Miur: sentenza TAR sarà superata da emendamento il Ministero va avanti

 

Comunicato sulla scuola del Ministero della pubblica istruzione

 

Miur: sentenza TAR sarà superata da emendamento il Ministero va avanti

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in merito alla sentenza del TAR precisa che la notizia riportata questa mattina dagli organi di informazione non costituisce un fatto nuovo ed è la naturale conseguenza di una notizia vecchia. L’ordinanza del TAR che stabilisce l’inserimento a pettine dei precari è la scontata conseguenza del recente rigetto, da parte del Consiglio di Stato, dell’appello già proposto dall’amministrazione.
Il Miur, con il consenso di gran parte dei sindacati, ha pronto un emendamento al Decreto Ministeriale salvaprecari che conferma i provvedimenti del Ministero e che consentirà di rendere inefficace il pronunciamento del TAR e di evitare il commissariamento.
Con l’emendamento che sarà proposto in sede di conversione del DM salva-precari, il Ministero non consentirà il trasferimento da una graduatoria all’altra, garantendo (e limitando) però la possibilità di inserimento in coda in altre 3 province (in posizione subordinata rispetto a coloro che sono già inseriti in queste ultime).


In questo modo, mentre vengono quindi garantite le legittime aspettative di coloro che hanno da tempo scelto una provincia e non devono essere scavalcati dai nuovi inseriti o dai trasferiti dell’ultima ora, con l’inserimento in coda in altre 3 province, vengono ampliate le possibilità di ottenere assunzioni a tempo indeterminato o determinato, soprattutto in quelle province in cui le graduatorie risultano meno affollate. Non è giusto, a giudizio del Miur, deludere l’aspettiva legittima di chi ha scelto una graduatoria provinciale per la sua iscrizione e si vede scavalcato da un trasferimento dell’ultimo momento di un candidato di un’ altra provincia.
Il Miur ribadisce dunque la determinazione a portare avanti le proprie scelte convinto che rispondano a criteri di giustizia, serietà e modernità.
Nulla dunque cambierà rispetto a quanto già deciso dal Ministero.


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