Mendicanti di stupore, racconto sulla scuola di Guglielmo la Cognata

Quindici anni dopo il diploma, armati di barili di crema solare per evitare brucianti sorprese e fare del Sole un amico per la pelle, la III G al gran completo è pronta a ripetere la circumnavigazione dell’Etna.
L’età media è di 33 anni, per la serie 2001 odissea nell’ospizio.
Ci guida, con un passo da capitano degli alpini che ne rafforza un carisma senza pari, il prof. di arte, il più vecchio e il meno stanco. Scartato dalle SS perché troppo severo, ha qualche anno, qualche ricordo, qualche lettura e un carattere tanto forte da suggerirne l¹imitazione.
Affrontiamo, senza fretta e senza tregua, un ripido sentiero, così generoso da regalarci squarci di un maestoso scenario che spazia dal vulcano alla costa. Abbiamo la percezione di effettuare un viaggio agli albori del mondo.
Le nuvole accarezzano i crateri, apparendo e svanendo come in una danza. Il silenzio è assoluto, rotto solo dal vento e dalla vita di questa possente officina geologica. Ad avere un buon udito si dovrebbe sentire la terra che gira.
Mentre divoriamo il pranzo a sacco, chiedo al prof. il perché di questa escursione.
Risponde con gli occhi che brillano come la punta di un sigaro acceso.
Il silenzio m’invade, s’impadronisce di me, mi trasporta in alto e mi rende davvero libero. E’ come se ci fosse un¹intesa segreta con questi luoghi, quasi leggessi la pagina di un libro scritta proprio per quanto ho d’irrisolto.
Ormai la colonna sonora della nostra vita è diventata il traffico. Occorre cambiare musica.
Mi chiedo di me. Ho 852 pensieri in testa, tutti in fila indiana.
Oggi, finalmente, mi sono incontrato.

Guglielmo La Cognata
docente di storia e filosofia


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