In Valle d’Aosta arriva l’infermiere di famiglia

A sostegno delle famiglie valdostane arriva una nuova figura professionale, l’ infermiere di famiglia. Si tratta di un nuovo modello assistenziale che sarà adottato in via sperimentale nel distretto 4, in Bassa Valle. L’obiettivo generale del progetto è quello di mantenere le persone anziane o sofferenti il più possibile a domicilio, e ridurre perciò gli accessi alle strutture ospedaliere e i ricoveri.

Albert Lanièce – Assessore alla sanità, salute e politiche sociali
L’infermiere di famiglia è un progetto sperimentale che abbiamo voluto iniziare quest’anno, che partirà nel corso del 2011, proprio perché abbiamo voluto perseguire un potenziamento del territorio. Naturalmente l‘infermiere di famiglia sarà in stretta correlazione con l’attività del medico di medicina generale, in particolare, e quindi dovrà andare a supportare questa figura in determinati settori anche dal punto di vista geografico nella nostra regione, quindi ha proprio la funzione di andare ad aiutare a domicilio le famiglie, le persone che hanno sempre più necessità di aiuti dal punto di vista sanitario.

L’infermiere di famiglia, dotato di una formazione specifica post laurea, è in grado di agire sul territorio e di instaurare un rapporto diretto non solo con il malato, ma anche con i suoi familiari, tenendo sotto controllo i fattori di rischio familiari e la componente genetica di alcune patologie, come l’ipertensione arteriosa e il diabete. In questo senso, l’infermiere di famiglia svolge un ruolo anche formativo ed educativo, puntando sulla prevenzione e sulla promozione di stili di vita sani.

Albert Lanièce – Assessore alla sanità, salute e politiche sociali
Teniamo conto che sul territorio c’è costantemente un turn-over di personale infermieristico che fa anche l’attività territoriale. Ma un punto di riferimento fisso non c’è ancora, quindi questo può essere rappresentato dall’infermiere di famiglia.

La sperimentazione del progetto durerà sei mesi, e nel caso di risposte positive l’infermiere di famiglia potrà essere adottato in tutti i distretti del territorio regionale. Naturalmente questa figura, per essere efficace, deve agire in sinergia con tutte le altre professionalità legate all’assistenza alla persona e alla salute.

Helga Zen – Responsabile scientifico del progetto infermiere di famiglia.
Uno dei suoi ruoli fondamentali è quello di aiutare e sostenere la persona assistita e i suoi familiari nell’affrontare la malattia e la disabilità cronica. Questo lo fa con l’aiuto e il sostegno dell’équipe infermieristica che già opera sul territorio. Inoltre egli conosce a fondo la mappa dei servizi sociali e contribuisce a una dimissione precoce dall’ospedale e questo lo può fare in collaborazione con il medico di famiglia, e con l’aiuto di tutta l’équipe multidisciplinare del distretto.
Gli infermieri di famiglia faranno da tramite tra la famiglia e il medico di base, sostituendosi a quest’ultimo quando l’assistenza fornita è di carattere prevalentemente infermieristico. Gli infermieri di famiglia, quindi, avranno il compito di facilitare le dimissioni precoci dagli ospedali e fornire assistenza infermieristica a domicilio. Questo è molto importante in Valle d’Aosta, dove gli spostamenti sono resi difficili dalle caratteristiche del territorio.
Helga Zen – Responsabile scientifico del progetto infermiere di famiglia.
Il fatto di poter arrivare a prendersi in carico utente e familiari nella loro zona e quindi evitare anche a questi ultimi il recarsi, magari più volte, nelle sedi centrali è sicuramente un valore aggiunto. Il fatto di andare in casa dell’utente e prendersi in carico le sue problematiche, il suo disagio e aiutarlo ad affrontare i fattori di rischio e anche la malattia è sicuramente un aspetto che credo i cittadini potranno gradire.

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