Associazione Docenti Invisibili da Abilitare

Riceviamo e pubblichiamo una mail di Luca Dibitonto:

Mi chiamo Luca Dibitonto, ho 27 anni e sono un docente di scuola primaria non abilitato, inserito nelle graduatorie di merito di terza fascia, sono coordinatore Adida della provincia di Vercelli, della regione Piemonte e sono membro del direttivo nazionale. Le sto scrivendo per chiederle di dare visibilità a questa categoria di lavoratori bistratta e dimenticata. Le violazioni a carico dei c.a. 300.000 docenti privi di titolo abilitante (di cui c.a. 40.000 in possesso di pluriennale esperienza di insegnamento), ma in possesso dei titoli e requisiti per l’ insegnamento ed inseriti nella III fascia delle graduatorie d’istituto non sono infatti meno gravi per via della mancanza di quest’ultimi del titolo abilitante, di cui non sono responsabili, ma riteniamo che l’imbarazzante silenzio sulla loro questione debba essere rotto.
 
Per questo vi chiediamo aiuto nel far sentire la nostra voce nel far conoscere a quante più persone la nostra questione, poiché senza visibilità le possibilità di una risoluzione positiva di questa gravosa questione si riducono estremamente.
 
In ogni caso, se le richieste di Adida non verranno ascoltate, quest’ultima si batterà anche legalmente al fine di tutelare i nostri diritti, a tal proposito si fa sapere che alcuni ricorsi, come quello al avverso l’esclusione dal Salvaprecari, per gli scatti stipendiali e per lo sfruttamento del lavoro precario sono già stati avviati e/o in fase di avvio. Molti altri potrebbero essere avviati nei prossimi mesi. Si tratta di ricorsi che in caso di vittoria obbligheranno lo Stato Italiano all’esborso di notevoli somme di denaro per risarcimenti a fronte di soprusi e discriminazioni subite. Tutti soldi che lo Stato Italiano avrebbe potuto risparmiare semplicemente rispettando quelli che erano i nostri diritti. Così come lo Stato avrebbe potuto risparmiare circa 40.000 disoccupazioni per posti di lavoro esistenti se solo non avesse introdotto la discriminazione delle code. Le richieste di Adida, che attualmente conta di quasi 8.000 docenti aderenti, diversamente da quelle di altri enti/movimenti/sindacati nulla hanno a che fare con la rimozione dei tagli e la richiesta di maggiori investimenti da parte del Governo nella scuola, ma si limitano ad una richiesta di uguaglianza e di diritto alla formazione. Eppure nonostante tutto, lo Stato preferisce rischiare di pagare pesanti multe europee ed esosi risarcimenti piuttosto che rispettare i diritti dei suoi singoli cittadini.
 
In allegato potrete leggere un resoconto dettagliato della questione III fascia ed i recapiti a cui è possibile contattarci ed in particolare, cliccando su questo link potrete visualizzare il video che abbiamo ideato relativo alla nostra questione, davvero chiaro e studiato con molta cura dalla nostra coordinatrice nazionale Francesca Bertolini. Anche se sono stato incaricato dell’organizzazione della campagna stampa, faccio presente che i membri del direttivo e le due coordinatrici nazionali sono pienamente disponibili a rilasciare interviste e dichiarazioni.
Inoltre, molto importante, abbiamo attivato i ricorsi al giudice del lavoro contro lo sfruttamento del lavoro precario ed i ricorsi per richiedere l’accesso diretto al corso abilitante TFA, il quale prevede incredibilmente 3 test selettivi di accesso per i docenti non abilitati che insegnino da più di 360 giorni, da superare al primo tentativo, pena la definitiva esclusione dal percorso abilitante: un “aut- aut” a nostro parere inaccettabile per insegnanti che possiedono un’esperienza pluriennale sulle classi e sul sostegno e che avrebbero già dovuto conseguire il titolo abilitante da molti anni.

CONTATTATECI:

ADIDA (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)
Sito web: www.associazioneadida.it

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