Il Coordinamento Precari Scuola di Roma rifiuta l’accordo di Pomigliano come lesivo dei diritti di tutti i lavoratori

Come lavoratori precari della scuola consideriamo gravissimo il progetto portato avanti dalla Fiat di porre sotto un pesantissimo ricatto i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, imponendo come condizione per l’ipotetico mantenimento dello stabilimento la lesione dei diritti fondamentali dei lavoratori. L’accordo prevede gravi deroghe al contratto nazionale sugli orari di lavoro, sul trattamento di malattia, sull’organizzazione del lavoro. Il dato più preoccupante, poi, per tutti i lavoratori di tutti i settori, è che la clausola di licenziabilità prevista nell’articolo 15 liquida contemporaneamente il contratto collettivo nazionale, lo Statuto dei lavoratori e la stessa Costituzione.
La dura lotta che stanno conducendo i lavoratori di Pomigliano e la Fiom, nel non accettare un accordo che avrà enormi ripercussioni sul diritto di sciopero, è anche la nostra lotta; per questo motivo ci sentiamo coinvolti, anche se indirettamente, in questa cruciale vicenda della vita politica e sindacale italiana. Al tentativo d’isolamento della Fiom messo in atto dalla Fiat, alimentato da Confindustria, dal Governo e dalla maggior parte delle forze politiche italiane, sostenuto apertamente da Cisl, UIL e UGL, ma anche dalle critiche espresse alla Fiom da parte di Epifani, bisogna rispondere con un movimento di partecipazione e condivisione dei lavoratori alle lotte che stanno conducendo tutti i metalmeccanici in questo momento.

Noi precari della scuola sappiamo bene, perché lo viviamo sempre sulla nostra pelle, che la riduzione progressiva dei diritti dei lavoratori non permette di difendere il lavoro ma rappresenta sempre l’anticamera del licenziamento, e che solo difendendo i diritti possiamo contemporaneamente difendere il lavoro e con esso la sua qualità.
Invece di proporre referendum capestro la Fiat dovrebbe rendere conto di tutti i fondi che ha rapinato alla collettività italiana e che ha dirottato in attività speculative e finanziarie, imponendo sistematicamente, come unico elemento di competitività, l’abbattimento del costo del lavoro, i turni massacranti e la riduzione progressiva dei diritti.
Sono questi i motivi fondamentali per cui abbiamo deciso di aderire allo sciopero del 25 giugno e di manifestare accanto ed insieme ai metalmeccanici, volendo dare un segnale chiaro e limpido anche alle ambiguità espresse dai vertici della cgil: no al ricatto della Fiat. Contrastiamo i referendum svolti sotto il ricatto di licenziamento e diamo solidarietà a tutti i lavoratori metalmeccanici in lotta ed alla Fiom contro l’accordo capestro imposto dalla Fiat.

Il Coordinamento Precari Scuola – Roma

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