Scuola: regolamenti istituti tecnici e professionali

Nella seduta del 20 gennaio 2010 approvati a maggioranza i pareri favorevoli agli schemi di Regolamenti. Respinti quelli dell’opposizione

La VII commissione cultura della Camera, nella seduta del 20 gennaio 2010, ha approvato a maggioranza i pareri favorevoli sui regolamenti per gli istituti tecnici e professionali.

I pareri alternativi delle opposizioni sono stati respinti.

Dopo i pronunciamenti del Consiglio di Stato, che aveva sollevato numerose obiezioni, come previsto, è stato approvato anche il parere della VII commissione della Camera che, per quanto favorevole, pone numerose condizioni e osservazioni per l’avvio dei nuovi ordinamenti.

Per gli istituti tecnici si pone come prima condizione che l’avvio del nuovo ordinamento avvenga dalla sola prima classe come da noi richiesto con forza.

Particolarmente importante è la richiesta del ripristino, tra gli istituti tecnici del settore economico, degli indirizzi “commercio estero” e “programmatori” (anche con le compresenze nei laboratori di informatica).

La commissione non si è espressa sulla presenza negli istituti tecnici dei licei scientifici/tecnologici, facendo presagire in questo modo che essi, nella nuova versione liceale a tutto tondo, in prospettiva saranno collocati fuori da questi istituti.

Per gli istituti professionali si chiede:

•di prevedere la confluenza di alcuni indirizzi degli istituti d’arte per le lavorazioni artigianali a carattere artistico
•la possibilità di rilasciare qualifiche in attesa della compiuta attuazione da parte di tutte le Regioni delle competenze esclusive in materia
•la possibilità di ammettere agli esami di maturità, previa frequenza dello specifico corso coloro che sono in possesso del diploma professionale di tecnico conseguito nei percorsi quadriennali della Formazione Professionale.
Per entrambi i regolamenti si sottolinea in particolare l’esigenza di:

•rafforzare ulteriormente l’obbligo di istruzione anche per favorire la reversibilità delle scelte
•rivedere le tabelle di confluenza e definire quelle degli attuali indirizzi sperimentali
•modificare le denominazioni dei titoli finali per evitare confusioni con analoghi titoli
•incrementare le compresenze nel biennio in particolare per i laboratori di fisica e chimica
•prevedere una fase transitoria che assegni i nuovi insegnamenti alle attuali classi di concorso in attesa della complessiva revisione delle stesse
•disciplinare dettagliatamente la riduzione di orario nelle classi successive alla prima e limitarla a solo 2 ore
•definire con maggiore chiarezza il ruolo degli esperti nelle commissioni d’esame
•consentire l’utilizzo delle quota dell’autonomia sull’organico regionale e non a livello di singola istituzione.
E’ anche presente un riferimento alla valorizzazione dei percorsi di apprendistato ai fini dell’assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione che appare particolarmente significativa, data la coincidenza con il tentativo, in Commissione lavoro della Camera, di smantellare l’obbligo di istruzione, con l’emendamento che ne prevede l’assolvimento anche con l’apprendistato a riprova della determinazione di questo Governo a smantellare le conquiste sul versante dei diritti degli ultimi anni!

La Commissione propone anche di prevedere ulteriori articolazioni degli indirizzi e delle opzioni sia per i tecnici che per i professionali, sulla base delle richieste delle parti sociali interessate, anche se si limita solo ad alcune tipologie.

Nel parere si interviene anche su argomenti estranei alla delega dando indicazioni su percorsi post secondari (ITS e poli tecnologici) perfino ipotizzando l’utilizzo del personale attualmente in organico sulla secondaria.

Come si può notare, anche la maggioranza della VII Commissione della Camera non ha potuto tacere e non sottolineare molte delle piaghe che la FLC Cgil aveva denunciato sia nel corso delle audizioni parlamentari che negli incontri al Miur, rispetto al testo passato in prima lettura al Consiglio dei ministri: la partenza sui primi due anni, la mancanza di un biennio comune, la confluenza degli istituti d’arte, il taglio dei laboratori, la presenza di esperti nelle commissioni degli esami di stato, etc..

Un parere non vincolante ma con tante condizioni, che si aggiungono a quelle poste dal Consiglio di Stato, che imporrà una profonda revisione dei regolamenti prima dell’approvazione in seconda lettura in Consiglio dei Ministri.

Quello che è certo è che da queste condizioni e osservazioni esce una situazione sempre più confusa, in cui non si sa più che cosa ci sarà e che cosa non ci sarà.

Come faranno le scuole a predisporre il piano dell’offerta formativa ed a orientare genitori e studenti per le iscrizioni assume le connotazioni di un giallo.

Le nostre richieste di rinvio escono sempre più rafforzate da questa situazione: non è una questione politica, è una questione di buon senso!

Via: www.flcgil.it


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