Dalla parte dei sorrisi, racconto sulla scuola di Chiara Pezzani

David (Ghana, 8 anni): “Maestra, conosci mio fratello William? Studia a Parma anche lui”.
Io: “Eh, no, con tutta la gente che sale sul treno… Come posso sapere qual è tuo fratello?”
David: “Ma come fai a non conoscerlo, è marrone come me!”

Ho preso fra le dita la biro che usavo quando lavoravo per il comune, ripescandola dall’astuccio che non uso mai.
Inconscio tentativo di prolungare qualcosa che è finito.
Pensare che non mi è mai piaciuta, questa biro così tozza, con la sua cannuccia a bande bianche e azzurre, la sua impugnatura grossa e poco ergonomica…
Ma stasera ci siamo riavvicinate, e lei mi ha ricordato che c’erano dei momenti in cui la usavo.
Quando disegnavo fiori ai bambini, o correggevo i compiti al doposcuola, o aggiungevo appunti sui quaderni dei miei studenti del corso di italiano, lei era un prolungamento dei miei pensieri su un pezzo di carta.
Non so perché, ma i picchi verso il basso non li tratteggia.
E, infatti, gli istanti in cui ho collezionato delusioni o arrabbiature non me li ricordo già più.
“Possibile”, le dico, “Possibile che tu non mi faccia vedere quella serie di giornate storte in cui ero oberata di impegni e rimpiangevo il momento in cui dissi di sì, accettando di intraprendere questo cammino?”.
La biro tace. Certo, e che altro dovrebbe fare? Una biro non parla, scrive.
E’ questo il suo compito.
E lei si mette a scrivere di quando, nel primo giorno di servizio, fui assalita da un nugolo di bambini vocianti che venivano ad abbracciarmi, e la prima cosa che riuscii a focalizzare in quella miriade di colori fu il sorriso accogliente di Francesca, radioso come un sole di marzo; di quando, in un pomeriggio piovoso e malinconico, mentre camminavo immersa nei miei pensieri, udii all’improvviso una vocina di bambino intonare allegramente “La canzone degli angioletti” (era una canzone che ero solita cantare nel periodo in cui prestavo assistenza alla scuola dell’infanzia. L’assistente avevo smesso di farla qualche mese prima, ma Matteo, 3 anni, la mia canzone se la ricordava ancora); di quando sentii uscire per la prima volta un timido “Sì” dalle labbra di una bambina con un ritardo psico-motorio; di tutte le volte che ho riso insieme ai miei studenti del corso- e sono state davvero tante.
“Non c’eran barriere in quelle lezioni
Foriere di tante sincere emozioni;
Non c’eran colori a tenerci lontano,
Ci univa un affetto profondo ed umano”.
Lungo il passare dei giorni mi sono svuotata di me per riempirmi dei sorrisi che ho incontrato, e lo spirito è cresciuto, lievitato come una bolla di sapone.
Trasparente e pieno di luce.
Talvolta le bolle cadono verso il basso, o si sgonfiano, o –peggio- scoppiano, ma finché ci saranno i bambini a soffiare sotto per farle volare, loro continueranno a salire su in alto, fino a sciogliersi nell’azzurro.

Chiara Pezzani

Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica presso l’Istituto “F. Gonzaga” di Castiglione delle Stiviere (Mantova), mi sono iscritta alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Parma, presso la quale sono laureanda. Nel corso degli anni mi sono dedicata ad una serie di attività lavorative extra-curricolari, con le quali ho avuto modo di ampliare le mie competenze e capacità pratiche: barista; cameriera; commessa in alcune gelaterie e in una pizzeria al taglio; animatrice dei gruppi estivi di bambini; traduttrice occasionale di siti e brochures per alcune ditte della provincia di Mantova e Brescia; e ho appena terminato un anno di servizio civile (svolto all’interno del mio comune di residenza), che mi ha vista in veste di assistente ad personam nella scuola dell’infanzia, aiuto-educatrice al doposcuola delle elementari e coordinatrice di un corso serale di italiano per extracomunitari adulti. Ho viaggiato in Francia, Grecia, Russia (in occasione della vincita di una borsa di studio che prevedeva un soggiorno di 3 mesi nella città di San Pietroburgo), Inghilterra (Londra; Oxford, dove sono stata grazie alla vincita di una borsa di studio che prevedeva un soggiorno di 3 settimane).
Fra i vari hobbies coltivo preferibilmente la lettura, il disegno, il ricamo, la creazione di bigiotteria, la scrittura.
Sono stata vincitrice, negli ultimi due anni, di alcuni concorsi letterari locali, di uno organizzato dalla rivista “Cipria” (nel 2006) e di uno patrocinato dalla casa editrice “Vincenzo Grasso” e dalla Società Dante Alighieri (Comitato di Padova), nel settembre di quest’anno.


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