Scuola primaria: tra impegno e denuncia per il diritto all’istruzione

 

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Scuola primaria: tra impegno e denuncia per il diritto all’istruzione

I tagli di organici e di risorse stanno massacrando la nostra scuola migliore: lo sforzo del personale a mantenere comunque alta la sua qualità si deve accompagnare alla denuncia delle gravi responsabilità del Governo.

L’avvio dell’anno scolastico sta portando alla luce in tutta la sua drammaticità la situazione della scuola primaria.

La modifica degli assetti ordinamentali e i tagli delle risorse e degli organici stanno provocando una sorta di sisma che si propaga seguendo linee di frattura e intensità diverse nei vari territori. I danni sono ingenti e si vedono.

Il Ministero spinge con forza verso il modello 24 ore con maestro unico. E’ per andare in questa direzione che ha assegnato gli organici in base alle 27 ore settimanali per le classi prime, e in base alle 30 per le altre classi.

Ma molti moduli prima funzionavano secondo modelli orari superiori alle 30 ore settimanali, fino a realizzare, in talune situazioni, i cosiddetti “tempi pieni modularizzati”.
Se si escludono i casi in cui sono state mantenute le 40 ore (non chiameremo “tempo pieno” un contenitore che tenderà sempre più a svuotarsi di qualità nel marasma generale), il tempo scuola è diminuito in modo generalizzato. Le scuole però, in uno sforzo tenace, stanno reagendo tentando comunque di garantire da un lato il tempo scuola più esteso possibile, per andare incontro alle esigenze delle famiglie (totalmente disattese dal MIUR, ricordiamo la vicenda iscrizioni) e, dall’altro, cercando di salvaguardare il più possibile gli elementi che avevano reso eccellente la nostra scuola elementare: modularità, compresenza, individualizzazione, didattica aperta al territorio ecc.


E’ uno sforzo titanico e, come annunciato ufficialmente, l’anno prossimo altri tagli si aggiungeranno.

Che quella della primaria sia gente abituata a fare con quel che c’è, a rimboccarsi le maniche e ad andare avanti lo si sapeva (e la manifestazione del 30 ottobre 2008 ha dimostrato attraverso la presenza di migliaia e migliaia di genitori, nonni, zii, amministratori locali , associazioni… quanto la scuola primaria sia riconosciuta e stimata socialmente) e infatti è quello che sta accadendo anche stavolta. E’ un atteggiamento encomiabile.
La FLC si riconosce profondamente nella tenacia con cui le scuole stanno lavorando per salvaguardare la qualità dell’istruzione dei bambini e delle bambine di questo Paese. In questo impegno quotidiano, tenace, professionale vanno utilizzate tutte le possibilità offerte dalle prerogative dell’autonomia, ribadite persino nel recente Atto di indirizzo inviato alle scuole, e degli istituti contrattuali a tutt’oggi vigenti.

Al tempo stesso è doverosa la denuncia.

Il Paese, i genitori, gli amministratori devono essere posti a conoscenza della gravità di ciò che sta accadendo. Ogni qualvolta lo sforzo (dei dirigenti, degli insegnanti, dei collaboratori scolastici) per garantire i diritti dei bambini e la qualità della scuola si infrange contro i nuovi ordinamenti o contro la mancanza di risorse, ciò va denunciato, divulgato e reso oggetto di mobilitazione, la più partecipata possibile.

La FLC sarà a fianco della scuola: per offrire sostegno e consulenza, per organizzare occasioni di approfondimento sui diritti dei bambini e delle bambine e su come si possono garantire, per sostenere mobilitazioni locali e generali contro il disegno di questo governo che vuole semplicemente distruggere la scuola pubblica.

 

Via: www.flcgil.it


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