Giorno del ricordo

Oggetto: Il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio
La Legge n° 92 del 30 marzo 2004 ha individuato nel “10 febbraio” il Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale.
Il “10 febbraio” permette di rinnovare la memoria di quelle pagine di storia che interessarono i cittadini italiani dei territori dell’Istria a ridosso dell’armistizio del ’43.
Per approfondimenti di carattere storico-sociale è possibile reperire materiale oltre che dai siti web segnalati con nota ministeriale n° 12375 del 4 dicembre 2009, anche attraverso i seguenti indirizzi: www.italia-liberazione.it  , www.insmli.it , www.unioneistriani.it/archivio .
Il 23 febbraio 2010 si terrà a Roma un Seminario nazionale con lo scopo di far emergere le esperienze delle scuole sull’argomento.
Le Istituzioni scolastiche che intendono partecipare al Seminario possono inviare la scheda di partecipazione entro il 16 febbraio 2010 (fino ad esaurimento dei posti disponibili).
L’adesione non costituisce alcun vincolo, ma mezzo attraverso cui stabilire e mantenere un contatto “on-line” ed organizzare la partecipazione di 2 rappresentanti di ciascuna Istituzione scolastica al Seminario (il Dirigente Scolastico e un docente).
La scheda di partecipazione deve essere inviata, esclusivamente via e-mail, al seguente indirizzo:
caterina.spezzano@istruzione.it
Ulteriori informazioni saranno tempestivamente comunicate attraverso il sito del MIUR o contattando direttamente gli Istituti scolastici.

IL DIRIGENTE
F.to Antonio LO BELLO


5 Replies to “Giorno del ricordo”

  1. Giorno del Ricordo a Latina
    Significative manifestazioni nelle scuole

    Il 10 febbraio, anniversario del trattato di pace con cui nel 1947 Istria e Dalmazia vennero cedute alla Jugoslavia, è stato oggetto di due ottime iniziative di cultura storica ed informazione, tenutesi a Latina presso l’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” e l’Istituto Professionale per il Commercio e Turismo “Luigi Einaudi”, egregiamente organizzate dal Preside Prof. Antonino Clemente e dal corpo insegnante, nelle persone delle rispettive titolari di Lettere, Prof.ssa Angela Crisci e Prof.ssa Giovanna Cazzetta, alla presenza di parecchi docenti e di circa 300 studenti, in larga maggioranza delle ultime classi.

    Alle manifestazioni sono intervenuti, in qualità di relatore principale il Prof. Fausto Orsini di Latina, il Dr. Carlo Montani esule da Fiume, e la Signora Laura Brussi esule da Pola.

    Alla stregua della Legge 30 marzo 2004 che ha istituito proprio nel 10 febbraio il “Giorno del Ricordo” per i Martiri delle Foibe (16.500 Vittime accertate, secondo la testimonianza di Luigi Papo) e per il grande Esodo giuliano istriano e dalmata (350 mila profughi, di cui a quella di Padre Flaminio Rocchi), una particolare attenzione è stata attirata su queste due drammatiche realtà storiche, ormai inoppugnabili.

    Le manifestazioni hanno avuto inizio col saluto del Prof. Clemente, che richiamandosi alle note esternazioni del Presidente Carlo Azeglio Ciampi e del suo successore Giorgio Napolitano, nonché alle più recenti direttive ministeriali, ha posto l’accento sulla congruità di un impegno comune di conoscenza ed approfondimento, finalizzato all’acquisizione di una memoria finalmente condivisa.

    Con il supporto di due documentari molto esaurienti, quali “Foibe: Martiri dimenticati” del Prof. Claudio Schwarzemberg, già Sindaco del Comune di Fiume in Esilio, e “Pola addio” del giornalista Gianni Alberto Vitrotti, i relatori hanno illustrato, poi, fatti e motivazioni di quelle tragedie con interventi calibrati ed esaustivi, a cui ha fatto seguito un proficuo dibattito.

    In particolare, il Prof. Orsini ha insistito sulle responsabilità storiche, anche per quanto si riferisce al lungo silenzio di cui Esodo e Foibe hanno sofferto tra il dopoguerra e l’inizio del nuovo secolo, senza trascurare le vicende, per taluni aspetti surreali, che nel 1975 portarono alla firma del trattato di Osimo, con il quale l’Italia trasferì alla Jugoslavia, senza alcuna contropartita, la propria sovranità sulla ex Zona B del Territorio Libero di Trieste, e cioè sul comprensorio nord-occidentale dell’Istria.

    Il Dr. Montani ha evidenziato come quello di Foibe ed Esodo sia stato un genocidio materiale e spirituale lucidamente programmato dai titini, come fu ammesso dai maggiori luogotenenti del Maresciallo, quali Gilas e Kardelj. La Signora Brussi, infine, ha auspicato che la sensibilità manifestata da tanti giovani, motivo di speranza per il futuro, possa tradursi in maggiori attenzioni per la causa degli Esuli.

    In questo senso, è stato assai toccante e significativo l’applauso a scena aperta con cui parecchi studenti hanno salutato, durante la proiezione di “Martiri dimenticati”, la lettura del testamento spirituale di Stefano Petris, eroe dell’ultima difesa di Cherso, scritto prima dell’esecuzione ad opera degli slavi, nella notte del 9 ottobre 1945.

    Celebrazioni come quelle di Latina confermano l’opportunità di un’iniziativa come quella del Ricordo, a suo tempo voluta dall’On. Roberto Menia, figlio di Esuli. Lungi dal costituire una mera espressione di circostanza, esse esprimono, in effetti, la continuità di una fede rinnovata e la matura consapevolezza di gettare un seme destinato a germogliare nel corso di una storia che non finisce certamente oggi.

  2. Un sentito ringraziamento a tutti i Comuni che hanno onorato
    nella propria toponomastica i MARTIRI DELLE FOIBE
    Lombardia ABBIATEGRASSO (Milano) Parco Martiri delle Foibe
    Puglia ACQUAVIVA DELLE FONTI (Bari) Piazza Martiri dlele Foibe
    Piemonte ACQUI TERME (Alessandria) Piazza Martiri delle Foibe
    Veneto ALBIGNASEGO (Padova) Viale Martiri delle Foibe
    Piemonte ALESSANDRIA Via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
    Piemonte ALESSANDRIA Via Vittime delle Foibe
    Sardegna ALGHERO fraz. Fertilia (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    Umbria ALLERONA scalo (Terni) Largo Martiri delle Foibe
    Puglia ALTAMURA (Bari) Via Caduti delle Foibe
    Veneto ALTAVILLA VICENTINA fraz. Tavernelle (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Marche ANCONA Scalinata Italiani di Istria Fiume e Dalmazia
    Lazio ANTRODOCO (Rieti) Giardino Martiri delle Foibe
    Toscana AREZZO Largo Martiri delle Foibe
    Piemonte ARONA (Novara) Largo Martiri delle Foibe
    Umbria ASSISI – S.Maria degli Angeli (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    Abruzzo AVEZZANO (L’Aquila) Via Martiri dlele Foibe
    Veneto BADIA POLESINE (Rovigo) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia BARANZATE (Milano) Giardino Martiri delle Foibe
    Puglia BARI Via Martiri delle Foibe
    Veneto BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Sicilia BAUCINA (Palermo) Via Martiri delle Foibe
    Veneto BELLUNO Piazzale Vittime delle Foibe
    Campania BENEVENTO Piazzale Martiri delle Foibe
    Umbria BETTONA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia BIASSONO (Monza-Brianza) Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna BOLOGNA Giardino Martiri d’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia,
    Emilia-Romagna BOLOGNA Rotonda Martiri delle Foibe
    Lombardia BONATE SOPRA (Bergamo) Parco Martiri delle foibe
    Piemonte BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo) Piazzale Vittime delle Foibe
    Piemonte BRA (Cuneo) Piazza Martiri delle Foibe
    Lombardia BRESCIA Via Martiri delle Foibe
    Lombardia BRESCIA Via Vittime d’Istria, Fiume e Dalmazia
    Puglia BRINDISI Via Martiri delle Foibe
    Lombardia BRONI (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia BRUGHERIO (Monza-Brianza) Parco Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna BUDRIO (Bologna) Via Vittime delle Foibe
    Veneto BUSSOLENGO (Verona) Viale Martiri delle Foibe
    Sardegna CAGLIARI Parco dei Martiri delle Foibe
    Toscana CALCINAIA fraz. Fornacette (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    Lombardia CALCINATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia CALOLZIOCORTE (Lecco) Parco Martiri delle Foibe
    Toscana CAMAIORE (Lucca) Via Martiri delle Foibe
    Liguria CAMOGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
    Puglia CARAPELLE (Foggia) Via Martiri delle Foibe
    Campania CARDITO (Napoli) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte CASALE MONFERRATO (Alessandria) Via Vittime delle Foibe
    Campania CASERTA Via Martiri delle Foibe
    Puglia CASSANO DELLE MURGE (Bari) Parco ai Martiri delle Foibe e all’Esodo Istriano-giuliano-dalmata
    Emilia-Romagna CASTEL MAGGIORE (Bologna) Rotonda Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna CASTELFRANCO EMILIA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    Campania CASTELLABATE fraz. Lago di Castellabate (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    Campania CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
    Campania CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Giovanni Romito – Vittima delle Foibe
    Piemonte CASTELLAMONTE (Torino) Via Martiri delle Foibe
    Veneto CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
    Puglia CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
    Lazio CERVETERI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna CERVIA (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe
    Lombardia CHIARI (Brescia) Piazzetta Martiri delle Foibe
    Veneto CHIUPPANO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte CHIVASSO (Torino) Via Martiri d’Istria e Dalmazia
    Umbria CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    Marche CIVITANOVA MARCHE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    Lazio CIVITAVECCHIA (Roma) Parco Martiri delle Foibe – Parco Uliveto
    Piemonte COGGIOLA (Biella) Largo vittime delle Foibe
    Piemonte COLLEGNO (Torino) Giardino Esuli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia
    Lazio COLLEFERRO (Roma) Piazzale Martiri delle Foibe
    Lombardia COMO Piazza Martiri Foibe Istriane
    Lombardia COMO Rondello Don Angelo Tarticchio
    Lombardia COMO fraz. Albate Giardini Martiri italiani delle Foibe istriane
    Veneto CONEGLIANO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    Puglia COPERTINO (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia CORNAREDO (Milano) Via Vittime delle Foibe
    Emilia-Romagna CORTEMAGGIORE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia COSTA VOLPINO (Bergamo) Parco Martiri delle Foibe
    Veneto CREAZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte CRESCENTINO (Vercelli) Via Martiri delle Foibe
    Veneto DANTA DI CADORE (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    Lombardia DESENZANO DEL GARDA (Brescia) Via Martiri Italiani delle Foibe
    Piemonte DOMODOSSOLA (Verbano-Cusio-Ossola) Piazzale Vittime delle Foibe Istriane
    Veneto DUE CARRARE (Padova) Piazza Norma Cossetto
    Veneto DUE CARRARE (Padova) Piazza Vittime delle Foibe
    Marche FABRIANO (Ancona) Via dei Martiri delle Foibe Istriane
    Marche FERMO Via Vittime delle Foibe
    Emilia-Romagna FERRARA Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna FIDENZA (Parma) Via Martiri delle Foibe
    Toscana FIRENZE Largo Martiri delle Foibe
    Puglia FOGGIA Piazza dei Martiri Triestini
    Umbria FOLIGNO (Perugia) Piazzale Martiri delle Foibe
    Lazio FONDI (Latina) Piazza Martiri delle Foibe
    Veneto FONTANIVA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna FORLI’ (Forlì-Cesena) Via Martiri delle Foibe
    Toscana FORTE DEI MARMI (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    Veneto FOSSO’ (Venezia) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    Abruzzo FRANCAVILLA AL MARE (Chieti) Via Martiri delle Foibe
    Lazio FROSINONE Piazza Martiri delle Foibe
    Puglia GALATINA (Lecce) Piazza Vittime delle Foibe
    Piemonte GATTINARA (Vercelli) Piazza Martiri delle Foibe
    Lombardia GAVIRATE (Varese) Piazza Martiri delle Foibe 1943 – 1945
    Toscana GAVORRANO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
    Liguria GENOVA Passo Vittime delle Foibe
    Puglia GIOIA DEL COLLE (Bari) Via Vittime delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia GORIZIA Largo Martiri delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia GORIZIA Via Norma Cossetto
    Piemonte GOZZANO (Novara) Via Vittime delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia GRADO (Gorizia) Piazza Martiri delle Foibe (pass. a mare)
    Toscana GROSSETO Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    Piemonte GRUGLIASCO (Torino) Giardino Vittime delle Foibe
    Veneto GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) Piazza Norma Cossetto
    Lazio GUIDONIA MONTECELIO – Villalba (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    Liguria IMPERIA Giardini Martiri delle Foibe
    Marche JESI (Ancona) Piazza Martiri delle Foibe
    Marche JESI (Ancona) Via Martiri delle Foibe
    Veneto JESOLO (Venezia) Viale Martiri delle Foibe
    Abruzzo LANCIANO (Chieti) Piazza Martiri delle Foibe
    Abruzzo L’AQUILA Via Norma Cossetto
    Puglia LATERZA (Taranto) Via Martiri delle Foibe
    Lazio LATINA Piazzale Martiri delle Foibe
    Lazio LATINA Viale Martiri di Dalmazia
    Friuli-Venezia Giulia LATISANA (Udine) Via Martiri delle Foibe
    Veneto LAVAGNO fraz. San Pietro (Verona) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia LAZZATE (Monza-Brianza) Largo Martiri delle Foibe
    Puglia LECCE Via Martiri delle Foibe
    Lombardia LECCO Riva Martiri delle Foibe
    Veneto LEGNAGO (Verona) Via Norma Cossetto
    Piemonte LEINI’ (Torino) Via Martiri delle Foibe
    Lazio LEONESSA (Rieti) Largo dei Martiri delle Foibe Istriane
    Sicilia LICATA (Agrigento) Piazzale Martiri delle Foibe
    Lombardia LIMBIATE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    Lombardia LISSONE (Monza-Brianza) Piazza Martiri delle Foibe
    Liguria LOANO (Savona) Via Martiri delle Foibe
    Calabria LOCRI (Reggio Calabria) Via Martiri delle Foibe
    Veneto LONIGO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Toscana LUCCA Via Martiri delle Foibe
    Marche MACERATA Via Vittime delle Foibe
    Marche MAIOLATI SPONTINI (Ancona) Largo Martiri delle Foibe
    Sicilia MANDANICI (Messina) P.zza Carabiniere Domenico Bruno-Martire delle Foibe
    Lombardia MAPELLO (Bergamo) Via Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia
    Lombardia MAPELLO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    Lazio MARCELLINA (Roma) Piazza Martiri delle Foibe
    Lazio MARINO (Roma) Piazzale Caduti delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia MARTIGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    Toscana MASSA (Massa-Carrara) Parco del ricordo ai Martiri delle Foibe.
    Sicilia MAZARA DEL VALLO (Trapani) Via Martiri delle Foibe
    Puglia MELISSANO (Lecce) Piazza Martiri delle Foibe
    Sicilia MESSINA P.zza Martiri delle Foibe, Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia
    Lombardia MILANO Via Martiri Triestini
    Lombardia MILANO Largo Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna MIRANDOLA (Modena) Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna MODENA Via Martiri delle Foibe
    Puglia MODUGNO (Bari) Parco del Ricordo delle Foibe
    Veneto MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte MONCALIERI (Torino) Via Vittime delle Foibe
    Marche MONTE PORZIO (Pesaro) Via Martiri delle Foibe
    Veneto MONTEBELLUNA (Treviso) Vicolo Martiri Giuliani e Dalmati
    Veneto MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Marche MONTELUPONE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    Lazio MONTEROTONDO (Roma) Largo Martiri delle Foibe
    Abruzzo MONTESILVANO (Pescara) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia MORTARA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    Campania MUGNANO DI NAPOLI (Napoli) Via Vittime delle foibe
    Veneto NANTO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Puglia NARDO’ (Lecce) Piazzale Martiri delle Foibe
    Lazio NEPI (Viterbo) Parco Martiri delle Foibe
    Lombardia NERVIANO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    Sicilia NISCEMI (Caltanisetta) P.za Martiri delle Foibe di Istria, Dalmazia e V.G.
    Umbria NOCERA UMBRA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna NOCETO (Parma) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte NOVARA Via Vittime delle Foibe
    Lombardia NOVATE MILANESE Giardino Martiri delle Foibe
    Veneto NOVENTA VICENTINA (Vicenza) Via Vittime delle Foibe
    Sardegna ORISTANO Via Martiri delle Foibe
    Lombardia OSPITALETTO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    Marche OSTRA VETERE (Ancona) Giardino Martiri delle Foibe
    Sardegna OZIERI (Sassari) Via Martiri delle Foibe
    Veneto PADOVA Passaggio Martiri delle Foibe
    Veneto PADOVA Via Nicolò e Pietro Luxardo
    Friuli-Venezia Giulia PAGNACCO (Udine) Piazzale Martiri delle Foibe
    Lombardia PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia) Piazza Martiri delle Foibe Istriane
    Emilia-Romagna PARMA Via Martiri delle Foibe (seduta n.1 6.4.09 app.all’unanimità – str.n. 9)(Intit. N.1173 del 17.09.09)
    Friuli-Venezia Giulia PASIAN DI PRATO (Udine) Via Martiri delle Foibe
    Umbria PERUGIA Via Vittime delle Foibe (Parco)
    Marche PESARO (Pesaro-Urbino) Parco Esuli Giuliano-Dalmati
    Abruzzo PESCARA Piazza Martiri Dalmati e Giuliani
    Veneto PESCHIERA DEL GARDA (Verona) Via Caduti delle Foibe
    Toscana PIETRASANTA (Lucca) Piazza Martiri delle Foibe
    Campagna PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) Via Caduti delle Foibe
    Veneto PIOVE DI SACCO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    Toscana PISA Rotonda Martiri delle Foibe
    Puglia POGGIORSINI (Bari) Via Martiri delle Foibe
    Lazio POMEZIA (Roma) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia PONTE SAN PIETRO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    Toscana PONTEDERA (Pisa) Via Caduti delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia PORDENONE Pedonale/ciclabile Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna PORRETTA TERME (Bologna) Piazza Martiri delle Foibe
    Toscana PORTOFERRAIO (Livorno) Via Martiri delle Foibe
    Veneto PORTOGRUARO (Venezia) Via Vittime delle Foibe (attesa delibera)
    Emilia-Romagna PORTOMAGGIORE (Ferrara) Via Martiri delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia POVOLETTO (Udine) Ponte Martiri delle Foibe
    Toscana PRATO Via Martiri delle Foibe
    Lazio PRIVERNO (Latina) Giardino Martiri delle Foibe
    Puglia PUTIGNANO (Bari) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte QUATTORDIO (Alessandria) Via della Memoria (Vittime delle Foibe)
    Liguria RAPALLO (Genova) Piazzale Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna RAVENNA fraz. Porto Corsini Parco Martiri delle Foibe
    Marche RECANATI (Macerata) Via Martiri delle Foibe
    Toscana REGGELLO (Firenze) Via Caduti delle Foibe
    Emilia-Romagna REGGIO EMILIA fraz. Coviolo Viale Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna RICCIONE (Rimini) Piazzale Martiri delle Foibe
    Trentino-Alto Adige RIVA DEL GARDA (Trento) Largo Caduti delle Foibe
    Lombardia ROBECCO SUL NAVIGLIO (Milano) Via Martiri delle Foibe
    Sicilia ROCCALUMERA (Messina) Piazzetta Vittime delle Foibe
    Lazio ROMA Via Norma Cossetto
    Lazio ROMA Via Icilio Bacci
    Lazio ROMA Via Riccardo Gigante
    Lazio ROMA (Laurentina) Largo Vittime delle Foibe istriane
    Friuli-Venezia Giulia RONCHI DEI LEGIONARI (Gorizia) Piazzale Martiri delle Foibe
    Veneto ROSA’ (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia ROVATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    Trentino-Alto Adige ROVERETO (Trento) Largo Vittime delle Foibe 1943 – 1947
    Puglia RUVO DI PUGLIA (Bari) Via Martiri delle Foibe
    Lazio SABAUDIA (Latina) Largo dei Martiri delle Foibe
    Lombardia SALO’ (Brescia) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia SALO’ (Brescia) Galleria Martiri delle Foibe
    Veneto SAN BONIFACIO (Verona) Piazza Martiri delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Via Luxardo
    Veneto SAN DONA’ DI PIAVE -Calvecchia (VE) Via Martiri delle Foibe
    Veneto SAN GIOVANNI ILARIONE (Verona) Via Martiri delle foibe
    Veneto SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) Parco Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna SAN LAZZARO DI SAVENA (Bologna) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte SAN MAURO TORINESE (Torino) Vittime delle Foibe e degli Esuli da Istria, Fiume, Dalmazia, Alto Isonzo.
    Toscana SAN MINIATO fraz. Ponte a Egola (Pisa) Via Vittime delle Foibe
    Puglia SAN SEVERO (Foggia) Largo Vittime delle Foibe
    Liguria SANREMO (Imperia) Via Martiri delle Foibe
    Lazio SANTA MARINELLA (Roma) Parco Martiri delle Foibe
    Lombardia SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) Via Martiri delle Foibe
    Veneto SAONARA (Padova) Via Martiri Giuliani e Dalmati
    Sardegna SASSARI Via Martiri delle Foibe
    Emilia-Romagna SASSO MARCONI -Borgonuovo (Bologna) Piazzale Vittime delle Foibe
    Emilia-Romagna SASSUOLO (Modena) Piazza Martiri delle Foibe
    Piemonte SAVIGLIANO (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
    Campania SCAFATI (Salerno) Via Martiri delle Foibe
    Veneto SEDICO (Belluno) Via Martiri delle Foibe
    Lazio SELCI (Rieti) Piazza Martiri delle Foibe
    Veneto SEREN DEL GRAPPA (Belluno) Via Vittime delle Foibe
    Lombardia SERIATE (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    Marche SERVIGLIANO (Fermo) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte SETTIMO TORINESE (Torino) Via Vittime delle Foibe
    Veneto SOVIZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
    Puglia SURBO (Lecce) Largo Vittime delle Foibe
    Puglia TARANTO Piazzale Vittime delle Foibe
    Sardegna TEMPIO PAUSANIA (Olbia-Tempio) Via Martiri delle Foibe Istriane
    Veneto TEOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
    Abruzzo TERAMO Via Martiri delle Foibe
    Abruzzo TERAMO fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
    Sicilia TERMINI IMERESE (Palermo) Largo Martiri delle Foibe
    Molise TERMOLI (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
    Sardegna TERRALBA (Oristano) Piazza Martiri delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia TOLMEZZO (Udine) Largo Vittime delle Foibe ed Esuli di Istria, Fiume, Dalmazia ed A.Isonzo (II Guerra Mondiale e dopoguerra)
    Veneto TOMBOLO fraz. Onara (Padova) Via Martiri delle Foibe
    Puglia TORRE MAGGIORE Foggia) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte TORTONA (Alessandria) Giardini Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati e Rimpatriati
    Trentino-Alto Adige TRENTO Via Vittime delle Foibe
    Veneto TREVISO Piazza Martiri delle Foibe
    Puglia TRICASE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    Friuli-Venezia Giulia TRIESTE Largo don Francesco Bonifacio
    Friuli-Venezia Giulia TRIESTE Via Norma Cossetto
    Friuli-Venezia Giulia TRIESTE Viale Martiri delle Foibe
    Piemonte TROFARELLO (Torino) Via Martiri delle Foibe
    Puglia TUGLIE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
    Campania TUORO (Caserta) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia UGGIATE TREVANO (Como) Piazzetta 10 febbraio – Giorno del Ricordo delle Vittime delle Foibe e dell’Esodo
    Lombardia URGNANO (Bergamo) Piazza Martiri delle Foibe
    Veneto VALDOBBIADENE (Treviso) Parco Martiri delle Foibe
    Veneto VALEGGIO SUL MINCIO (Verona) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia VARESE Via Istria – Martiri delle Foibe
    Abruzzo VASTO MARINA (Chieti) Via Martiri Istriani
    Veneto VEDELAGO fraz. Casacorba (Treviso) Piazza Martiri delle Foibe
    Lazio VELLETRI (Roma) Via Martiri delle Foibe
    Veneto VENEZIA fraz. Marghera (Venezia) Piazzale Martiri Giuliano-Dalmati delle Foibe
    Liguria VENTIMIGLIA (Imperia) Giardini Martiri delle Foibe
    Piemonte VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Via Norma Cossetto
    Piemonte VERCELLI Via Martiri delle Foibe
    Veneto VICENZA Largo Martiri delle Foibe
    Lombardia VIGEVANO (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    Veneto VIGONZA (Padova) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte VIGUZZOLO (Alessandria) Piazza Vittime delle Foibe
    Toscana VILLAFRANCA IN LUNIGIANA (Massa Carrara) Piazza Martiri delle Foibe
    Lombardia VILLONGO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
    Lazio VITERBO Largo Martiri delle Foibe Istriane
    Sicilia VITTORIA fraz. Scoglitti (Ragusa) Via Martiri delle Foibe
    Lombardia VOGHERA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
    Piemonte VOLPIANO (Torino) Via Vittime delle Foibe
    Liguria ZOAGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
    I Morti dimenticati
    Non troverete i loro nomi sui libri di storia nelle scuole.
    Per questo parleremo di Loro.
    INDOCTI DISCANT ET AMENT MEMINISSE PERITI
    (chi ignora impari e chi conosce ami ricordare)

  3. Speranze istriane: Stefano Zecchi
    Quando ci batteva forte il cuore, Mondadori, Milano 2010

    L’ultima opera di Zecchi, presentata a “Pordenone legge” con grande concorso di un pubblico attento e commosso, è un romanzo storico-filosofico inserito in un contesto già familiare al Maestro, che nel 2008 aveva dato alle stampe un “aureo libretto” sulla tragica vicenda di Maria Pasquinelli, sottraendola all’oblio ed al disinteresse, anche da parte di chi, come il popolo istriano, aveva sofferto sulla propria pelle il dramma del “diktat” e dell’esodo, ed aveva vissuto quel plumbeo 10 febbraio 1947: il giorno in cui il Ministro plenipotenziario Lupi di Soragna firmò il trattato di pace a Parigi, e Maria uccise il Gen. De Winton, comandante inglese di Pola, in un supremo gesto di ribellione nei confronti degli Alleati, responsabili della sorte iniqua di Venezia Giulia e Dalmazia.

    Stefano Zecchi ha “inventato” una storia istriana che, come ha posto in evidenza durante la presentazione del 19 settembre, intende costituire la fotografia di almeno centomila tragedie, essendo altrettante le famiglie italiane che furono costrette ad abbandonare la propria terra, le proprie case, gli affetti, i ricordi, le tombe.

    E’ la storia di una famiglia forte, all’antica, che finisce per dividersi proprio a fronte del “diktat” perché la madre Nives non vuole abbandonare Pola ma intende proseguire nella clandestinità la lotta – sia pure impari – contro l’invasore, mentre il padre Flavio preferisce cercare una difficile salvezza assieme al figlioletto Sergio, in una sorta di angosciosa anabasi a piedi fino a Pirano, e poi in barca per l’agognata Trieste. Nives troverà tragica fine in una foiba, mentre Flavio e Sergio, dopo una serie interminabile di vicende disperanti, raggiungeranno Venezia, dove riusciranno a ricostruire una vita appena accettabile, ma corroborata dal recupero di una straordinaria unità di affetti e di sentimenti tra padre e figlio.

    Il racconto di Zecchi si svolge in modo appassionante e coinvolgente, tanto che si legge d’un fiato, con emozioni particolarmente vive quando si sofferma sull’aspetto “pubblico” e sulle correlazioni tra cronaca familiare e grande storia dell’Istria, o meglio d’Italia.

    Allora, ecco venire alla ribalta la strage di Vergarolla, che il 18 agosto 1946 distrusse sulla spiaggia omonima un centinaio di Vittime innocenti, in maggioranza donne e bambini (età media di 26 anni), colpevoli di essere italiani e di intralciare il disegno di pulizia etnica perseguito dall’Ozna. Ecco ergersi la figura della Pasquinelli, con la sua nobile protesta ed il suo testamento spirituale che aveva in grembo il giorno dell’attentato. Ecco aprirsi pagine fosche sulle uccisioni indiscriminate e su una foiba da cui provengono lamenti strazianti delle Vittime senza che i protagonisti possano fare nulla in loro aiuto. Ecco la scena, che si legge col cuore in gola, della fucilazione di alcuni italiani tra cui un bambino, in una cava di pietra, il cui ingresso viene occluso dagli assassini nel tentativo di cancellare ogni traccia del delitto.

    Non meno emozionante è il momento in cui Flavio, durante la fuga verso la salvezza, si trova costretto ad uccidere uno slavo dalle intenzioni sin troppo palesi, ma il “pathos” che Zecchi è capace di trasmettere al lettore è sempre vivo: ad esempio, quando racconta il dramma del bambino febbricitante che non riesce a seguire la corsa del padre e rende necessaria una lunga e pericolosa sosta. Oppure, verso la fine del libro, quando i protagonisti, esuli a Venezia, piangono di gioia perché Flavio, grazie all’antica passione per il violino, riesce a trovare finalmente un’occupazione nell’orchestrina del Caffè Florian di Piazza San Marco.

    Il titolo non avrebbe potuto essere più indovinato e calzante. Quelli erano tempi in cui il cuore “batteva forte” davvero: non solo nell’ansia allucinante delle fughe, ma anche in quella dei preparativi, governati dai dubbi e dalle incertezze e condizionati da problemi pratici di soluzione spesso non facile: basti pensare, come Stefano Zecchi ricorda opportunamente, che a Pola non si trovavano più legname per imballaggi e chiodi per chiudere le casse, che non a caso vennero razionati, costringendo parecchie famiglie ad abbandonare molte cose di casa ed effetti personali.

    Nondimeno, quelli erano tempi in cui i valori fondanti della famiglia, della fede e della patria erano talmente essenziali da non ammettere dubbi di fronte all’alternativa tra diventare jugoslavi o scegliere la civiltà, sia pure sacrificando quanto si era realizzato in una dura vita di lavoro: l’Autore, anche in sede di presentazione, non ha mancato di accennarvi, paragonando quelle certezze e quella passione all’attuale disincantamento consumista e materialista che ha provocato tante conseguenze non certo positive anche a livello familiare. Tuttavia, la conclusione si apre alla speranza, in tutti i sensi ed in tutte le possibili chiavi di lettura: Zecchi, infatti, afferma con sicura convinzione, e vorremmo dire con fede, che “mai nulla è deciso una volta per sempre”

    Il romanzo mette in evidenza una straordinaria capacità di valutazione umana dei personaggi, con riguardo speciale al recupero del rapporto tra padre e figlio, già compromesso dalla guerra che aveva sottratto Flavio, per lunghi anni, alle cure della famiglia; ma nello stesso tempo è un’opera di cultura che ha il pregio di mettere a fuoco la tragedia dell’Istria con una potenzialità d’informazione a tutto campo certamente superiore a quella dei testi di storia. E quindi, da raccomandare “toto corde” per conoscere meglio lo strazio delle foibe e del grande esodo.

    c.m.

  4. Eccidio di Vergarolla – ultimo atto prima dell’Esodo da Pola
    STRAGE DI VERGAROLLA – 18 AGOSTO 1946
    La pulizia etnica voluta da Tito a danno degli italiani, ed ammessa senza mezzi termini dai suoi massimi luogotenenti quali Gilas e Kardelj, ebbe il momento di punta negli eccidi delle foibe, proseguiti a lungo, anche dopo la guerra, in spregio al diritto positivo, e prima ancora, a quello naturale.
    Un episodio di particolare e tragica efferatezza, che conviene proporre al ricordo di tutti, fu la strage di Vergarolla, compiuta nei pressi di Pola il 18 agosto 1946, sedici mesi dopo la fine del conflitto: in una giornata di festa, elementi dell’OZNA, la polizia politica jugoslava, fecero brillare 28 mine di profondità (contenenti esplosivo per circa dieci tonnellate) che erano state depositate sulla spiaggia, provocando un centinaio di Vittime.
    Fu un atto intimidatorio per costringere la popolazione italiana ad abbandonare Pola, con un esodo in massa che coinvolse il 92 per cento degli abitanti. Ufficialmente, la paternità della strage rimase ignota per molti anni, anche se tutti sapevano quale ne fosse la matrice, ma in tempi recenti l’apertura degli archivi inglesi di Kew Gardens (Foreign Office) ha permesso di mettere in chiaro la verità, con i nomi degli esecutori materiali.
    Vergarolla fu un atto proditorio e vile, compiuto a danno di una popolazione inerme, richiamata anche da una manifestazione sportiva, e costituita in buona misura da bambini, donne ed alcune persone anziane: le 64 Vittime identificate avevano un’età media di 26 anni. Per molti altri, fu impossibile ricomporre i poveri resti, letteralmente disintegrati dall’esplosione.
    Ecco i Nomi delle Vittime conosciute (per ciascuna, con indicazione dell’età).
    BALDUCCI Leon Bruno 25
    BERDINI Amalia 34
    BERDINI Emilio 36
    BERDINI Luciana 5
    BORRI Valeria 50
    BRANDIS Alberto 3
    BRANDIS Ferruccio 34
    BRESSAN Salvatore 27
    BRONZIN Francesca 41
    CHERPAN Paolo 24
    CONTUS Emma 50
    CROSILLA Adelina 24
    DEBONI Caterina 31
    DEMARIN Ida 27
    DE TOFFOLI Giuliana 23
    DINELLI Norina 6
    DINELLI Olao 37
    DINELLI Otello 2
    DINELLI HEGEDICH Amalia 36
    FARAGUNA Stefania 31
    GILVE Jolanda 28
    GIURINA Nadia 11
    LUCHEZ Rosina 20
    LUSSI Maria 37
    MANCINI Giovanna 60
    MARCHI Silvana 5
    MARESI Caterina 37
    MARESI Franco 8
    MARESI Graziella 5
    MARESI Marina 3
    MARINI Liliana 23
    MARRA Camilla 30
    MARTIN Argia 42
    MARTIN Nicolò 10
    MICHELETTI Alberto 37
    MICHELETTI Carlo 9
    MICHELETTI Enzo 4
    MIHALIEVICH Ornella 32
    MINGARONI Palmira 50
    MINGARONI Riccardo 49
    MUGGIA Vitaliano 14
    NICCOLI Maria Luisa 12
    NOVAK Maria 48
    QUARANTOTTO Anita 37
    RICATO Aurelio 10
    ROCCO Gianna 5
    ROCCO Licia 8
    ROCCO Mario 36
    ROICI Gianfranco 12
    ROICI Lucio 15
    SABATTI Francesco 35
    SACCON Fulvio 3
    SACCON Riccardo 50
    SACCON Trifone 42
    SPONZA Alberto 55
    SUCCI Carlo 6
    TONIOLO Francesco 45
    VICCHI Vilma 23
    VIDULICH Giovanna 72
    VIVODA Sergio 8
    VOLCHIERI Alfredo 28
    VOLCHIERI Jolanda 34
    ZAVERSNICH Francesco 30
    ZELESCO Edmondo 6

    Dalla strage di Vergarolla, come dal genocidio programmato a danno degli italiani di Venezia Giulia e Dalmazia, sono passati oltre 60 anni: tanti, ma non troppi per coloro che piangono i propri Caduti, e per i pochi superstiti che ricordano con raccapriccio quella tragedia agghiacciante, e la perversità delle sue motivazioni.
    Qui, si vuole soltanto rammentare il clima di terrore che si diffuse a Pola, e l’indignazione del Consiglio comunale che inoltrò un’immediata e vibrante protesta al Comando Supremo Alleato del Mediterraneo ed a quelli locali, senza alcun apprezzabile seguito: la Corte d’inchiesta non pervenne, o non volle pervenire, a risultati probanti. Anzi, a breve distanza da Vergarolla giunse notizia che anche Pola, diversamente da quanto era stato ipotizzato, sarebbe stata ceduta alla Jugoslavia.
    Di qui, l’esodo compiuto entro i primi mesi del 1947 da parte di un popolo che aveva una grande colpa, quella di essere italiano; ma che nonostante il dolore seppe affermare con grande dignità e coraggio i valori etici di civiltà e giustizia, e quello di un esemplare amore patrio.

    ECCIDIO DI VERGAROLLA (18 agosto 1946)
    Motivazione decisiva dell’Esodo da Pola
    (92% dell’intera cittadinanza)
    Testimoni:
    Elio Dinelli, figlio di Caduti
    Wanda Muggia, sorella di un Caduto
    Lino Vivoda, fratello di un Caduto
    Bibliografia essenziale:
    * Pasquale De Simone, Ripresa italiana a Pola dopo il maggio 1945, Edizione ANVGD, Gorizia 1989.
    * Lino Vivoda, L’Esodo da Pola – Agonia e morte di una città italiana, Nuova Lito Effe, Piacenza 1989.
    * Flaminio Rocchi, L’Esodo dei 350 mila Giuliani, Fiumani e Dalmati, Edizioni Difesa Adriatica, Roma 1990.
    * Lino Vivoda, Campo profughi giuliani – Caserma Ugo Botti – La Spezia, Edizioni Istria Europa, Imperia 1998
    * Regina Cimmino, Quella terra è la mia terra. Istria: memoria di un esodo, Edizioni Il Prato, Padova 1998
    * Wanda Muggia, Natalia, Casa Editrice Nuovi Autori, Milano 1999.
    * Wanda Muggia, L’epoca di Wanda, Editrice L’Autore Libri, Firenze 2003.
    * Lino Vivoda, Libero Comune di Pola in Esilio – 60 anni di cronache della diaspora polesana, Edizioni L’Arena di Pola, Trieste 2005.
    * Raul Pupo, Il lungo Esodo – Istria: le persecuzioni, le foibe, l’esilio, Edizioni Rizzoli Storica, Milano 2005.
    * Wanda Muggia, Il percorso della foto storica, Il Filo Editore, Roma 2007
    * Angelo Orsini, L’Esodo a Latina – La storia dimenticata dei Giuliani e Dalmati, Editore Aracne, Roma 2007
    . * Carlo Montani, Vergarolla: una verità definitiva, in “Rivista della Cooperazione Giuridica Internazionale”, anno X numero 29, Nagard, Milano 2008.
    * Riccardo Basile, Cronologia essenziale della storia d’Italia e delle terre Giulie, a cura della Federazione Grigioverde, Editore Italo Svevo, Trieste 2010.
    * Jan Bernas (a cura di), Ci chiamavano Fascisti. Eravamo Italiani, Mursia, Milano 2010.
    * Pierluigi Pallante – , Il giorno del Ricordo – La tragedia delle Foibe, Editori Riuniti, Roma 2010..

  5. Giorno del Ricordo – 10 febbraio 2010 – TUGLIE

    Tuglie è un Comune della nobile terra salentina che due anni or sono, memore del contributo di sangue dato dai suoi figli durante i conflitti mondiali del Novecento, ha dedicato un bel volume (Lucio Causo, Presente alle Bandiere: Gli Eroi di Tuglie Caduti nelle due guerre mondiali) alla memoria di coloro che si immolarono per l’Italia. Furono 177, con un’incidenza di almeno tre punti sulla popolazione residente, e col conferimento di ben 18 Medaglie al Valore, quasi a sottolineare un grande apporto di fede, di passione e di valori patriottici che è doveroso tramandare ai posteri.

    L’iniziativa di Tuglie e della sua Amministrazione comunale, consapevolmente supportata dalla Provincia di Lecce e dalle Associazioni d’Arma, assume un significato morale che ne trascende il pur meritorio assunto celebrativo, e deve essere segnalata quale punto di riferimento per iniziative consimili, all’insegna di un beninteso amore di Patria.

    In questa ottica, non sorprende che il Comune di Tuglie, d’intesa con la struttura scolastica locale, si sia reso promotore di una commemorazione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo di Foibe ed Esodo istriano, fiumano e dalmata, affidando ai suoi studenti il compito di svolgere un’ampia ricerca collettiva tradotta su DVD e presentata ad un folto pubblico nel corso di due stimolanti conferenze, rispettivamente riservate ai giovani ed alla cittadinanza.

    L’iniziativa, resa possibile dalla disponibilità di una Biblioteca comunale funzionale e di cospicui riferimenti bibliografici “bipartisan”, ha permesso ad oltre cento studenti (quattro classi) delle medie inferiori, nell’ambito di una doverosa libertà d’apprendimento, di comprendere quanto accadde nelle tormentate terre giuliane e dalmate, in particolare negli anni plumbei compresi fra il 1943 ed il 1947 che videro, secondo le testimonianze più autorevoli, l’estremo sacrificio di 16.500 italiani incolpevoli, ed il grande Esodo di altri 350 mila, dispersi per le vie del mondo a seguito dell’iniquo trattato di pace.

    Il Prof. Carlo Briganti, Ordinario di storia nell’Università di Lecce, ha tenuto la relazione principale, smontando puntualmente le tesi giustificazioniste e sottolineando la scelta di civiltà e di giustizia compiuta dagli esuli, indotta dal disegno di pulizia etnica e classista programmato dalla Jugoslavia di Tito: da una parte, a danno degli italiani, e dall’altra, contro tutti gli oppositori. Sono state significative, poi, alcune testimonianze dirette, portate da Angelo Tomasello e Laura Brussi, esuli da Pola, e da Carlo Montani, esule da Fiume.

    Il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, il Sindaco di Tuglie, Daniele Ria, ed il Vice Sindaco Massimo Stamerra hanno portato il saluto delle rispettive Amministrazioni, ponendo in evidenza, accanto alla dimensione di una grande tragedia collettiva, quanto sia stato immotivato, in primo luogo moralmente, il lungo silenzio che ha caratterizzato quelle vicende sino agli albori del nuovo millennio, quando le mutate condizioni politiche hanno permesso, se non altro, di dare vita al Giorno del Ricordo, la cui legge istitutiva proposta dall’On. Roberto Menia, figlio di esuli, fu votata dal Parlamento con una maggioranza praticamente unanime.

    Particolarmente toccanti sono stati gli interventi studenteschi, coordinati dal Dirigente scolastico Marino Campa, dalle docenti Roberta Cerutti e Irene Pisanello, e dal Direttore della Biblioteca, Antonio Rima, al quale si debbono questa nuova coinvolgente “presenza alle bandiere” (comprese quelle di Fiume e dell’Istria opportunamente offerte al comune omaggio), e la conclusione non priva di rinnovate emozioni, quando i presenti hanno intonato l’Inno Nazionale d’Italia.

    Nel concerto di conformismo retorico che spesso prevale, il messaggio di autenticità e di coinvolgimento giovanile che è venuto da Tuglie costituisce un rinnovato motivo di speranza. Del resto, come è stato detto, la storia non finisce oggi, e le vie della giustizia, per quanto impervie, sono sempre perseguibili.

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