Siete sicuri? di Marino Tarizzo

Ma siete sicuri che volete la scuola pubblica?

Lì ci potete trovare di tutto, obesi ed anoressici, aliti agliacei e curry ascellare, normanni e magrebini.

Non è più comodo un bell’Istituto privato, magari confessionale, che, con una bella retta e il giusto omaggio al rettore pedofilo, assicura l’emissione del pezzo di carta?

Ma siete sicuri che volete la scuola pubblica?

Lì rischiate di trovare docenti frustrati eppur non rassegnati che parlandovi di Platone e Cristo, Voltaire e Marx, Freud e Gandhi vi facciano venir voglia di pensare con i vostri sette neuroni.

Non è più utile una scuola che tralasci roboanti verbosità e vi assembli i pochi file necessari per il vostro vero ruolo sociale, quello di produttori, magari di fuffa finanziaria o televisiva, ma produttori?

Ma siete sicuri che volete la scuola pubblica?

Lì, siccome frequentata da tutti, potreste trarne l’insana deduzione che tutti siano uguali, con la non marginale conseguenza di dare pure ancora credito a quel vecchio papiro frusto della Costituzione.

Non è più moderno e liberale un percorso formativo meritocratico che remuneri i figli degli inserzionisti del plesso, quelli dei boss politici e mafiosi, di preti, ruffiani e portaborse?

Ah, ecco, supponevo, c’è stato un fraintendimento!

Siete stati distratti dall’assonanza, voi pensavate si parlasse di scuola pubica. Eh no, non potete pretendere troppo, la scuola che forma la persona e la personalità e blàblà, e poi pure l’educazione sessuale. Cioè, oltre che pubblica, pure laica!

Ma dove e soprattutto quando pensate di vivere, ai tempi di Mazzini forse?

Ai tempi di Nanolandia, epifenomeno fasciofolcloristico della nuova glaciazione del pensiero, la partecipazione pubblica è ammessa solo alle selezioni per veline e tronisti. Quella è l’unica scuola, la scuola unica.

Se siete tra i pochi cui ciò non vi basta io vi posso pure offrire il mio compiaciuto compatimento ma comunque sappiate che, se permarrete in tale strambo convincimento, il futuro per voi saranno organi riproduttivi maschili dal ph nettamente inferiore a sette.

Marino Tarizzo

Nato dalle parti del torto, in provincia di Torino, lo stesso giorno di Amnesty International, lo stesso anno della rivoluzione dell’isola che non c’è. Umorista, cicloescursionista, vignettista e altre disfunzioni.
Pubblicazioni: poesie “Lieve stato piretico” Terzo Millennio 1998, “Suoni di antichi utensili” Taurus 2001, vignette “Humor con cervello” Ed. 2002, racconti “La crasi delle liliacee” Ibiskos 2003 “Uno sguardo obliquo dal bosco” Firenze Libri 2008, “Aforismi” Graphe 2008.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *