Scuola: il settore non regge i tagli previsti

 

SCUOLA: SCRIMA (CISL), SETTORE NON REGGE I TAGLI PREVISTI (dal notiziario ANSA)
La scuola non regge i tagli previsti, la manovra va cambiata: lo ha chiesto con forza il Segretario Generale della CISL Scuola, Francesco Scrima, presentando oggi – assieme al leader della Confederazione, Raffaele Bonanni – la Manifestazione Nazionale del 31 ottobre.

“Riteniamo di dover rivendicare, perché possibile e sensato” – ha dichiarato Scrima – “un riesame dei provvedimenti sugli organici adottati in attuazione della legge 133. Sono insostenibili e lo dimostrano i disagi che segnano l’avvio dell’anno scolastico”.

“La stessa amministrazione” – ha proseguito Scrima – “se ne rende conto nel momento in cui sottoscrive intese con le Regioni proprio per trovare la risposta, con interventi compensativi, non solo a una emergenza di tipo occupazionale, ma anche alle difficoltà che sul territorio si riscontrano rispetto al soddisfacimento del fabbisogno formativo”.


Sottolineando quindi che la CISL si è opposta alla politica del Governo “con le armi della ragionevolezza” e con “la credibilità di un’organizzazione che non può essere accusata di ideologismo preconcetto”, Scrima ha ricordato che 131.900 posti in meno fra docenti e ATA in tre anni scolastici “equivalgono al 66% dei dipendenti dell’intero gruppo Fiat, a 10 volte i dipendenti Alitalia-Cai, alla quasi totalità dei dipendenti delle Poste italiane”.

Il sindacalista si è anche soffermato sulla questione del rinnovo contrattuale sollecitando risorse adeguate “non solo per tutelare il potere d’acquisto dei salari, ma anche per valorizzare il lavoro“.

E a proposito delle retribuzioni degli insegnanti (un professore delle superiori – ha citato ad esempio – parte da € 1.300 e arriva, dopo 35 anni, a € 1.950) ha sottolineato il “grave ritardo” rispetto alla media europea.

Quanto al precariato, è stata ribadita la necessità di coprire tutti i posti vacanti con assunzioni stabili. “Chiediamo una verifica e il rilancio del piano di assunzioni, chiediamo interventi” – ha concluso Scrima – “che consentano di superare le tensioni e il contenzioso sulle graduatorie, con regole certe, trasparenti ed eque”.

 

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