Le università si schierano contro l’aumento delle tasse

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Nella giornata di ieri il senato accademico dell’università di Bari e quello dell’università di Torino hanno approvato all’unanimità due mozioni contro l’aumento delle tasse determinato dalla modifica del limite del 20% del rapporto tra tasse studentesche e FFO.

Queste due sono solo le prima università che si schierano contro la proposta del governo – dichiara Luca Spadon portavoce di Link nazionale universitario – presenteremo queste mozioni in tutti gli atenei italiani per costringere anche le università e i rettori ad esprimersi contro qualsiasi aumento delle tasse agli studenti”

Come studentesse e studenti che n questi anni si sono mobilitati in difesa dell’università pubblica crediamo che non il governo non possa coprire i tagli al finanziamento pubblico degli ultimi anni operati dall’ex-ministro Gelmini attraverso l’aumento delle tasse studentesche.

L’anno prossimo l’ FFO delle università sarà di 6,45 miliardi, mentre nel 2009 era di 7,4 miliardi.

E’ palese la volontà del governo di permettere agli atenei di coprire questi tagli che stanno distruggendo le università pubbliche con aumenti spropositati delle tasse, ora legali vista la modifica del limite del 20%, contenuta nel titolo II, articolo 7 comma 42 della spending review. Tale modifica, che diminuisce il numero di studenti su cui il limite del 20% viene calcolato, permetterà agli atenei di alzare le tasse agli studenti extracomunitari e ai fuori corso senza nessun controllo, mentre per gli studenti in corso le tasse potranno aumentare notevolmente.

Inoltre questa norma è pesantemente razzista, in quanto discrimina gli studenti iscritti all’università in base al loro luogo di nascita. Tra gli studenti extracomunitari presenti nei nostri atenei, sono presenti molti G2 che non hanno accesso alla cittadinanza italiana a causa di una norma arretrata che questo governo si era impegnato a modificare. Alcuni di loro assieme ad altri studenti italiani hanno inoltre inviato un appello al ministro Profumo perché cancelli questa norma discriminante.

Pretendiamo che il governo si esprima su questa modifica, anche alla luce delle mozioni approvate in alcune università e che si adoperi per ritiare immeditamente questa norma, se questo non si verificherà le studentesse e gli studenti in tutti gli atenei si mobiliteranno contro l’aumento delle tasse.

ecco in allegato la mozione approvata.

Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bari giudica negativamente quanto previsto dal testo della “spending review, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, e oggetto della attuale discussione parlamentare, in merito a ciò che concerne il sistema universitario.

In particolare:

  • non si interviene a ristoro dei tagli precedentemente operati con la l.133/2008;
  • all’articolo 7, comma 42, lettera a), con la specificazione “italiani e comunitari” a seguito del sostantivo “studenti”, si inserisce una pericolosa differenziazione fra studenti comunitari e studenti extra-comunitari, aprendo a possibili discriminazioni in termini di tassazione e contribuzione;
  • con la modifica dell’articolo 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, si prevede, nella sostanza, la liberalizzazione della tassazione universitaria. La norma citata impone, infatti, il rispetto del tetto massimo del 20% nel rapporto fra la totalità della contribuzione studentesca e quanto viene versato nell’ambito dell’FFO. La scelta, che si adotterebbe con l’articolo 7, comma 42, della cosiddetta “spending review”, di scorporare il numero degli studenti fuoricorso e degli studenti stranieri dal numeratore del rapporto e di modificare il denominatore, aggiungendo all’FFO anche gli altri “trasferimenti statali correnti attribuiti dal Ministero dell’Istruzione, Università, e della Ricerca” rende vana, nei fatti, qualsiasi apposizione di limiti alle tasse universitarie.


    Rete della Conoscenza

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