Altissima adesione all’occupazione simbolica dell’USP di Ravenna

Oggi pomeriggio alle 16 a Ravenna più di 200 insegnanti, assieme alla FLC CGIL, hanno occupato simbolicamente l’ Ufficio Scolastico Provinciale. Un’ora dopo si è svolto un flash mob in piazza del Popolo con magliette imbrattate di “sangue” per inscenare l’assassinio della scuola pubblica.

Siamo scesi in piazza perché tutti devono sapere, è in gioco il futuro dei nostri figli e del paese. Adesso basta! Noi gridiamo a gran voce che vogliamo una scuola pubblica e il rispetto della Costituzione. E non sarà certamente la nota censoria dell’USR Emilia Romagna, inviata ai dirigenti degli uffici scolastici provinciali e ai presidi, ad intimidirci e impedirci di esprimere liberamente il nostro pensiero. Noi non ci faremo mettere il bavaglio né dall’USR Emilia Romagna né da chi cerca di negare la realtà, per secondi fini, giustificando i tagli con la scusa che le spese sono aumentate a dismisura negli ultimi anni. Niente di più falso! Dal 1990 ad oggi alla scuola pubblica sono stati tagliati 4,2 miliardi e le spese per gli insegnanti incidono per l’80,7% del totale investito, cinque punti meno della Germania e in linea con la Francia e con la media OCSE.

Per quanto riguarda la provincia di Ravenna siamo fortemente preoccupati per la situazione che si sta delineando per il prossimo anno e che consideriamo inaccettabile per un paese civile: 9 classi non concesse nella scuola dell’infanzia e classi con 29 bambini al limite del benessere e della sicurezza; tutte le 18 classi a tempo prolungato tagliate nella scuola media e 5 classi prime non assegnate; 432 bambini senza il tempo pieno richiesto nella scuola primaria, riduzione di tempo scuola a 27 ore per le classi prime e seconde, e classi costituite con non meno di 27 alunni; taglio del 30% delle ore di laboratorio, quelle che insegnano il mestiere, nei tecnici e nei professionali e 27 ore di lezione (3 in meno rispetto alla scuola media) per i licei, ecc..

Per il governo questa è la scuola del merito e delle eccellenze, per noi e per qualsiasi altro normale cittadino o genitore questa è la scuola che taglia per risparmiare sulla pelle degli alunni meno abbienti e degli insegnanti. Si sta mettendo in ginocchio il sistema pubblico statale con il chiaro intento di favorire il privato. Proprio per questo, mentre si tagliano otto miliardi alla scuola pubblica, i finanziamenti alla privata negli ultimi anni sono passati da mezzo miliardo di euro a un miliardo e mezzo. Soldi, e tanti, che giustificano l’assordante silenzio della Chiesa, che controlla molte scuole private/paritarie, sul licenziamento di 150.000 lavoratori della scuola, mentre nessun insegnante di religione è toccato. L’ennesimo miracolo italiano. Ma in tempo di crisi non si possono fare distinzioni tra cittadini di serie A e B, le regole devono valere per tutti. Ci chiediamo perciò, se lo scopo era veramente quello di risparmiare, perché si sono bloccati fino al 2013 il rinnovo del contratto e gli scatti di anzianità per tutti i docenti, ma quelli di religione già a maggio hanno avuto un aumento superiore ai 200 euro in busta paga?

Riteniamo tutto ciò profondamente ingiusto ed inaccettabile. Chiediamo infine le immediate dimissioni di Marcello Limina, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna.

Coordinamento Precari Scuola Ravenna

Per approfondire:
http://www.romagnaoggi.it/ravenna/2010/6/3/162901/
http://www.romagnaoggi.it/ravenna/2010/6/3/162901/fotogallery/

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