Precari siciliani della scuola: qualcuno inizia lo sciopero della fame

Per i precari siciliani della scuola si preparano tempi duri, molti probabilmente rimarranno senza cattedra il prossimo anno scolastico.

Il mondo dei lavoratori precari della scuola sta vivendo, ancora una volta, una stagione drammatica.
In Sicilia, al taglio di 4200 posti di lavoro l’anno scorso, si aggiunge l’
ulteriore taglio di circa 5000 posti.
Si comprende bene che ad ogni unità lavorativa corrisponde una famiglia,
troppo spesso monoreddito, che si trova a non avere più quell’unico introito
che consentiva il mantenimento di una minima dignità di vita.
Il malcontento di tanti padri e madri di famiglia siciliani che devono
affrontare le contingenze quotidiane (dal mutuo, alle bollette, alla spesa
alimentare) senza più alcun reddito per soddisfare tali necessità primarie,
sfocia nell’esasperazione data anche dalla sordità delle istituzioni a tre anni
di proteste e richieste di equità. Non trascuriamo, infatti, le discrepanze in
atto tra i lavoratori del sud (falcidiati) e quelli del nord (maggiormente
tutelati).
Tale esasperazione ha condotto, ieri 16 agosto, ad un ennesimo presidio in via Praga, a Palermo, ove si trovano l’ ufficio scolastico provinciale ed una sede dell’ufficio scolastico regionale, ed alla proclamazione da parte di un docente, Salvatore Altadonna, e di un collaboratore scolastico, Pietro di
Grusa, dello sciopero della fame, volto ad ottenere degli incontri utili a
salvaguardare il diritto al lavoro e alla dignità di ciascuno di quelle
migliaia precari che per anni ed anni hanno portato avanti, con la loro opera precaria e preziosa, la Scuola Pubblica Italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *