Dislessia

Oltre 200 persone alla sala dei Notari di Perugia per fare il punto sulla dislessia. Forte la presenza di insegnanti e genitori.

Confronto tra esperti e istituzioni
Genitori e esperti: “Necessarie azioni coordinate e sistematiche sulla dislessia”
Istituzioni: Maria Prodi (Assessore regionale Lavoro e Istruzione) e Donatella Giano (dirigente regionale Sanità): “Primo passo per intervenire è capire l’entità del fenomeno della dislessia”
Capire l’entità del fenomeno in Umbria per predisporre interventi coordinati tra i diversi assessorati regionali, la scuola e i servizi sanitari per non lasciare sole le famiglie. Questa, in sintesi, la “road map” che è uscita fuori dal convegno dal titolo “Dislessia: iniziative ed approfondimenti” organizzato dall’A.I.D. (Associazione Italiana Dislessia) sez. di Perugia e dal Centro F.A.R.E. di Perugia – Centro specialistico per la Dislessia e le Difficoltà di Apprendimento – e che mette d’accordo Ufficio Scolastico Regionale, esperti, insegnanti e genitori.
Una dichiarazione di intenti che arriva a seguito delle tante azioni realizzate in Umbria negli ultimi anni per indagare e affrontare il fenomeno dislessia e che ieri, nel corso degli “stati generali umbri sulla dislessia”, sono state illustrate e sulle quali è stata necessaria una riflessione.


Un tema particolarmente sentito, quello della dislessia, che ieri ha richiamato oltre 200 persone tra insegnanti e genitori, sul quale negli ultimi anni molto è stato fatto, ma sul quale oggi bisogna intervenire in maniera sistematica.
Fino a una decina di anni fa, la dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento, non venivano riconosciuti come tali; spesso sottovalutati o trattati come forme di ritardo mentale. Il mancato riconoscimento non permetteva di intervenire in maniera efficace con conseguenze negative per lo sviluppo intellettivo e psicologico dei ragazzi.
Oggi la situazione in termini di riconoscimento del disturbo e di presa in carico dei ragazzi affetti è nettamente migliorata, il fenomeno è in crescita e il numero di ragazzi dislessici aumenta solo perché si cerca e si riconosce la dislessia.
A mancare sono però gli interventi sistematici e coordinati per la valutazione e il trattamento da un lato e per la formazione degli insegnati dall’altro.
In altre parole, cosa sottolineata più volte nel corso del pomeriggio, bisogna attivare un sistema di tutela che coinvolga scuola, famiglia e servizi sanitari.
Il convegno è stato un’occasione di confronto e dibattito tra operatori e istituzioni umbre sui temi legati alla dislessia, un momento per fare il punto sulle azioni messe in campo fin ora e su quelle future da sviluppare. Molti gli interventi e le testimonianze da parte di insegnanti e genitori che hanno raccontato le loro esperienze ponendo delle domande ai rappresentati delle istituzioni presenti in sala che non si sono sottratti al confronto.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi, realizzati negli scorsi anni in Umbria, rivolti ai bambini e ai ragazzi affetti da disturbi specifici dell’apprendimento e le azioni di formazione rivolte a genitori e insegnanti realizzati dall’A.I.D. sez. Perugia in collaborazione con l’Ufficio scolastico Regionale e la Regione Umbria.
Presenti all’incontro, coordinato dal giornalista Andrea Chioini e dalla referente A.I.D. Umbria Marina Locatelli; Maria Prodi, Assessore regionale al Lavoro e all’Istruzione; Sabrina Boarelli, Ufficio Scolastico Regionale; Maria Donata Giaimo, dirigente dell’assessorato alla Sanità Regione Umbria; Giovanni Mazzotta, Università degli Studi di Perugia; Corrado Rossetti pediatra, responsabile del progetto “Nati per leggere” e Miranda Crisopulli responsabile dei servizi età evolutiva AUSL 2.

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