Riforma Berlinguer

Per riforma Berlinguer si intende la riforma scolastica varata con la legge 10 dicembre 1997, n. 425, dal Ministro della Pubblica Istruzione del primo governo Prodi, ex-rettore dell’Università di Siena, Luigi Berlinguer. Questa legge è stata interamente abrogata dalla Legge 28 marzo 2003 n. 53, più famosa come riforma Moratti.

Questa riforma ha abolito la suddivisione di scuole elementari, medie e superiori sostituendo il tutto con una struttura basata sui “cicli”. Erano previsti sette anni di ciclo primario (o di base) per i bambini dai 6 ai 13 anni e altri cinque anni di ciclo secondario per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. La riforma inoltre ha riorganizzato l’organizzazione complessiva portando l’obbligo scolastico a 15 anni. Inoltre entra in vigore un nuovo tipo di obbligo: l’obbligo alla formazione professionale che dura fino ai 18 anni.

Si riforma anche il ciclo primario che comprende tre bienni che sarà seguito da un ulteriore anno chiamato “anno d’orientamento” che sarà una “sintesi” tra le scuole elementari e medie. Questo secondo quanto voluto dalla riforma doveva servire per rendere più facile il cambiamento per un bambino dalle scuole elementari alle scuole medie.

Viene modificato anche il ciclo secondario che dura cinque anni e si divide in cinque “rami”:

Umanistico;
Scientifico;
Tecnico;
Artistico;
Musicale.
Nel primo biennio come adesso, molte materie sono in comune per permettere di far capire allo studente che tipo di indirizzo scolastico vuole intraprendere e per chi lo desidera anche un più facile cambiamento da una scuola ad un’altra. Al termine dei cinque anni bisogna comunque sottoporsi all’esame di Stato per conseguire un diploma.

Un altro cambiamento per il quale è sempre stata criticata la riforma[senza fonte], riguarda il fatto che viene introdotta la possibilità per uno studente di non proseguire il proprio corso di studi purché si sia comunque in possesso di una licenza media. In realtà la riforma Berlinguer non parla di un vero e proprio “abbandono scolastico” ma di una “scuola-lavoro” infatti la stesso decreto legge imponeva l’obbligo ad una formazione professionale fino ai 18 anni al termine dei quali bisognava comunque conseguire un diploma tuttavia fu costatato alcuni anni dopo che molti ragazzi non volendo proseguire la carriera scolastica non continuavano nella “scuola-lavoro” ma anzi si imbattevano in lavori anche illegali e pericolosi. Soprattutto quest’ultimo articolo ha fatto in modo che l’intera riforma Berlinguer fosse abrogata nel 2003. La riforma è entrata pienamente in vigore nell’anno scolastico 1998/99 per essere poi abrogata e sostituita a partire dall’anno scolastico 2003/04 dalla Legge 28 marzo 2003 n. 53 detta anche riforma Moratti.

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