E poi si chiedono perchè non studiamo…, racconto di Bianco Aurora

A quanti di noi non è mai capitato di bigiare? Chi non è neanche una volta stato a casa da scuola per paura di un’interrogazione? E proprio qui sta il problema: la paura. Molti professori, infatti, instaurano nella classe una politica del terrore. Perché questo accade? Forse nel tentativo di incentivare il livello di studio della classe? O forse soltanto per uno scarso appagamento nella vita privata? Non sta a noi studenti dirlo. Sta a noi, però, giudicare questo metodo; il voto qui lo diamo noi. Il voto siamo noi, indipendentemente dai nostri tre e i nostri quattro. Un sei e mezzo, preso da una persona che ricorderà per sempre quei tre concetti base che ha studiato sulla Rivoluzione Francese, equivale a un nove al professore, mentre, invece, quell’otto e mezzo, preso dal ragazzo che ha studiato senza un minimo di interesse e che dimenticherà tutto una volta consegnata la verifica, corrisponde ad un quattro regalato.

Un professore che dà fiducia ai propri alunni, arrivando addirittura a non fare separare i banchi al momento della verifica, otterrà voti più alti e sicuramente meno imbrogli di un insegnante che passa tra i banchi per controllare che “il nemico non attacchi” (a copiare). Non siamo più nell’epoca di Machiavelli; chi è più crudele non è più rispettato, ma solo più temuto, e visto che il fine dei professori non dovrebbe essere il mantenimento del potere (di cosa poi?!), una politica più elastica e più fiduciosa sarebbe molto gradita, oltre che efficace.

Come diceva Daniel Pennac , infatti, non è il dieci dello studente modello il vanto del professore, bensì il sei e mezzo di quello che non ha mai studiato, in quanto significa l’insegnante ha svolto bene il suo compito, che non è far promuovere l’alunno, ma farlo interessare alla cultura affinché porti avanti degli studi e contribuisca a rendere migliore questo mondo in cui, purtroppo o per fortuna , siamo costretti a vivere.

La costruzione di una casa dipende tutta dalle basi, o meglio, da chi le pone. Quest’articolo non è presunzione; so che non posso sapere cosa significhi essere un insegnante. So, però, cosa significa essere uno studente e lo sappiamo TUTTI.

Vediamo di non scordarlo.

Bianco Aurora

Frequento il liceo linguistico D. Crespi di Busto Arsizio,dove ho scritto per il giornalino della scuola. Ho sempre avuto la passione per la scrittura, ma non ho mai partecipato a concorsi.


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