Tagli alla scuola: occupazioni simboliche degli uffici periferici del Miur. Il 4 giugno si replica

Forniamo qui di seguito alcuni brevi resoconti che ci sono giunti dalle nostre sedi provinciali, che documentano la giornata del 3 giugno, caratterizzata dall’occupazione simbolica e “diffusa” su tutto il territorio nazionale degli USP (Uffici Scolastici Provinciali).

La FLC CGIL continua ad essere in campo insieme ai lavoratori, alle famiglie, agli studenti, ai precari e a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra scuola pubblica. Questa volta ha portato la protesta contro i tagli agli organici e alle risorse fin nei locali degli uffici periferici del Ministero dell’Istruzione.

Il 4 giugno si replica e ci si darà appuntamento alla grande manifestazione del 12 giugno a Roma insieme a tutto il pubblico impiego e tutti coloro che non vogliono che il prezzo della crisi gravi sempre “tutto sulle nostre spalle”.

In centinaia hanno partecipato alla manifestazione presso l’USP di Frosinone indetta dalla FLC CGIL di Frosinone per protestare contro i drastici tagli dell’organico docente e ATA previsti per il prossimo anno scolastico. Erano anche presenti molti genitori e cittadini preoccupati per le conseguenze negative per il futuro dei giovani e del Paese che può derivare dal taglio di risorse al sistema di istruzione. Insieme alla FLC anche le delegazioni provinciali della Rete degli Studenti e del Comitato Precari Scuola i cui rappresentanti sono intervenuti nel corso della manifestazione. All’iniziativa hanno partecipato anche la Camera del Lavoro locale e tutte le categorie della Cgil. Diverse, inoltre, le adesioni di forze politiche locali.

Duplice appuntamento per la FLC CGIL del Molise che ha organizzato l’occupazione dell’USP di Isernia il 3 giugno (nella foto) e quella dell’USR del Molise, a Campobasso, il 4 giugno.

Un sit-in di protesta dalle ore 9 alle 18 si è tenuto nei locali dell’USP di Ragusa, organizzato dalla nostra sede territoriale. “E’ un momento veramente tragico – commenta Salvatore Brullo segretario generale della FLC di Ragusa – e quindi vi è la necessità, come non mai, di fare sentire forte e chiara la nostra protesta in un momento in cui è importante stare uniti e soprattutto essere numerosi perché l’obbligo della partecipazione alla protesta è reso necessario dalla posta in palio altissima per noi e oggi fortemente a rischio”.

Una folta delegazione della FLC CGIL ed una rappresentanza della Funzione Pubblica di Bari hanno occupato il 3 giugno i locali dell’USP per tre ore circa, fino al loro ingresso nell’ufficio del Dirigente Lacoppola, al quale è stato consegnato materiale divulgativo contenente le richieste della parte sindacale. Il Provveditore ha condiviso le nostre ragioni e ha dichiarato che se ne farà interprete nei confronti della Direzione Regionale. Subito dopo, la delegazione ha occupato gli uffici della Provincia, dell’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, dell’Accademia di Belle Arti e del Convitto nazionale Cirillo, distribuendo volantini di propaganda della manifestazione nazionale del 12 giugno a Roma. La manifestazione è proseguita nel pomeriggio con l’occupazione dell’ITC Marco Polo, insieme ai genitori ed ai lavoratori della scuola.

Oltre 300 lavoratori della scuola tra docenti e personale ATA hanno presidiato l’USP di Reggio Emilia dalle 11 alle 13, con cartelli, bandiere e striscioni, raccogliendo l’appello di FLC CGIL, Gilda,Cisl e Coordinamento Genitori per denunciare i tagli del settore e contro la manovra finanziaria che colpisce duramente, e più di altre categorie, il comparto scuola. Una delegazione composta da precari, sindacalisti e dipendenti di ruolo è stata ricevuta dai dirigenti del CSA, assente il Dirigente dott. Aiello. All’esterno il presidio sotto forma di assemblea aperta è proseguito con interventi, musica e cabaret di strada per sensibilizzare la cittadinanza in difesa della qualità della scuola pubblica.

Anche la FLC CGIL di Ravenna ha partecipato alla giornata di mobilitazione nazionale. “L’iniziativa – spiega la segretaria provinciale Monica Ottaviani – si colloca all’interno di un percorso che vedrà la nostra organizzazione impegnata a contrastare le scelte del Governo sulla scuola e, più in generale, sulla manovra economica di 24 miliardi di euro. I tagli agli organici e alle risorse finanziarie delle scuole, la negazione del diritto allo studio, il tentativo di limitare la libertà di espressione ai lavoratori della scuola sono solo alcune delle tante motivazioni che ci spingono a mobilitarci. Più volte ho detto che sulla scuola è vera emergenza sociale. Le ultime decisioni del Governo confermano le nostre preoccupazioni. Dobbiamo fermare questa azione sistematica di macelleria sociale”.

Articolato e dettagliato è il documento che la FLC CGIL di Taranto ha presentato al Dirigente dell’Ufficio XI – Ambito Territoriale – per la provincia di Taranto. “Nella scuola primaria – si legge nel documento – la riduzione oraria si è tradotta in 55 docenti senza titolarità, quali saranno le modalità di utilizzazione? Che situazione vive un docente che dopo anni di lavoro qualificato si trova a non sapere del proprio domani? Nel contempo ci sono scuole che non potranno soddisfare la richiesta delle famiglie del tempo scuola a 30 ore”.

Preoccupante anche la situazione sul sostegno: “A posti di organico già individuati, il DL fa tornare indietro i numeri allo scorso anno in cui comunque la richiesta delle scuole di docenti specializzati per gli alunni diversamente abili non era stata del tutto soddisfatta”. Ancora più grave delle peggiori previsioni è la situazione di centinaia di precari che nella provincia rischiano fortemente di rimanere senza lavoro. La regione Puglia, che pure ha investito nei servizi educativi e nella scuola (vedi sezioni primavera e progetto “Diritti a scuola”) ora avrà serie difficoltà a rifinanziare dette azioni, per la riduzione operata in Finanziaria delle risorse per le stesse Regioni, compreso il Fondo Sociale Europeo. Per di più è a serio rischio la possibilità dei piccoli comuni di poter investire e spendere in servizi e quindi di sostenere le mense e i trasporti.

Genitori e docenti insieme alla FLC CGIL e Retescuole hanno dato vita nel pomeriggio a Milano all’occupazione simbolica degli uffici dell’USP. Il ritiro dei tagli al personale, il rispetto delle scelte delle famiglie sul tempo scuola e il rispetto delle leggi e della Costituzione in materia di diritto allo studio, tra le principali richieste avanzate durante l’iniziativa.

“I diritti non vanno in ferie, la mobilitazione continua” con questo slogan la FLC CGIL di Benevento ha attivato un presidio in piazza Gramazio contro i tagli agli organici ed alle risorse delle scuole pubbliche. Al presidio era presente anche la portavoce dei precari sanniti, Daniela Basile, la docente salita sul tetto del Provveditorato lo scorso anno insieme ad altre colleghe per reclamare la conservazione del posto di lavoro. “Trovo ingiuste – ha detto la Basile – le parole del Capo dello Stato sul rimboccarci le maniche e sui sacrifici per combattere questa crisi economica del Paese. A pagarla siamo solo noi precari e le classi meno ambienti, mentre i politici hanno tutti gli agi possibili. Allora, se devono essere fatti questi sacrifici li devono effettuare tutti e non solo una classe sociale, la crisi attuale è dovuta alle banche non agli sprechi dei lavoratori. Dall’anno scorso 679 famiglie sannite vivono in condizioni disagiate” (fonte Gazzetta di Benevento).

Anche la FLC CGIL di Ancona ha organizzato oggi un presidio davanti all’USP per gridare tutto il proprio dissenso contro i tagli alla scuola, contro l’attacco al servizio pubblico, contro una manovra finanziaria ingiusta ed iniqua che toglie a chi è sempre più povero e non tocca chi diventa sempre più ricco. Qualche esempio: malgrado l’aumento degli alunni e la crescente domanda di tempo scuola, le istituzioni scolastiche dovranno scegliere tra chi avrà una scuola dell’infanzia a tempo pieno e chi si dovrà accontentare del solo mattino (le sezioni antimeridiane nella provincia di Ancona sono diventate ben 45!), tra i bambini anticipatari che potranno essere accolti e quelli che invece non avranno nulla (ben 578 bambini anticipatari non sono stati considerati nella costituzione delle sezioni di scuola dell’infanzia). In tutti gli ordini di scuola si stanno costituendo classi anche al di sopra dei tetti previsti dai regolamenti con la scusa che il calcolo viene effettuato sul numero complessivo degli iscritti. I bambini diversamente abili già quest’anno hanno subito una diminuzione delle ore di sostegno e lo stesso accadrà il prossimo. Ugualmente grave la situazione per il servizio garantito dal personale ATA, sempre di meno, sempre più precario, sempre più insufficiente… Un report con tutti i dati della situazione nella provincia è stato consegnato ai giornalisti, alla TV, ai politici che sono intervenuti, oltre che alla Dirigente dell’USP di Ancona.

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