Scuola Sardegna

Scuola Sardegna: ancora tagli alla scuola pubblica. altri 670 posti in meno tra il personale ATA . Dal 26-30 aprile, settimana di mobilitazione della FLC CGIL.
Il 30 aprile la FLC CGIL insieme ai lavoratori della scuola della Sardegna sarà a Roma di fronte al Ministero dell’Istruzione per protestare contro i tagli agli organici e alle risorse.

670 sono i posti tagliati in Sardegna che vanno ad aggiungersi ai 1.037 già previsti per l’organico dei docenti. Si tratta di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, realizzando così un taglio dell’8% – tra le percentuali più alte – rispetto all’organico del corrente anno scolastico.

Il prossimo anno la scuola sarda potrà contare soltanto su un organico complessivo di 26.319 unità di personale (18.972 docenti e 7.347 ATA). Per comprendere l’entità della riduzione che si intende operare e le possibili ricadute negative sulla qualità del servizio che le famiglie e gli studenti riceveranno, basti pensare che nella regione esistono oltre 1.600 edifici scolastici e 387 autonomie scolastiche, frequentate da circa 220.000 alunni.

Questa ulteriore riduzione metterà seriamente a rischio l’erogazione del servizio scolastico nel suo complesso: certamente dovrà essere ulteriormente ridotto quel poco di tempo lungo che sopravvive in Sardegna; sarà penalizzata la frequenza scolastica degli alunni disabili che vedranno ulteriormente ridurre il prezioso lavoro di assistenza dei collaboratori scolastici; ancor più faticoso e rallentato diverrà il disbrigo delle molteplici ed importanti pratiche che gravano sugli uffici di segreteria. Il funzionamento dei laboratori, vanto soprattutto di alcune tipologie di istituti superiori, viene pesantemente messo in discussione. Ma ancor più grave è che in molte scuole non si avrà più neppure il personale sufficiente a garantire la regolare apertura delle scuole per l’orario scolastico previsto, se non trascurando la sicurezza, la vigilanza, la pulizia dei locali, il supporto per le attività didattiche.

Per impedire tutto ciò, nei giorni successivi al sit in di Roma sono in programma iniziative locali che interesseranno l’assessorato regionale e la direzione scolastica regionale. L’attività proseguirà anche nelle scuole con momenti di informazione, discussione e mobilitazione di tutte le componenti scolastiche: genitori, studenti, personale della scuola ed enti locali.

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