Palermo: statalizzare l’IPCL “Cassarà” per garantire equità e giustizia

Nel corso della seduta del 26/07/2011, con deliberazione n° 125, la Giunta della Provincia Regionale di Palermo ha manifestato la volontà di statalizzare l’Istituto Paritario Provinciale di Cultura e Lingue “Ninni Cassarà”.
Precisato e premesso che l’eventuale realizzazione di questo piano di statalizzazione non deve in alcun modo ledere i diritti acquisiti (economici e giuridici) dei lavoratori di ruolo che da anni lavorano in pianta stabile nell’IPCL, va rilevato come, rispetto al principio della statalizzazione, noi dell’USB Scuola non possiamo che esprimerci favorevolmente sulla base di diverse ragioni. In primo luogo politiche. Lottare per il mantenimento della gestione provinciale di un ente come l’IPCL, difendere lo stesso principio che sta alla base di una tale gestione, non sono azioni che possono e devono rientrare nella visione politico-sindacale di una organizzazione che si dica di sinistra, meno che mai di un sindacato come il nostro che si propone di incarnare una visione radicale, conflittuale e antagonista. La scuola, i suoi destini educativi e la sua organizzazione non possono restare nelle mani di privati o di politicanti che ne fanno il palcoscenico delle loro stesse trame, con le solite promesse della campagna elettorale di turno e una gestione politico-clientelare della peggior specie! L’auspicata statalizzazione potrà costituire allora uno dei processi che elimina alla radice tutta una serie di malfunzionamenti, anche organizzativi, dell’Istituto.
Rimaniamo perplessi, per non dire sbigottiti, circa la posizione assunta dalla CGIL – Funzione Pubblica, la quale difende per così dire “con le unghie e con i denti” la gestione provinciale dell’IPCL, definendo l’Istituto un «fiore all’occhiello» dell’Amministrazione Provinciale. L’assurdità di questa definizione sta tutta nel fatto che, sempre secondo la CGIL, è la stessa Amministrazione Provinciale a giudicare in questi termini l’Istituto. Ma come potrebbe essere altrimenti? Ma anche se così fosse in che modo la statalizzazione farebbe venire meno questo valore(forse la Cgil pensa che il “paritario” sia più efficiente dello “statale”?)? A che gioco si vuole giocare?
Ribadito che a nostro parere è necessario che il personale docente e non docente di ruolo venga garantito rispetto ai diritti acquisiti, non riusciamo a capire, poi, quali sarebbero i rischi che correrebbero i precari che in questi anni hanno lavorato nell’IPCL. Anzi, il fatto che le supplenze nelle varie sezioni dell’Istituto vengano assegnate sulla base delle statali “Graduatorie a esaurimento” o, a seconda della tipologia della supplenza, delle “Graduatorie di circolo e di istituto”, è per noi tutt’altro che un’ingiustizia. Lo riteniamo un auspicio! A rafforzare la nostra posizione, ricordiamo come, contro il nuovo Regolamento dell’IPCL, sono stati avviati diversi ricorsi, peraltro alcuni dei quali ancora pendenti. Questo nuovo e “infiocchettato” Regolamento, infatti, ha istituito una blindatissima graduatoria di “prima fascia”, nella quale sono potuti rientrare quei pochi precari che, per fortuna o contingenza, hanno prestato servizio in una delle sedi dell’IPCL per almeno 360 giorni nell’ultimo triennio scolastico. Basterebbe ricordare il fatto che negli ultimi anni, compreso l’importantissimo ultimo triennio, le convocazioni dell’IPCL sono state effettuate con estremo ritardo rispetto alle convocazioni statali, per comprendere come i precari che hanno lavorato nell’IPCL nell’ultimo triennio e che adesso occupano la prima fascia di cui sopra, sono coloro che, purtroppo, non sono riusciti a ottenere una nomina in una scuola statale, in quanto collocati per lo più in posizioni medio-basse delle graduatorie statali. L’istituzione di una “privilegiata” prima fascia serve a nostro parere solo a creare divisioni, fratture e conflitti tra precari che, al contrario, dovrebbero lottare tutti nella stessa direzione! Nella misura in cui sono inseriti a pieno titolo nelle graduatorie statali (a esaurimento e di istituto), i precari dell’IPCL non corrono di fatto alcun rischio, in quanto saranno convocati come tutti gli altri precari sulla base del loro effettivo punteggio in graduatoria. La statalizzazione, pertanto, permetterà tra le altre cose l’entrata in vigore di criteri di reclutamento uniformi per tutti i precari e, per ciò stesso, garanzia di equità e giustizia. Chi, al contrario, si pronuncia a favore del mantenimento dello status quo, vale a dire della gestione provinciale dell’IPCL, sta solo, detto francamente, seguendo l’ennesima linea politico-sindacale clientelare, di parte, miope e dannosa!

USB Scuola Palermo

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