Scuola: si va verso la mobilitazione generale

 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Claudio Menga della Segreteria FLC – CGIL Bari.

Ci sono tutte le condizioni perché a settembre parta dalla scuola, per saldarsi poi con tutte le altre categorie e con la stessa Cgil confederale, una mobilitazione senza precedenti, che vedrà insieme pubblico impiego, movimenti e studenti. Si continua a sostenere che la scuola sia stata mantenuta al riparo dai tagli della manovra da 45 miliardi di euro contenuta nel Decreto legge n. 138 ma, ancora una volta, si tratta di una notizia infondata. Basti pensare che si lascia invariata la proroga fino al 31 dicembre 2014 del blocco della crescita dei trattamenti economici e del rinnovo dei contratti e che il decreto non chiarisce se la misura della rateizzazione della tredicesima riguardi anche insegnanti e ATA, per esempio nel caso di non adempimento alle misure di razionalizzazione degli organici degli uffici ministeriali.

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Così come vale anche per la scuola lo slittamento delle pensioni di anzianità che potranno essere “godute al termine dell’anno scolastico successivo a quello di maturazione dei requisiti”, ed è inoltre previsto il rinvio, fino a 24 mesi, del pagamento del TFR per chi va in pensione d’anzianità!  Vale la pena di segnalare che i trucchi governativi continuano anche su altri fronti perché, ad esempio, dei 36 mila ATA da nominare in realtà i precari sono molti di meno, perché ben 5.000 posti sono riservati ai docenti inidonei e agli Ata in mobilità, che, in realtà, il ruolo già lo hanno! A Bari il trucco delle immissioni in ruolo riguarda ben 177 posti su 1.045 complessivi pari al 17% delle immissioni complessive! E che dire dell’area docenti? Delle 840 immissioni in ruolo ben 285, molto probabilmente, saranno affidate temporaneamente a supplenti in attesa che si risolva il contenzioso sulle graduatorie preesistenti. Si badi che per la FLC CGIL vanno bene le 67mila assunzioni perché sono il frutto della mobilitazione; ciò che non va bene è il fatto di averle contrabbandate in cambio di un peggioramento delle condizioni salariali che blocca per 8 anni lo stipendio di questi lavoratori al salario d’ingresso: a queste condizioni, la FLC Cgil si è rifiutata di siglare l’accordo! Per la Flc Cgil non si comprende perché in questo paese non possano pagare i ricchi attraverso la patrimoniale, mentre il peso della crisi si scarica tutto sui salari dei lavoratori dipendenti, sulla scuola e sul welfare. Per la Segreteria FLC – CGIL Bari Claudio Menga


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