Racconto sulla scuola di Rosalinda Gianguzzi

LETTERA AD UN FIGLIO CHE POTEVA ESSERE IL MIO” di Rosalinda Gianguzzi

A Vito e alla sua famiglia.

E’ tutto il pomeriggio che un urlo echeggia nella mia mente!
L’urlo di una givane vita, che già dalla radice del suo nome non chiedeva che essere vissuta.
L’urlo di una madre che stasera soffre il più crudele e innaturale dei dolori: un genitore che sopravvive al figlio.
L’urlo del compagno in ospedale che si chiede perchè?
Perchè è sopravvissuto?
Perchè continuerà a vivere ricordando giorno per giorno questa tragedia, inchiodato forse ad una sedia che non gli permetterà di fuggire dal suo dolore!
E soprattutto l’urlo che fino a ieri questi angeli e martiri gridavano festosi:
noi la crisi non la paghiamo!
E invece a loro è stato presentato il conto salatissimo, e alle loro famiglie.
Il conto di spese e scelte scellerate di altri.
La coperta è corta sentiamo dire spesso, ma stasera scoperti sono rimasti loro, angeli innocenti senza riparo, al freddo: il freddo della morte!
Sotto le forbici dei tagli è capitato il filo della loro vita!
Quello di Vito reciso, quello degli altri irrimediabilmente danneggiato!
Ed ora ci vorrebbe un dovereroso silenzio, ma vuote parole di circostana, fanno capire che nessuno si assumerà le responsabilità!
Nessuno aldilà di promesse, riunioni, e buoni propositi farà nulla: se non stringere la mano ai genitori di Vito o ai sopravvissuti, qualche anno dopo mentre riapriranno quella stramaledetta classe, sotto i flash dei fotografi!
Ed ancora un urlo, mi muore in gola, e in petto, l’urlo disperato di chi sa, che sotto quei tetti mette ogni giorno i propri figli!
Come in una roulette russa!
Perchè c’è crisi, e se non li mandi a scuola non puoi lavorare e se non lavori moriranno lo stesso:di fame!
E con il mio silenzio omertoso la consapevolezza di diventare complice di quegli assassini, che tengono i propri figli sotto tetti incrollabili.
Il robusto tetto del benessere economico!
Per loro la crisi non arriva mai, neanche quella di coscienza.
A Dio affido allora, le mie figlie, e ad un nuovo angelo, che spero le terranno lontane dalle prossime tragedie annunciate, sperando che anche in cielo non siano figlie di un Dio minore!
Buona lunga notte VITO e lenisci le sofferenze della tua mamma!


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