Scuola: da tutta Italia in piazza con la CISL

 

Scuola: da tutta Italia in piazza con la CISL

Scrima: No ad una politica scolastica “costretta nella camicia di forza di una manovra finanziaria” che taglia risorse per più di 8 miliardi.

Bonanni: la scuola non regge questi “tagli”.

Sono arrivati da ogni parte d’Italia i lavoratori della scuola per la manifestazione che la CISL ha tenuto oggi a Roma, in piazza Bocca della Verità. E’ una partecipazione vivace e colorata, che concede ampio spazio all’ironia rivolta soprattutto all’indirizzo, com’è inevitabile, del ministro Gelmini.

Si sono alternati sul palco, prima degli interventi conclusivi di Francesco Scrima e Raffaele Bonanni, alcuni gruppi folcloristici; sono presenti anche “alunni” (un po’ attempati) che sfoggiano il classico grembiulino con fiocco. In un clima vivace e scanzonato si collocano però richieste molto serie e “pesanti”: ridurre i “tagli” previsti anche per il prossimo anno scolastico, dare un lavoro stabile ai precari, trovare le risorse per rinnovare il contratto.

La CISL ha volutamente evitato di ripetere l’ennesima manifestazione di pura protesta, dando alla sua mobilitazione – della quale si sottolinea il carattere pienamente sindacale – obiettivi precisi, sui quali attende dal Governo risposte altrettanto chiare e immediate.


No ad una politica scolastica “costretta nella camicia di forza di una manovra finanziaria” che taglia risorse per più di 8 miliardi. Con queste parole Francesco Scrima, Segretario Generale della categoria, ha aperto il suo intervento – in mattinata a Roma – alla manifestazione della CISL.

Di fronte a migliaia di partecipanti provenienti da tutta Italia, Scrima ha denunciato i pesanti disagi che segnano l’avvio dell’anno scolastico e ha definito “inimmaginabile” che la scuola possa sopportare anche gli ulteriori “tagli” in programma per l’anno prossimo.

Da qui la richiesta urgente al Governo dell’apertura di un “tavolo” per la revisione della “manovra”, perché si riduca l’entità dei “tagli” medesimi e si riveda la loro distribuzione nel tempo.

La CISL, inoltre, chiede di riprendere il piano di assunzioni varato con la Finanziaria 2007, per dare stabilità di lavoro ai precari, e indica come obiettivo “realistico e non demagogico” la copertura dei posti vacanti e disponibili, perché “non è accettabile che si affidi a contratti a tempo determinato il 20% del lavoro nella scuola”.

Terza richiesta, le risorse per rinnovare il contratto, considerando assolutamente insufficienti quelle stanziate ad oggi in Finanziaria.

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Le denunce e le richieste della categoria sono state riprese e ribadite con forza da Raffaele Bonanni, estremamente critico, in un suo significativo passaggio, nei confronti del ministro Gelmini.

Il leader della CISL, a sostegno delle legittime richieste del sindacato, ha affermato che quello del ministro è un atteggiamento “pericoloso” quando definisce il sindacato un fastidioso ingombro sulla strada della sua politica scolastica.

La presenza di Bonanni sottolinea l’importanza che la Confederazione di via Po assegna alla “vertenza scuola”, in cui è direttamente coinvolta e impegnata.

Si tratta, infatti, di questioni la cui valenza non riguarda solo gli operatori del settore, ma investe l’intera società che della scuola – e di una scuola di qualità – ha più che mai bisogno per sostenere i processi di crescita e di sviluppo.

Investire sulla scuola, che significa investire sulla persona e sulla sua promozione, deve tornare ad essere – ha sottolineato Bonanni – “una doverosa priorità per il Paese”.

 

Via: www.cislscuola.it


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