A Milano si tradisce fuori dalla scuola dei figli

 

«Cara, dormi pure, il bimbo a scuola lo accompagno io». La frase normale di un papà qualunque, moderno e premuroso. Ma attenzione, dietro lo slancio di generosità mattutina può nascondersi un secondo fine: la voglia di tradire. Accade sempre più spesso a Milano, dove «in questo momento si tradisce sempre meno nelle palestre, è stabile la scappatella in ufficio, mentre aumentano le storie parallele nate fuori dalla scuola dei figli». Ad analizzare il `termometro´ del tradimento sotto la Madonnina è lo psichiatra e sessuologo Alberto Caputo, fra gli autori del libro-guida `Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell’infedeltà´ (edizioni 80144).

«Dati numerici sul fenomeno per ora non ne abbiamo», spiega l’esperto all’Adnkronos . Ma il trend risulta ben chiaro a chi, come Caputo, si sta dedicando ormai da tempo all’esplorazione «scientifica» dell’universo fedifraghi. Il copione è intuitivo e forse poco originale: sguardi d’intesa scambiati davanti al cancello, il bacino al pupo che entra in classe, qualche parolina di approccio e il primo caffè con la mamma più “ricettiva” del gruppo. La stessa che pochi minuti prima aveva a sua volta sorriso al marito dicendogli «stai pure a letto, amore mio, a portare il bimbo oggi ci penso io». Magari insieme al cagnolino di casa, complice perfetto dei tradimenti del Duemila come insegna lo stesso manuale «alla CSI-Crime Scene Investigation» co-firmato dallo specialista.

Insomma, i tempi cambiano e i vizi di sempre vanno in scena in altri teatri. Se nella `Milano da bere´ degli anni `80 l’occasione ideale per fare nuovi incontri era la seduta di sollevamento pesi o la lezione di aerobica, nell’era dello ´yuppismò di seconda generazione il palcoscenico del tradimento era diventato l’ufficio. Ma archiviati gli anni `90, e salutata la prima decade del nuovo millennio, anche gli amori sbocciati fra computer e scrivanie stanno passando di moda. «Il tradimento nato fuori dalla scuola dei figli – osserva Caputo – è lo specchio di un’infedeltà ormai calata nella quotidianità più insospettabile». La più innocente, almeno in apparenza. «Il papà accompagna il piccolo a scuola – descrive l’esperto – poi va a farsi un cappuccino con la mamma di un altro bambino» e da cosa nasce cosa. Coniugi avvertiti: nel dubbio, meglio mettere il bimbo sullo scuolabus e correre tutti e due subito al lavoro

LEI ha fortemente voluto un cane?

LUI ha sempre le tasche dei jeans perfettamente vuote?

Bene, probabilmente state per tornare single!

Con questo volume vi aiuteremo a scovare e riconoscere le tracce del partner infedele, tracciando i diversi profili

di traditori e scavando tra motivazioni e dinamiche, in una vera e propria indagine sull’infedeltà di casa nostra.

Come degli esperti CSI dell’infedeltà, vi insegneremo a muovervi sulla “scena del crimine” e a pedinare con astuzia

lo Schifoso Traditore attraverso due affascinanti dossier: il profiling e l’investigazione.

Pagine ricche di dritte, per guardarvi intorno con occhi nuovi, perché spesso chi non tradisce

difficilmente penserà di essere tradito.

argomenti del volume:

IL PROFILING

La percezione del tradimento

Il profilo psicologico di chi tradisce

Tipi di personalità propense al tradimento:

I seduttori e le seduttrici

I trasgressori

I dipendenti dal sesso

Tipi di strategia di tradimento:

I seriali

I paralleli

Gli occasionali

Tipi di disponibilità al tradimento in base al ruolo nella coppia

I dominanti

I dipendenti

Il profilo psicologico del cornuto

Chi viene tradito

Quando si è più vulnerabili a tradire e a essere traditi

Motivazioni all’infedeltà

Come le persone prendono la decisione di tradire

Fattori che influenzano la disponibilità al tradimento

Attrazione

Opportunità

Piacere per il rischio e per la novità

Desiderio sessuale

Scarsa propensione al romanticismo

Problemi relazionali

Diritto di tradire

Dinamiche di tradimento

La sbandata

Un nuovo amore

Non c’è più innamoramento

Per noia, ma anche per curiosità

La rappresaglia, il tradimento punitivo

Per libidine

Per trasgressione

Per sentirsi ancora giovani, ma anche per sentirsi grandi

Per voglia di coccole

Come terapia antidepressiva

Come opportunità finanziaria o di lavoro

Per allargare gli orizzonti e non solo quelli

Il tradimento in famiglia

Gli amici e le amiche

Minestrone di ruoli

Per comunicare la necessità di chiudere o almeno di cambiare qualcosa

Quando il tradimento scorre sulle fibre ottiche

L’INVESTIGAZIONE

La domanda

Il comportamento (C’è qualcosa che non torna)

L’ambiente (Analizzare la scena del crimine)

Il telefonino (Un alter ego che non sa mentire)

Il computer

Il pedinamento (L’arte dell’esserci senza esserci)

Suggerimenti pratici

Ingegneria sociale

Tipi di traditori

Nessuno può dirsi esente, per natura o occasione, dal cadere nella tentazione di diventare un’st, Schifoso Traditore. Eppure molti decidono di comportarsi seriamente con il proprio partner per tempi lunghissimi. Data questa premessa, la fedeltà può andare semplicemente stretta a una persona in quanto può essere vissuta come obbligo e dovere morale, spesso legato a condizionamenti familiari o convinzioni religiose. Altre volte sfiora la perversione sadomaso: viene ossessivamente praticata, imposta e pretesa da uno dei partner, fino a divenire una forma di controllo assoluto sull’altro. Talora il rapporto di coppia è invece cementato dalla promessa di non tradirsi e non farsi del male proprio per placare paure e ferite del passato. Più raramente si può parlare di fedeltà perimetrale, con limiti stabiliti dalla coppia, magari negoziati di volta in volta: modello flessibile e progressista, ma potenzialmente rischioso.

Non dimentichiamo però che la fedeltà può anche essere parte di un maturo contratto di coppia, spesso implicito alla condivisione di un progetto esistenziale che altrimenti non avrebbe senso. Sono poche però le persone capaci di mettere in discussione la propria relazione prima di cercarsi delle possibili alternative. Le ricerche più recenti propongono una interessante metafora della fedeltà: viene dipinta come una sorta di dieta personalizzata, suggerendo un parallelo forte fra due bisogni primari come il cibo e il sesso. Alcune persone riescono, infatti, ad autoregolarsi pur mantenendo una dieta varia e abbondante. Altre invece vanno incontro a ripetute abbuffate, specie nei periodi di tensione, cui rispondono con fasi di astinenza che hanno la sola funzione di caricare la molla e preparare la successiva fase di trasgressione. Altre ancora, invece, non sono proprio capaci di regolarsi. Molti comunque hanno bisogno di una dieta che vada oltre la semplice promessa di mangiare meno.

Gli st sono parte dell’universo umano. Possono essere arbitrariamente descritti in base ai tratti della loro personalità, in base alla modalità di ricorrere all’infedeltà, in base al ruolo nella coppia. Dall’incrocio di queste classi si ottengono, in modo didascalico ma realistico, molteplici tipologie di individui fedifraghi. Vogliamo farvi anche notare che molti individui possono mostrare profili che cambiano nel corso della loro carriera di infedeli, in modo sfumato o improvviso e imprevedibile.

Tipi di personalità propense al tradimento

1. I seduttori e le seduttrici

I seduttori sono individui piuttosto pericolosi e diffusi. Maschi magari banali nella loro attività professionale, sono molto attenti nella loro vita pubblica. La loro esistenza è basata sulla necessità fisiologica di condurre a sé (appunto dal latino se ducere) vittime più o meno innocenti. Il seduttore, da buon narciso, è più interessato a mettere sotto assedio e a far cedere la femmina (o il maschio, a seconda del suo orientamento sessuale) che ha deciso di conquistare, piuttosto che a creare una relazione. Le donne (e gli uomini) vengono trattati come oggetti intercambiabili che però vanno adorati per tutta la fase del corteggiamento. In realtà il seduttore adora solo se stesso ed esalta le sue capacità di fascinazione. La consumazione di un rapporto sessuale diviene secondaria, accessoria, quasi dovuta per soddisfare la vittima e ricavarne la conferma della propria virilità. I seduttori hanno molto successo con le persone in cerca di evasione o di consolazione, sono capaci di farle sentire uniche e al centro di ogni attenzione. I legami che ne nascono sono brevi e poco soddisfacenti. Senso di colpa e rimorso non fanno parte del serbatoio semantico dei seduttori.

Le seduttrici in voga attualmente, in verità più seduttive che seducenti, si conformano ai modelli televisivi di veline o attricette da reality, con tacchi a spillo e scollature. Questo tipo di donne che frequenta i locali più cool delle grandi città o delle località balneari esclusive, appare invece molto interessato ad altri aspetti della relazione con un potenziale partner, come le sue possibilità economiche, il suo enorme suv, la sua eventuale appartenenza alla rappresentativa calcistica cittadina o la villa in Sardegna. Oggi la seduttrice, da raffinata e bellissima cortigiana è passata al ruolo di arrampicatrice sociale, alla ricerca di successo e visibilità. Una soddisfazione narcisistica più secondaria e ancor più cinica di quella del maschio, quindi.

2. I trasgressori

Sono individui che cercano i limiti con l’obiettivo di superarli: la scarica di adrenalina e di dopamina che genera il superamento del proibito è inarrivabile come esperienza psichica più che fisica. Si tratta di persone che hanno spesso una storia di infedeltà alle spalle e amano le sensazioni intense che solo la trasgressione sessuale può regalare. Esplorano volentieri le perversioni, da quelle soft (manette, bende, piume) a quelle hard (bondage e sadomaso vero e proprio). Non disdegnano neppure lo swinging (lo scambio delle coppie), i rapporti a tre o di gruppo, il feticismo. Sono molto attratti da ciò che è pericoloso e promiscuo. Non amano gli abusi alcolici o di sostanze in quanto potrebbero interferire con le loro performance sessuali o le loro sensazioni mentali. Sono fondamentalmente alla ricerca di compagni di giochi, donne o uomini, con ruolo di complici o di complementari. Chiunque cercasse di renderli stabili o di redimerli, rischierebbe di avere il cuoricino spezzato. È una tipologia inaspettatamente frequente fra le donne, con propensione sia alla sottomissione che alla dominazione.

3. I dipendenti dal sesso

Il sesso come droga non è un concetto nuovo. Le sensazioni date dall’eccitazione sessuale (sia mentale, sia fisica) e dall’orgasmo possono creare veri e propri comportamenti da dipendenza, diventati recentemente oggetto di studio scientifico. Specialmente da quando sono disponibili nuovi strumenti mediatici, come internet e i telefonini di ultima generazione, si è assistito a un abuso di pornografia digitale (cyberporn) e all’esplosione delle chat e delle webcam erotiche (cybersex), ma anche di tradimenti che corrono sulle fibre ottiche (siti per conoscenze, incontri o relazioni mercenarie). È degno di nota il fatto che la percentuale di popolazione femminile che accede a questi servizi sia ormai arrivata al 25% del totale.

Comportamenti ipersessuali sono comunque presenti in almeno il 5% della popolazione e sono maggiormente a carico dei maschi. Oltre alla dipendenza dalla pornografia e alla masturbazione compulsiva, la sessodipendenza si manifesta con la presenza di rapporti sessuali frequentissimi (più di sei orgasmi alla settimana), notevole promiscuità sessuale, necessità ossessiva di rimorchiare qualcuno. È spesso associata a traumi infantili.

estratto dal capitolo:

L’ambiente

Analizzare la scena del crimine

Un innamorato che si sente tradito può essere più perseverante dei carabinieri dei ris e più motivato degli investigatori di csi, anche se la sua dotazione tecnologica sarà certamente più grossolana e il suo coinvolgimento personale gli renderà complessa un’analisi oggettiva degli eventi. A nessuna donna gelosa sfugge quello strano capello biondo depositato sul tappetino dell’auto o quel ricciolino bruno che giace su un cuscino ai bordi del divano. Certo, un capello non prova nulla. Però innervosisce. Dipende tutto da cosa vuol dire, nella percezione soggettiva dell’improvvisato detective, essere tradito. Questione di sesso? Oppure basta una cena? Sono le bugie a fare la differenza? O ci vuole un rapporto consolidato? Quando però la sensazione di tradimento scatta, non è più arrestabile. E in assenza del presunto traditore si consumano le peggiori strategie di indagine, proprio a partire dagli ambienti liberamente accessibili. Cioè casa, auto, con maggiore difficoltà ufficio. La casa del fedifrago è un luogo ambivalente. Se non condivisa con il detective sarà il più probabile teatro di eventuali kermesse amorose clandestine, ma risulterà pressoché inaccessibile, perché soltanto uno sprovveduto (o un soggetto eccessivamente sicuro di sé) darebbe le sue chiavi a una donna (o viceversa) senza convivere con lei e poi tradendola in quel medesimo luogo. Per contro, tradire il proprio convivente tra le pareti condivise può essere una perversione momentanea ma rappresenta un rischio altissimo e conferisce un potere inimmaginabile all’amante, perciò è una situazione quasi da escludere, a meno di casi particolarmente ingenui o menefreghisti.

In casa occorre prestare attenzione ad alcuni grandi settori. Le tracce organiche sono il primo. Peli, capelli e liquidi corporei possono essere trovati per caso o cercati con metodo. Letti e divani (specie quelli in tessuto), per una questione squisitamente fisica, tendono a mantenere piccoli e reconditi ricettacoli di polvere e sporcizia ai margini. I movimenti sul materasso, il cambio di lenzuola e lo spostamento stesso del letto convogliano inevitabilmente ogni capello o affine ammasso proteico nelle zone apparentemente più inaccessibili. Parliamo dei bordi della testata del letto, dei margini del cassettone sotto il materasso, dello stesso panno spugnoso salva materasso che molti usano e tendenzialmente cambiano con minore frequenza delle lenzuola. Basta armarsi di un piccolo rullo adesivo raccogli polvere, di quelli con i fogli staccabili, e passare la parte che appiccica negli interstizi indicati. Si ripeterà poi l’operazione con gli angoli bui dei divani e delle poltrone, sotto i cuscini e anche sotto i mobili, dove il passaggio delle persone sospinge gli elementi più leggeri oltre alla polvere. Infine ci si sposterà in bagno, controllando asciugamani e accappatoi, oltre a pettini e spazzole. A questo punto si avrà in mano una discreta collezione di esemplari, anche nella casa più asettica. Bisogna essere così algidi da riuscire a isolare i capelli apparentemente simili e notare le ripetizioni. Un capello, lo ripetiamo, non vuol dire nulla. E nemmeno un capello del padrone di casa, due della donna di servizio, tre di chi indaga, alcuni di chissà chi. Dieci, venti capelli dello stesso colore, della medesima lunghezza e di spessore simile, cominciano invece a indicare il passaggio di una persona, o del suo scalpo escisso, in un ambiente.

www.80144edizioni.it

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