Tagli agli organici nella scuola: il Ministero non ha fatto sconti

 

Tagli agli organici nella scuola: il Ministero non ha fatto sconti

Inesatte le cifre sui tagli effettivi agli organici dei docenti apparse in questi giorni su alcuni quotidiani.

Dai dati ufficiali pubblicati la scorsa settimana sul sito del Miur e relativi all’organico di diritto 2009-2010, emerge che rispetto all’organico di diritto dello scorso anno la variazione sul numero dei docenti è pari a circa 27.200 posti in meno.
Da questo dato sembrerebbe che il taglio di posti sui docenti effettuato dal ministero sia più basso di circa 15.000 unità rispetto ai 42.000 previsti nel piano programmatico del Ministro.

Un bello sconto, solo se fosse vero!
Come dire, “una buona notizia per chi lavora nella scuola”, come qualcuno ha affermato, e una notizia che dovrebbe far rientrare, almeno in parte, le proteste di alcuni sindacati e associazioni nei confronti del ministro Gelmini. Peccato che le cose non stanno affatto come, in modo un po’ affrettato, si potrebbe desumere dai dati sull’organico di diritto pubblicati dal Miur.


Il taglio reale, infatti, e cioè i posti di lavoro in meno, non si computa facendo la differenza tra organico di diritto 2009-2010 e organico di diritto 2008-2009, ma tra l’organico di fatto (cioè i posti effettivamente autorizzati, e dunque gli stipendi che paga il Tesoro) dell’anno scolastico che è appena iniziato, con quello dell’anno precedente.
E il dato esatto e definitivo sui posti effettivamente attivati lo si conoscerà non prima di fine ottobre, novembre. E’ solo a questa data che ogni anno il Miur fornisce i dati effettivi. Tra l’altro, in questo anno, molte operazioni sono state effettuate in ritardo, per cui non sono da escludere tempi più lunghi rispetto agli anni scorsi.
Quindi sarà solo a quella data, e sui dati dell’organico di fatto, che si potranno tirare le somme di quanto è stato sottratto alla scuola, sia sul versante del personale docente che sul personale Ata, rispetto al taglio preventivato di 42.000 posti docenti e 15.000 Ata. Per un totale di 57.000 posti di lavoro in meno nella scuola e tutti in un solo colpo!
Proviamo a spiegare perché, nonostante che la riduzione sull’organico di diritto dei docenti rispetto allo scorso anno sia pari a 27.200 unità, alla fine i tagli effettivi saranno comunque sempre pari a 42.000.

Tre le ragioni principali:
•La dotazione organica di sostegno. Nel decreto sugli organici è stata confermata la dotazione complessiva dello scorso anno, come previsto dalla finanziaria 2008, e pari a circa 90.000 posti. Di questa dotazione complessiva però, la quota in organico di diritto è passata da circa 53.000 posti dello scorso anno a 58.000 (quindi + 5.000), mentre la quota aggiuntiva in organico di fatto si è ridotta di pari entità (- 5.000 posti). Per cui al dato del Miur sull’organico di diritto vanno sottratti 5.000 posti in meno autorizzati nel fatto sempre per il sostegno. Quindi il taglio effettivo sale da 27.200 posti in meno a 32.200.
•Poi, come noto, nel decreto sugli organici era stata prevista rispetto al diritto una ulteriore riduzione nell’organico di fatto pari ad altri 5.000 posti. Taglio che è stato effettivamente fatto con le disposizioni (e le tabelle) emanate dal MIUR a luglio: Circolare Ministeriale n. 63 del 6 luglio 2009. Pertanto la riduzione effettiva sale ancora da 32.200 unità a 37.200.
•Infine, occorre avere presente che, nella scuola secondaria di primo grado, fino allo scorso anno la seconda lingua comunitaria era stata assicurata con posti ed ore aggiuntive in deroga solo in organico di fatto, visto che i precedenti ordinamenti prevedevano nel diritto solo una lingua straniera. Tale dotazione aggiuntiva era pari, complessivamente, a circa 5.000 posti in più.

Ora, con il nuovo ordinamento della scuola media tale insegnamento è stato inserito in organico di diritto a scapito di ore di altre discipline. Questa modifica farà risparmiare al Tesoro altrettanti posti (e stipendi) che fino allo scorso anno venivano attivati in deroga in organico di fatto ed ora non più.

Di conseguenza il taglio effettivo sale di altri 5.000 posti, che sommati ai 37.200 di cui sopra, arriva complessivamente a 42.000. Tanto quanto previsto nel piano del Ministro.

In conclusione, non c’è alcuna ragione per ritenere attenuato il nostro giudizio complessivo sulla manovra economica del governo sulla scuola, perché alla fine i tagli saranno sostanzialmente quelli previsti sia sul personale docente che Ata. Non sarà certo qualche eventuale centinaio di posti in meno tagliati che risolverà la situazione di tante scuole.

Una conferma per continuare nella mobilitazione contro le politiche di questo governo sulla scuola e più in generale su tutti i comparti della conoscenza.

 

 

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