L’allarme del Pd sulla scuola «Si torna indietro di 60 anni» Visita in centinaia di istituti

L’Unità – martedì 1 giugno 2010 – pag. 29

La giornata di mobilitazione sulla scuola ha visto impegnati parlamentarie dirigenti del Pd in centinaia di istituti di tutta Italia. Il bilancio è sconsolante: «Con i tagli e la manovra si torna al dopoguerra », denuncia Puglisi

di R.P.

ROMA – Con i tagli del governo «torniamo alla povera scuola del dopoguerra, dove un maestro unico dovrà occuparsi dell’istruzione di una classe in cui stanno fino a 30 bambini, con poco sostegno per le condizioni di disabilità, senza bidelli per accompagnarli in bagno o dare da mangiare». È il commento di Francesca Puglisi della segreteria nazionale del Pd a chiusura della giornata di mobilitazione nazionale del partito a sostegno della scuola. I parlamentari del Pd hanno visitato ieri centinaia di istituti in tutta Italia «raccogliendo segnalazioni e denunce dei dissesti causati dai tagli del Governo alla scuola pubblica». Alcune situazioni rilevate diventeranno anche oggetto di interrogazioni parlamentari, come, ad esempio la chiusura a Carpi, noto distretto modenese del tessile, dell’indirizzo modadell’istituto professionale. A Palermo è stata riscontrata – racconta Puglisi – «la situazione esplosiva dell’edilizia scolastica: nella scuola secondaria di primo grado Cesareo è dal 1974 che non si effettuano manutenzioni agli infissi in ferro e i vetri delle finestre, ormai deteriorati, rischiano di esplodere addosso ai ragazzi». In Toscana tredici parlamentari hanno visitato 25 istituti scolastici incontrando genitori, rappresentanti sindacali, dirigenti scolastici, studenti e amministratori locali. L’esponente del Pd segnala quindi la situazione degli istituti professionali dove «macchinari costati anche parecchie centinaia di migliaia di euro, rischiano di restare inutilizzati a causa del taglio netto delle ore di laboratorio e degli insegnanti tecnico pratici». I parlamentari sono andati anche nei piccoli centri dove «sono a rischio chiusura interi plessi scolastici e dove stanno crescendo in modo esponenziale le pluriclassi.

«È intollerabile – aggiunge Puglisi – sentire la propaganda del governo e della maggioranza che si ostina a parlare di tagli agli sprechi e di riforme che porteranno la qualità nel nostro sistema scolastico. La verità è che la nostra scuola torna indietro di almeno 60anni e si allontana velocemente dall’Europa che chiede al nostro Paese di dimezzare i tassi di dispersione scolastica e di triplicare il numero di laureati entro il 2020. È davvero triste in queste ore in cui la manovra colpirà nuovamente i lavoratori della scuola, non sentire proferire verbo da parte della Gelmini, per difendere la delega che Le è stata assegnata. Neppure il più sprovveduto assessore del più sperduto comunello, si comporterebbe così».

Intanto in una lettera pubblica l’associazione “Professione insegnante” chiede alla senatrice Mariangela Bastico del Pd di farsi promotrice di una commissione d’inchiesta sulla scuola pubblica statale per l’anno scolastico 2010-2011. «Per riferire – spiega – sullo stato di un’istituzione della Repubblica largamente penalizzata da due manovre economiche del Governo, da tagli di risorse organiche ed economiche che ne hanno modificato la fisionomia e ridotto l’offerta educativa. La commissione si rende necessaria – prosegue Professione insegnante – per riferire al Parlamento su una realtà che nè la politica, né l’opinione pubblica conosce compiutamente, se in Parlamento ci si meraviglia».

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