Lo sciopero degli scrutini sulla stampa locale

Gazzetta di Modena, 4 giugno 2010
Scuola, l’occupazione dei precari
Polemica con i confederali, scatta lo sciopero degli scrutini il 7 e 8 giugno
Non poteva esserci un’immagine più nitida del presidio per fotografare lo stato di esasperazione e isolamento in cui si trovano gli insegnanti.
Una trentina di persone, molti militanti sindacali con bandiere e il vuoto assoluto di passanti a cui dare anche solo un volantino: per la delegazione che si è presentata nel pomeriggio davanti all’ex Provveditorato in via Rainusso, l’unico pubblico presente era rappresentato dagli agenti dell’ordine pubblico, una decina compresi i vigili urbani. L’occupazione simbolica davanti agli uffici periferici del Ministero dell’Istruzione non ha avuto sussulti, solo qualche battuta polemica tra un gruppo di precari e i rappresentanti di Cgil e Cisl, su versanti contrapposti. Mentre il Coordinamento Precari ha indetto uno sciopero degli scrutini per il 7 e 8 giugno e organizzato un’assemblea per oggi pomeriggio (Istituto Storico, via Ciro Menotti 137, ore 15.30), i confederali hanno sconfessato l’iniziativa con tanto di volantini affissi nelle bacheche delle scuole. «Ci hanno abbandonato ma hanno paura – protesta battagliera la portavoce del movimento, Fabiana Stefanoni – A Modena e provincia ci saranno 400 disoccupati in più, l’equivalente di una grande azienda. Ai precari non verrà più rinnovato il contratto perchè dal prossimo anno saranno eliminate 213 cattedre, di cui 128 solo alle scuole superiori: in totale un minimo di 300 docenti.
A questi vanno aggiunti altri 651 posti in meno per ilpersonale tecnico, di cui 150 nella nostra provincia. Non è tutto: le graduatorie verranno stravolte e cancellate a favore di nuovi albi regionali a disposizione e discrezione dei presidi, che lì prenderanno i docenti eventualmente necessari. Ma quali, visto che già tanti in ruolo vengono tagliati perchè le loro materie spariscono? Diritto e Geografia ad esempio saranno ridotte al lumicino; nei tecnici calano il 30% dei laboratori per i primi quattro anni e nei licei si parte dal primo. Ecco perchè abbiamo già raccolto 500 firme sotto la proposta del blocco degli scrutini e anche i docenti di ruolo ci appoggiano. I docenti del Selmi, quasi tutti di ruolo, in massa hanno deciso di bloccare gli scrutini assieme a noi. Anche loro non possono accettare il blocco per tre anni degli scatti d’anzianità: una perdita secca dai 1500 ai 3000 euro a testa». Sulla loro casella internet (precariscuolamo@gmail.com) stanno aumentando le adesioni di ora in ora ma il sindacato prova a smorzare la polemica. «Capisco perfettamente la posizione dei precari, messi da parte – spiega Stefano Colombini, segretario per la scuola della Cgil – Il fatto è che l’80% di loro non risiede a Modena, fra pochi giorni non li vedremo più. Che mobilitazione si può fare in pochi giorni? E per che cosa? Noi ci opponiamo da due anni alle scelte della Gelmini ma nessuno ci ascolta».
(Saverio Cioce)

Gazzetta di Modena, 5 giugno 2010
Affollata assemblea con il Coordinamento modenese dei precari, centinaia di adesioni garantite Scuole, verso il blocco degli scrutini. Stefanoni: «Molti colleghi di ruolo solidali con noi, presto altre iniziative»
La sorpresa più bella è arrivata proprio dai genitori. All’assemblea dei docenti precari riuniti ieri per preparare il blocco degli scrutini di lunedì, si è presentato un raprresentante del coordinamento dei Comitati Genitori. «Siamo con voi – ha detto tra l’entusiasmo dei presenti – Le vostre ragioni sono anche le nostre. E’interesse di tutti avere una scuola pubblica efficiente». Per tutti loro, avanguardia di 400 licenziati modenesi, è stata la migliore risposta ai confederali che agitano lo spauracchio di una spaccatura tra docenti, genitori e alunni.
All’atto pratico la protesta dei precari avrà un alto valore simbolico ma non porterà alla paralisi delle attività perchè le pagelle usciranno qualche giorno più tardi. Per la prima volta però ci sarà una sorta di referendum tra chi dissente ma subisce e chi rifiuta a testa alta una scuola messa in castigo, senza più soldi e con gli insegnanti messi alla porta. Qualcuno nelle scuole ha levato di soppiatto dalle bacheche le lettere dei sindacati confederali e dello Snals che chiedono ai docenti di non rallentare gli scrutini per evitare disagi.
«Sappiamo bene – dice con realismo Fabiana Stefanoni, leader dei precari modenesi (nella foto) – che tra qualche giorno resteremo senza lavoro dopo anni di sacrifici, di insegnamenti spezzettati tra varie scuole, con stipendi che a malapena ci permettevano di pagare vitto e alloggio. Ma li abbiamo accettati rispettando l’impegno che lo Stato ci aveva proposto: gavetta e poi assunzione. Oggi invece, dopo aver accumulato debiti per spese inutili, ci presentano il conto: noi siamo fuori per risparmiare, gli insegnanti di ruolo si ritrovano con lo stipendio abbassato e i genitori con figli meno preparati. Per questo molti colleghi ci appoggiano nello stop degli scrutini».
Le astensioni obbligheranno i presidi, anche in assenza di un solo docente, a riconvocare gli insegnanti entro cinque giorni. Per i precari una decurtazione secca di qualche decina di euro, con l’obbligo di recupero gratuito del nuovo scrutinio. “Più orario e meno salario”, insomma, la realtà rovesciata rispetto allo slogan sbiadito del ’68.
(Saverio Cioce)

Gazzetta di Modena, 5 giugno 2010
BLACK OUT SCRUTINI TOTALE AL “SELMI” DI MODENA
Già scattato lo stop
Pagelle, consegna rinviata
Pagelle rinviate a data da destinarsi. Vittoria dei docenti ribelli che si oppongono alla linea morbida dei sindacati. Nel corso di una riunione gli insegnanti dell’istituto tecnico di via Leonardo da Vinci sono riusciti a decidere il blocco di tutti gli scrutini del 7 e dell’8 giugno. Saranno ben trenta le classi vittime dell’azione di protesta dei professori che contestano la mannaia del duo Tremonti Gelmini. «Una vittoria insperata», commentano con entusiasmo i docenti di uno degli istituti più grandi di Modena, guidati dal preside Augusto Arienti.
Quest’ultimo, prendendo atto della protesta, ha appena inviato una lettera (prot. 306/2010) ai genitori con la quale si comunica che «in data 7 e 8 giugno è stato indetto uno sciopero del personale con interruzione degli scrutini». La lettera prosegue affermando che «non è possibile garantire, pertanto, in data 11/06/2010, la distribuzione delle pagelle che sarà rinviata a data da destinarsi. Ogni nuova comunicazione al riguardo sarà esposta all’albo della scuola e sul suo sito». Durante la riunione s’è pure deciso di procedere a una raccolta di fondi per gli insegnanti a cui verrà trattenuta l’intera giornata di stipendio. Sullo sfondo una delusione malcelata. Non erano infatti tanti i precari presenti alla riunione, molti invece i docenti con oltre venti anni di ruolo. Con questa decisone i professori mandano un messaggio molto duro anche ai sindacati della scuola che – a parte l’eccezione della Gilda e dei Cobas e dell’agguerrito coordinamento precari scuola – si sono rifiutati di aderire allo sciopero degli scrutini tenendo un atteggiamento che non è stato compreso dalla base. La giustificazione è che lo sciopero deviderebbe la categoria. Da tutta Italia intanto giungono online, su facebook, twitter, nelle mailing list, segni di insofferenza e di preoccupazione. E mentre a Modena è ancora viva l’eco della circolare con la quale il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Limina ha pregato i presidi a vigilare sulle esternazioni dei docenti che siano in contrasto con l’immagine della scuola, molti presidi e gruppi organizzati di studenti stanno solidarizzando con i docenti e con gli Ata.
(Vincenzo Brancatisano)

La Gazzetta di Modena, 7 giugno 2010
Oggi e domani lo sciopero indetto dal Coordinamento Precari della Scuola
STEFANONI: “SCRUTINI IN TILT”
La portavoce dei docenti: “Coinvolti quasi tutti gli istituti”
“E’ un risultato inaspettato il successo della campagna per lo sciopero degli scrutini organizzata dal Coordinamento Precari della Scuola di Modena”. Comincia così una nota di Fabiana Stefanoni, portavoce del Coordinamento Precari che commenta quanto sta avvenendo nelle scuole cittadine. “Nonostante il boicottaggio delle direzioni provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Snals – prosegue la Stefanoni – qui a Modena o sciopero – indetto da Cobas e RdB oggi e domani – paralizzerà gli scrutini di quasi tutti gli istituti secondari. Si parte dal Selmi, il più grosso istituto della provincia, dove salteranno tutti gli scrutini (30 classi) previsti nei giorni dello sciopero. Stessa sorte toccherà ad altri importanti istituti: dal Cattaneo/Deledda al Venturi, dalla sede centrale del Corni al Barozzi, al Liceo Pico di Mirandola. Le adesioni crescono di ora in ora: anche alle Medie di Marano sul Panaro salteranno tutti gli scrutini, e più della metà degli scrutini salteranno al Sorbelli di Pavullo e all’Istituto Vinci di Carpi. Grossi disagi e molti scrutini bloccati anche al Baggi di Sassuolo, al Wiligelmo di Modena, al Fanti di Carpi e al San Carlo di Modena”.
“Il risultato più importante dello sciopero – prosegue ancora la coordinatrice – è che non si tratta dell’azione di pochi insegnanti, ma un’azione condivisa da molti docenti in tutte le scuole. Ora il Coordinamento Precari si augura che la riuscita dello sciopero possa servire da stimolo alla riuscita dello sciopero nelle altre città e regioni (il calendario degli scioperi varia da regione a regione: l’Emilia è la prima a scioperare). Solo così si potranno respingere i tagli alla scuola pubblica decisi e attuati dal governo”.

La Gazzetta di Modena, 8 giugno 2010
RIUSCITO IL BLOCCO DEGLI SCRUTINI
Colletta tra docenti per i colleghi in sciopero
di Saverio Cioce
No, non sono affatto una piccola minoranza. Da ieri la protesta dei precari della scuola, dei 400 che saranno licenziati tra pochi giorni, è anche la protesta di una parte molto più grande dei docenti modenesi.
Lo sciopero degli scrutini è riuscito bloccando le valutazioni nella grande maggioranza degli istituti superiori modenesi. In tante scuole sono stati gli insegnanti di ruolo, quelli col posto garantito e magari iscritti a un sindacato, che si sono tassati per risarcire i colleghi in sciopero.
La scomunica dei sindacati confederali e dello Snals, che avevano affisso l’invito a boicottare la protesta, non è stata raccolta. Anzi, i docenti hanno motivato l’adesione alla protesta a cui non erano direttamente coinvolti, per protestare contro lo stato di crisi a cui è stata condannata la scuola e la professione dell’insegnamento. “Sono iscritto da sempre alla Cgil e sono rappresentante sindacale qui a scuola – dice Marino Bocchi, docente al Deledda – ma questo non toglie che ci sia un forte ritardo da parte anche della Cgil scuola nel capire e sostenere le ragioni della protesta. Oggi si tagliano a casaccio ore, insegnamenti e insegnanti per fare cassa. Domani quale preparazione avranno gli studenti che escono di qui? Come affronteranno il lavoro?”.
Gli organizzatori dello sciopero sono soddisfatti. “Ringraziamo pubblicamente i colleghi che ci hanno aiutato – dice Fabiana Stefanoni, portavoce del Coordinamento Precari – Le adesioni sono state superiori alle aspettative, molto al di sopra delle 500 firme di colleghi che avevano sottoscritto il nostro documento. E’ arrivato l’appoggio da associazioni di genitori, da sindacati di base come RdB, Cobas e Gilda. Siamo i più forti in Italia”.
Peccato che per salvare la scuola bisogna fare anche questo. “Noi la nostra parte la faremo fino in fondo. Sinora tutti i partiti hanno fatto a gara nel tagliare fondi alla scuola pubblica e privatizzarla: dal Pdl al Pd, dalla Lega Nord a Rifondazione Comunista”.
Prende le distanze dalla protesta l’assessore all’Istruzione della Provincia, Elena Malaguti: “Condivido profondamente le motivazioni della protesta degli insegnanti – ha spiegato – Temo però che bloccare gli scrutini non sia la modalità più appropriata”. Stesso leit motiv del responsabile provinciale del Ministero dell’Istruzione Gino Malaguti: “A rimetterci per i ritardi sono gli alunni e le famiglie”.
“Scolari e genitori penalizzati? Noi li conosciamo bene – spiegano Beatrice Esposito e Sergio Leoni, insegnanti in appoggio ai ragazzi disabili – I posti di sostegno sono stati tagliati, e ci saranno più alunni a carico di meno insegnanti. Peggio: i precari lasciati a casa ripiegheranno su questo settore utilizzando la doppia abilitazione. Una guerra tra poveri”.
Per tutti i 400 precari lasciati a casa si apre poi un altro dramma. Come pagare l’affitto per mantenere la casa a Modena se l’anno prossimo non arriverà l’incarico?

La Gazzetta di Modena, 8 giugno 2010″CARI STUDENTI, SARA’ DURA”
I professori: “Meno ore, meno preparazione, più problemi”
L’ultima campanella del 2010 sta dividendo i docenti modenesi. Da una parte 400 precari che a Modena verranno lasciati a casa per ragioni di risparmio contabile, e a fianco tutti gli altri colleghi di ruolo che sono in fibrillazione. Tutte le fondamenta del sistema scolastico così come è stato costruito negli ultimi tre decenni rischiano di schiantarsi.
Non bastassero gli scatti di anzianità congelati, che prelevano 3000 euro a testa nelle tasche dei docenti, c’è l’incertezza più totale sui tagli d’organico, sulle materie che verranno tagliate, sui docenti che saranno risistemati al posto di quelli che resteranno a casa.
“Le materie vengono tagliate con l’accetta – spiega la prof. Susanna Ripanti, docente al Selmi con trent’anni d’anzianità di servizio – si passa da 35 a 32 ore settimanali ma dove si andrà a finire non lo sa nessuno. I ragazzi sono quelli che subiranno le conseguenze peggiori perché il programma non è stato ridotto: solo dovrà essere fatto in tempi più accelerati”.
I conti son presto fatti. All’appello mancano un centinaio di ore all’anno, la differenza che passa tra capire e tentare di ripetere nozioni da inghiottire con l’imbuto.
“Quello che lascia sconcertati è che vengono tagliate anche le materie più importanti come matematica e italiano” aggiunge indignata una sua collega, Laura Montorsi. La loro posizione al Selmi è difficile, visto che con 1560 docenti e 28 classi lo sforzo di risistemazione sarà gigantesco. “Come si può insegnare in queste condizioni – conclude Monica Debbia – tra sovraffollamento e orari macinati i ragazzi cosa apprenderanno?”.

il Resto del Carlino, 8 giugno 2010
SI BLOCCANO GLI SCRUTINI
“L’ADESIONE E’ ALTISSIMA”
Al Selmi, al Corni, al Cattaneo i docenti incrociano le braccia
di Federico Malavasi
Si è radunata ieri mattina, nel cortile del Cattaneo, sotto uno striscione con la scritta “No ai tagli della scuola”, una rappresentanza di quei docenti che, nelle giornate di ieri e oggi, hanno incrociato le braccia durante le attività di scrutinio. In alcune scuole, come il Selmi, il Corni (Itis e scientifico tecnologico) e il Cattaneo Deledda, l’adesione è stata completa e il fronte dei docenti ha dimostrato grande compattezza nel dire “no” alla riforma Gelmini. “Ci siamo organizzati in modo da bloccare il maggior numero di scrutini possibile – spiega Susanna Ripanti, docente del Selmi – E’ stata una decisione condivisa, insegnanti di ruolo e precari, di tutte le sigle sindacali”. Lo sciopero degli scrutini è stato promosso dai sindacati di base mentre è osteggiato dalle sigle confederali. I primi “bollettini”, arrivati nel primo pomeriggio di ieri, fotografano una grandissima adesione alla protesta, promossa dal Coordinamento Precari della Scuola di Modena e dall’associazione di docenti di ruolo e precari Politeia. Lavori completamente fermi (fatte salve le classi “terminali”, cioè quelle che devono sostenere l’esame finale) al Selmi, dove sono saltati ben 30 scrutini, al Corni, al Venturi, al Cattane Deledda, al Wiligelmo, al Fermi e al Barozzi. Anche la provincia risponde in massa all’appello dei sindacati di base: pagelle in ritardo quindi anche per gli studenti del Pcio di Mirandola, del Ferrari di Maranello, e delle scuole medie di Marano sul Panaro. Sono saltati molti scrutini anche al Tassoni, al Muratori, al Sorbelli di Pavullo, al Fanti e al Vallauri di Carpi, al Baggi di Sassuolo e, a Vignola, al Levi e al Paradisi. I disagi si sono spinti fino al liceo Morandi di Finale Emilia.
Grande adesione da parte di tutto il mondo della scuola, studenti e genitori compresi, alla protesta messa in atto in questi due giorni dai docenti modenesi. “Anche genitori e studenti sono dalla nostra parte – commenta Ioannis Lioumis di Politeia – e appoggiano qualsiasi tipo di lotta. Abbiamo tutti un obiettivo comune che è quello di una scuola pubblica che funzioni”. Ma gli insegnanti dichiarano che la loro opposizione alla riforma della scuola non si chiude qui. “Lo sciopero degli scrutini è solo l’inizio – avverte Lioumis – dopo andremo avanti con l’affrontare l’altro problema, cioè quello del sovraffollamento delle classi”.
LA CURIOSITA’: Prof, una colletta per chi sciopera
Non solo adesione, ma anche solidarietà tra gli scioperanti. Essendo sufficiente una sola assenza per bloccare lo scrutinio, i docenti del Corni e del Cattaneo si sono organizzati per fare in modo che nessuno ci rimetta la giornata di lavoro. “Un collega per ogni classe – dice Carla Quaranta, italiano e storia al Corni – si è offerto volontario per disertare lo scrutinio, e gli altri hanno istituito una “cassa comune”, per risarcire di tasca propria chi ha perso lo stipendio della giornata”.

il Resto del Carlino, 9 giugno 2010
Esultano i precari, organizzatori dello sciopero
“BLOCCO DEGLI SCRUTINI, ADESIONE AL 90 PER CENTO”
Dopo il vivace presidio di ieri mattina davanti all’Istituto Cattaneo Deledda, i dati raccolti sull’adesione allo sciopero degli scrutini (promosso da Gilda, Coordinamento Precari della Scuola di Modena e dall’associazione degli insegnanti Politeia) vanno al di là delle aspettative degli organizzatori. “Più del 90% degli istituti superiori della Provincia di Modena è rimasto coinvolto nello sciopero – dicono – Il dato più significativo è quello riguardante gli istituti dove il blocco degli scrutini ha raggiunto il 100% o quasi: il Selmi (il più grande della provincia, con 30 scrutini rimandati per sciopero), il Cattaneo/Deledda, il Barozzi, il Venturi, il Liceo Pico di Mirandola, il Sorbelli di Pavullo, il Fermi, il Corni (Itis e Liceo tecnologico), il Morante di Sassuolo, il Wiligelmo di Modena, il Baggi e Formiggini di Sassuolo, l’Ipsia Ferrari di Maranello e il Levi di Vignola; e saltano tutti gli scrutini anche alle scuole medie di Marano. Numeri alti anche nelle altre scuole di Modena e provincia: sono stati annullati almeno la metà degli scrutini del Fanti di Carpi, del Tassoni di Modena e dell’Ipsia Corni. Vari scrutini annullati anche al Muratori, al San Carlo e al Vinci di Carpi. E lo sciopero non ha risparmiato nemmeno il Luosi di Mirandola e il Morandi di Finale Emilia.
“Pur non concordando con l’assessore Malaguti sull’esame dei problemi della scuola – commenta il consigliere provinciale Luca Guelfi – concordo sulla scorrettezza del metodo scelto. Protestare è legittimo, ma un sistema che danneggia le famiglie e gli studenti, dilazionando gli scrutini, non rende un buon servizio al coloro che dovrebbero essere il primo obiettivo della scuola stessa. La lotta politica non può privare gli studenti del diritto di ricevere regolarmente le valutazioni di fine anno scolastico”.
Polemica anche la Cgil (che insieme alle altre sigle confederali non ha aderito allo sciopero) sullo sciopero degli scrutini. Stefano Colombini infatti minimizza sui dati: “A Modena ha aderito al massimo il 3% dei docenti (cifra comunque sufficiente a far saltare gli scrutini, visto che basta un solo assente per classe per invalidarli), quindi lo sciopero ha avuto un effetto marginale. La Cgil non è in contraddizione con le esigenze dei precari, e le conosce molto bene. Ma questa forma di protesta esclude gran parte dei lavoratori della scuola”.

La Gazzetta di Modena, 9 giugno 2010
BLOCCO SCRUTINI, SULL’ADESIONE BOTTA E RISPOSTA PRECARI-CGIL
Dopo il presidio di ieri davanti all’Istituto Cattaneo/Deledda, dove erano presenti i rappresentanti di tutte le scuole della provincia di Modena coinvolte nello sciopero degli scrutini, i dati raccolti dal “Coordinamento Precari della Scuola di Modena” sull’adesione allo sciopero vanno, come afferma il coordinamento, “al di là delle più rosee aspettative”.
Secondo il Coordinamento oltre il 90% degli istituti superiori della provincia sono rimasti coinvolti nello sciopero e in almeno quindici istituti superiori della città di Modena il blocco ha raggiunto il 100%. Più che soddisfacenti anche i risultati ottenuti negli istituti della provincia, dove lo sciopero ha ostacolato almeno la metà degli scrutini.
“Si tratta di un vero e proprio successo – ha spiegato la portavoce Fabiana Stefanoni – perché i lavoratori si sono organizzati in modo da far saltare il maggior numero di scrutini con un’adesione del personale allo sciopero che fosse la più bassa possibile, così da poter creare una rete interna di solidarietà economica da devolvere agli scioperanti”.
Non è dello stesso avviso la Cgil secondo cui al blocco degli scrutini hanno partecipato solo 95 docenti di 17 scuole superiori modenesi su 2377 totali, il 4 per cento circa.
A fare il punto sulla protesta è Stefano Colombini, segretario provinciale Flc Cgil Modena, che ribadisce la scelta di non adesione dei sindacati confederali. “Le motivazioni dei precari della scuola sono totalmente condivise dalla Cgil, ma questo sindacato ha fatto, fa e farà altro, ma non uno sciopero in concomitanza degli scrutini che, comunque, potrebbe penalizzare genitori e studenti”.

il Resto del Carlino, 10 giugno 2010
SCRUTINI, GUERRA SUI DATI
“ORA LA LOTTA CONTINUA”
Il Gilda annuncia il blocco delle gite scolastiche
E’ bufera sui dati dello sciopero degli scrutini. Dopo le affermazioni del segretario provinciale della Flc/Cgil, Stefano Colombini, che ieri ha minimizzato – “in città hanno aderito al massimo il 3% dei docenti” – pronta la replica del Coordinamento Precari della Scuola. Tramite la loro portavoce, Fabiana Stefanoni, hanno definito le affermazioni di Colombini “gravi”. “Il segretario dovrebbe sapere che l’efficacia dello sciopero si misura sulla base degli scrutini che sono saltati e non sul numero delle adesioni. Infatti, gli insegnanti nelle scuole si sono organizzati in modo da far saltare il maggior numero di scrutini possibili limitando al massimo il numero degli scioperanti anche per finanziare le casse di resistenza a sostegno dei precari che rischiano il posto di lavoro”. Insomma, gli organizzatori dello sciopero cantano vittoria e parlano di una “adesione del 90 per cento”. A guardare solo i dati delle singole adesioni dei docenti (diffusi dall’Ufficio Scolastico Provinciale) sono pochi, però, coloro che hanno scioperato. Lunedì hanno scioperato 111 docenti su 6371 tenuti al servizio (1099 erano assenti per altri motivi) e 12 operatori del personale Ata su 1954 (302 per altri motivi). A questi scioperanti si sommano il 123 di martedì su 5236. C’è anche da dire che non tutte le scuole hanno comunicato i dati ma il calcolo, seppur parziale, parla comunque di un’adesione del 2 per cento circa. Ma siccome basta un solo scioperante per far saltare uno scrutinio, anche il Gilda parla di successo: “Sono stati bloccati 250 scrutini e hanno aderito 28 istituti superiori su 32”. E proprio il Gilda annuncia nuove operazioni di lotta: “Andremo alla mobilitazione nazionale del 15 giugno e per il prossimo anno scolastico prevediamo il blocco delle gite scolastiche”.

Gazzetta di Modena, 11 giugno 2010
SCUOLA, ANCORA GUERRA SULLO SCIOPERO
Il comitato precari esulta: molti gli scrutini slittati, protesta riuscita
Colombini dell Flc Cgil invita all’unità: non isoliamoci nella lotta
“Solamente in un sistema di lotta che coinvolga tutti, si vince e si portano a casa i risultati di fronte a un governo di centrodestra che ha una maggioranza schiacciante in parlamento e pensa che la scuola privata sia l’ideale per il nostro Paese”. Così Stefano Colombini, segretario provinciale della Flc Cgil di Modena, dopo la guerra delle cifre sullo sciopero degli scrutini nella scuola superiore, cerca di placare i toni e richiamare all’unità tutte le forze sindacali modenesi, per combattere il nemico comune. “Se invece qualcuno vuole seguire la strada dell’isolamento, dell’autoreferenzialità, nello “sparare” contro tutto e tutti isolandosi dal resto della società e dalle istituzioni locali… la Cgil non sta perché ragiona in termini di lotte confederali”, aggiunge il segretario. Per Colombini, invece, le “lotte settoriali sembrano essere l’obiettivo della sindacalista RdB di turno che si autodichiara portavoce dei precari, che in questo modo li condanna all’isolamento dal resto della società”.
Il riferimento della Cgil è al Coordinamento Precari della Scuola di Modena, che aveva definito “gravi le affermazioni” della Flc Cgil. Il sindacato aveva sminuito “riprendendo gli stessi argomenti del provveditore Malaguti” la portata del blocco degli scrutini. Blocco che invece, per Fabiana Stefanoni, portavoce dei precari – “è stato un successo” non per numero di adesioni, ma per gli effetti: ovvero lo slittamento degli scrutini avvenuto in numerosi istituti (30 solo al Selmi): “Gli insegnanti – spiega – si sono organizzati in modo da far saltare il maggior numero di scrutini possibile limitando al massimo il numero degli scioperanti. Basta un solo scioperante per far saltare lo scrutinio”.

La Gazzetta di Modena, 13 giugno 2010
SOTTOBANCO
Tagli alla scuola, lo sciopero dei precari che non piace ai sindacati
di Vincenzo Brancatisano
I sindacati della scuola hanno perso una grande occasione. I lavoratori della scuola, docenti e non docenti, di ruolo e stabili, scesi in piazza nei giorni scorsi contro i tagli del governo, avevano chiesto a gran voce ai rappresentanti dei sindacati di aderire allo sciopero degli scrutini. I sindacati hanno risposto no in maniera decisa dissociandosi dall’iniziativa che hanno definito “una fantastica trovata che dividerebbe la categoria”.
I fatti, quasi come le gru che ospitano le proteste dei lavoratori, stanno scofessando i sindacati. L’iniziativa dei comitati di base, fortemente voluta a Modena dal Coordinamento precari della scuola e sostenuta idealmente dalla Gilda, ha trovato nell’ostracismo di Flc, Snals, Cisl e Uil un nemico inaspettato, ma facile da battere.
Sono in tanti a Modena, in Emilia e in tutta Italia i lavoratori che seppure iscritti ai sindacati hanno deciso di incrociare le braccia dissociandosi a loro volta dalle loro organizzazioni. Lo striscione calato dalla Torre degli asinelli ha un valore altamente simbolico.
Al di là del merito della battaglia che si sta combattendo (peraltro è solo l’inizio di una guerra che le istituzioni stanno pericolosamente sottovalutando), non si comprende la schizofrenia dei sindacati. Le organizzazioni potrebbero dire: quello che sta succedendo alla scuola non è degno di allarmare i lavoratori e neppure famiglie e studenti, pertanto non disturbiamo il manovratore.
Il fatto è che, invece, i sindacati non perdono occasione per mandare alle redazioni comunicati contro la manovra e contro i tagli alla spesa scolastica. Ma allora perché non aderire allo sciopero? Lo sciopero non è un’arma? Se non in questa occasione, cosa si deve aspettare perché si faccia sciopero? Otto miliardi di euro di tagli camuffati da riforma (che sia così lo sanno anche i presidi) non sono causa sufficiente per una mobilitazione, dopotutto innocua?
Non si ricorda uno sciopero degli scrutini dai tempi della legge liberticida anti sciopero. Ad onta della grandezza della tragedia che si è abbattuta sulla scuola, nessuna trasmissione televisiva importante ha sentito il bisogno di occuparsi almeno per una sera in un intero inverno al settore più importante della vita sociale. Il blocco delle pagelle avrebbe indotto qualche attenzione in più.
Il fatto che oggi poche centinaia di docenti sparsi qua e là in tutte le regioni siano riusciti in poche settimane a coinvolgere migliaia di colleghi e a sospendere gli scrutini – obiettivo ritenuto temerario e mai raggiunto semplicemente perché mai perseguito dai sindacati – rapperesenta uno spartiacque di enormi dimensioni tra un’epoca che si sta chiudendo per i sindacati della scuola e un’era nuova nella quale le organizzazioni potranno certo intensificare la loro attività di consulenza e servizio a detrimento di quella politica che pare non interessi più.
Intanto, l’assessore provinciale all’istruzione, Elena Malaguti, che prende le distanze dai dimostranti, farebbe bene a verificare il reale rispetto delle norme di sicurezza degli edifici di sua competenza, che potrebbe essere messo ulteriormente in dubbio dal sovraffollamento delle aule.

Il blog del Coordinamento Precari della Scuola di Modena
precariscuolamodena.wordpress.com

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