolo De Luca

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