Docenti precari di III fascia:Interrogazione PD/IDV

Riceviamo da ADIDA (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) la seguente comunicazione che volentieri pubblichiamo.

Informiamo che i senatori RUSCONI , GIAMBRONE , FOLLINI , SOLIANI , BUGNANO hanno presentato in data 17 Novembre 2011 una interrogazione parlamentare rivolta al MIUR volta ad accertare l’esatta consistenza dei docenti precari di III fascia con pluriennale esperienza, nonché a richiedere in favore degli stessi un più favorevole trattamento.
Tale atto scaturisce da una serie di colloqui e trattative portate avanti da Adida con i due schieramenti, nonché dalla necessità di conoscere dati certi sui precari di III fascia con almeno 360gg. di servizio, necessari a dimostrare l’errata istruttoria che ha portato all’approvazione del decreto 249/2010 (Schema di Decreto sulla Formazione Iniziale Docenti) in sede giudiziaria.
Direttivo Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)
www.associazioneadida.it


Testo interrogazione:
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02496
Atto n. 3-02496 (in Commissione)

Pubblicato il 11 novembre 2011
Seduta n. 636
RUSCONI , GIAMBRONE , FOLLINI , SOLIANI , BUGNANO – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

Premesso che:
dalle stime di Adida-Associazione docenti invisibili da abilitare, associazione di categoria senza scopo di lucro che pone al centro dei suoi obiettivi la questione della tutela dei diritti dei docenti precari non abilitati, sono circa 30-40.000 i docenti precari non abilitati di terza fascia che da anni insegnano nelle scuole italiane di ogni ordine e grado in virtù di un’idoneità non solo sancita da numerose norme nazionali e comunitarie, ma ribadita proprio nei contratti sottoscritti tra i “precari non abilitati” e l’amministrazione scolastica in cui si precisa che gli stessi docenti sono stati assunti in quanto soggetti idonei e che l’inidoneità allo svolgimento della professione è causa di risoluzione del contratto;
si tratta di insegnanti a tutti gli effetti, assunti attraverso graduatorie di merito ministeriali, spesso anche su cattedra annuale, che condividono i medesimi incarichi e ruoli degli insegnanti abilitati e di ruolo;
i suddetti docenti hanno sempre contribuito a garantire il servizio scolastico essendo tuttora indispensabili per il conferimento delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee;
negli ultimi anni i diritti di tale categoria di lavoratori, già precari “a tempo indeterminato”, hanno subito ulteriore pregiudizio;
in particolare, nel decreto ministeriale 10 settembre 2010, n. 249, recante «Regolamento concernente: “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244″», per l’accesso al tirocinio formativo attivo, è stato previsto per tale categoria di docenti addirittura una tripla selezione, due esami scritti ed uno orale, superata la quale si accederà ad una sola graduatoria di merito sulla base della quale verranno ammessi i docenti con punteggio maggiore;
con tale provvedimento i docenti di terza fascia vengono di fatto equiparati ai neo-laureati, pur non avendo questi ultimi alcuna esperienza di insegnamento;
contro tale decreto è stata avviata un’azione giudiziaria nazionale da parte di Adida e di altre associazioni del settore a cui hanno aderito circa 10.000 ricorrenti;
in particolare, è stato richiesto l’annullamento del suddetto decreto ministeriale che, a parere degli stessi ricorrenti, presenterebbe diversi profili di illegittimità;
i ricorrenti contestano, infatti, i criteri che hanno orientato l’operato ministeriale e l’iter che ha portato all’approvazione definitiva del citato decreto; in particolare, gli stessi ricorrenti sostengono, infatti, che il Ministero, attraverso la diffusione di dati errati circa il numero effettivo di docenti appartenenti alla terza fascia, avrebbe di fatto impedito alle Commissioni parlamentari di valutare in modo corretto e informato lo status giuridico dei precari storici di terza fascia;
il dato ufficiale di 129.050 docenti non abilitati complessivamente presenti in tutte le graduatorie di terza fascia, fornito ufficialmente ex post dal Ministero, se pure notevolmente ridimensionato rispetto a quello fornito alla VII Commissione permanente (Cultura) della Camera e alla 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, è stimato, come dichiara esplicitamente lo stesso Ministero, desumendolo dal punteggio totale con il quale i docenti di terza fascia sono inseriti in graduatoria, quando invece è noto che solo una parte di questo è legato all’anzianità di servizio. Ne segue che il criterio applicato dall’amministrazione per estrapolare il numero dei docenti di terza fascia non abilitati con almeno 360 giorni di servizio (corrispondenti a 24 punti su due anni scolastici) porta a fornire un dato (di 129.050 docenti) ad avviso degli interroganti non solo inesatto, ma totalmente inservibile e fuorviante,

si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover fornire con la massima urgenza il numero reale dei docenti precari non abilitati con almeno 360 giorni di servizio ovvero con 24 o più punti attribuiti al solo servizio;
quali siano i motivi per cui, a tutt’oggi, il Ministero non abbia ancora provveduto alla diffusione di tali dati certi;
se non si ritenga necessario prevedere per tale categoria di docenti un percorso abilitante ad hoc al fine di consentire loro di poter concludere un percorso formativo in una formula adeguata alle esigenze di personale in servizio che, anche per motivi oggettivi, non può astenersi dal lavoro;
se non si ritenga necessario intervenire, sui criteri e le modalità di accesso ai percorsi formativi per i docenti al fine di consentire ai docenti di terza fascia di poter accedere a tali cosi anche in soprannumero rispetto all’esigenza di docenti stabilite su base regionale, al fine di garantire loro il diritto costituzionale di accedere al lavoro in condizioni di equità ed uguaglianza.

ADIDA (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)
Sito web: www.associazioneadida.it

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