Trapani, tagli alla scuola: i precari denunciano l’immobilismo della classe politica

 

Trapani, tagli alla scuola: i precari denunciano l’immobilismo della classe politica

Coordinamento Precari FLC Cgil Trapani
Comunicato stampa
Il 5 ottobre si è svolta una seduta straordinaria del Consiglio provinciale di Trapani, aperta alla partecipazione della cittadinanza con un ordine del giorno su “i tagli alla scuola”.

Numerosa la partecipazione di docenti e ATA precari, genitori e studenti. Presenti i rappresentanti dei Sindacati e il Dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Trapani.

La seduta è stata animata da moltissimi interventi di docenti, ATA, genitori, studenti e consiglieri, che hanno denunciato i problemi della scuola, a partire dai 911 posti tagliati in provincia di Trapani tra docenti e ATA, dai gravi problemi relativi alla sicurezza determinati dal sovraffollamento delle aule e dalla insufficienza strutturale degli edifici scolastici determinati dai tagli del personale e accorpando le classi fino a 33-36 alunni. Stiamo assistendo a un ulteriore acuirsi del problema a causa della legge 133, della Riforma Gelmini e del progetto di legge Aprea, che hanno fatto precipitare una situazione già drammatica.


Tenuto conto del fatto che la discussione non ha portato a nulla di significativo, in quanto:

1.alla seduta erano stati invitati tutti i parlamentari nazionali e regionali eletti in questa provincia, i quali risultavano, tuttavia, tutti assenti “ingiustificati”, mostrando la loro totale indifferenza verso i bisogni primari dei lavoratori;
2.il Presidente Turano, di cui si è notata l’assenza per tutta la durata della seduta, è intervenuto soltanto alla conclusione dei lavori su sollecitazione dei genitori e dei lavoratori. Egli si è limitato a dichiarare la sua totale impossibilità ad intervenire sulla questione del lavoro e, quindi, la sua indisponibilità ad agire con un atto politico per rappresentare il problema ai governi nazionale e regionale.
Il coordinamento dei precari, un gruppo di studenti e alcuni consiglieri provinciali, hanno, dunque, deciso di restare in assemblea permanente nei locali dello stesso consiglio e si sono fermati per continuare la discussione e manifestare il grande disagio, in attesa che la classe politica mostri la sua disponibilità ad intervenire fattivamente per far fronte al più grande licenziamento di massa della storia del paese. Il progetto risponde ad una logica di divisione del paese che deliberatamente penalizza fortemente il Sud e che agisce ancor più pesantemente in un territorio, come il nostro, afflitto da un altissimo tasso di disoccupazione e dalla presenza mafiosa che dalla precarietà del lavoro e dalla debolezza del sistema dell’istruzione trae alimento per prosperare e ridurre la libertà e i diritti di cittadinanza.

I precari rilevano che non è più tempo di solidarietà e di sterili ordini del giorno ma di un impegno concreto della classe politica trapanese, finalizzato a sollecitare i leader nazionali, affinché ritirino i provvedimenti scellerati che distruggono la scuola pubblica della Costituzione e negano il diritto fondamentale al lavoro del personale che per anni ha prestato con dedizione il suo servizio allo Stato e alla società e che ora viene licenziato con un semplice atto governativo sotto silenzio e nell’indifferenza generale.

Il coordinamento ribadisce l’inadeguatezza del decreto “salva precari”, in quanto non prevede alcuna risorsa aggiuntiva per le scuole, le cui casse sono vuote (e che per questo motivo spesso non si chiamano neppure i supplenti per assenze di 15 giorni), e degli accordi Stato-Regione, che sono il primo passo verso la devolution applicata alla scuola, e aprono la strada alla perdita dell’unitarietà della scuola pubblica sancita dalla Costituzione.

I precari di Trapani continueranno la loro protesta ad oltranza con iniziative continue e capillari nel territorio provinciale fino ad avere le risposte loro dovute e invitano il mondo della scuola e tutta la cittadinanza a sostenere la mobilitazione.

 

Segui il nostro blog sulla banca e quello sull’ università


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *