Scuola e innovazione: Un docente su cinque non usa mai il computer

 

 

 

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SCUOLA: INSEGNANTI RIMANDATI IN TECNOLOGIA.
L’HARD DISK? UN GRUPPO ROCK.

Un docente su cinque non usa mai il computer, ma 8 su 10 navigano per informarsi e per incontrarsi su Facebook. I loro insegnanti? I figli. La tecnologia a scuola? Sì, purché ci sia formazione

Milano, 22 settembre 2009. Insegnanti italiani rimandati in materie tecnologiche. 7 su 10 usano i computer abbastanza abitualmente, ma senza una vera formazione (spesso hanno imparato dai figli). Navigano su Internet, frequentano i social network, auspicano una scuola maggiormente tecnologica. Ma scavando più in profondità arrivano gli strafalcioni: confondono il notebook con Facebook, credono che Outlook sia un’espressione dei giovani per indicare che si è fuori moda e alcuni pensano che l’Hard disk sia un gruppo metal molto popolare su Internet.

È quanto emerge da un’indagine condotta su circa 1.000 insegnanti di scuole primarie e secondarie e realizzata da Edu-Tech in occasione del primo convegno dedicato al futuro della scuola che si aprirà giovedì 24 settembre a Milano e che vedrà confrontarsi docenti, educatori, istituzioni e addetti ai lavori sui temi del rapporto fra scuola e tecnologia.

Il primo dato è abbastanza rassicurante: il 67% degli insegnanti italiani (quasi 7 su 10) usa abitualmente il computer. C’è chi lo fa quotidianamente (24%) e chi qualche volta alla settimana (43%). I docenti in assoluto non tecnologici – quelli che non accendono mai il computer – sono il 18% (quasi uno su 5).

Tra coloro che, in varia misura, si mettono spesso o periodicamente, davanti a un PC, un quarto (26%) afferma di essere un autodidatta, e un altro quarto (25%) ha imparato nientemeno che grazie ai figli. Il 19% ha seguito dei corsi, e un volenteroso 13% ha imparato a “smanettare” perché ha sposato un partner più tecnologico.

Insegnanti 2.0: su Internet per informarsi e per comunicare.
E uno su due va su Facebook

I cosiddetti insegnanti 2.0 in realtà non pochi, se è vero che il 20% di chi usa il Pc si connette al web tutti i giorni, il 40% lo fa “spesso” e il 19% almeno un paio di volte alla settimana.

Su Internet ci si informa (78%), si controlla la posta elettronica (73%) e, sorpresa, si naviga spesso e volentieri sui social network (47%). Un insegnante su tre (33%) afferma di comunicare e confrontarsi spesso con i colleghi e un 29% sostiene di usare Internet per aggiornarsi sulla propria materia di insegnamento. Al di là del web, il Pc lo si usa meno per l’utile (preparare le lezioni, 21%) e più per il dilettevole (guardare film in dvd, 65%).

Ovviamente le opinioni su Internet in quanto risorsa per l’insegnamento trova gli intervistati divisi. Il 41% afferma che si tratta effettivamente di uno strumento che la scuola italiana deve ancora sfruttare appieno e il 19% ritiene addirittura che si tratti di un mezzo per comunicare meglio con i ragazzi. Poi ci sono le voci contrarie: il 12% vuole tenere Internet separato dalla professione di docente; il 10% lo considera un pericolo per la serietà dell’approfondimento e della ricerca; il 7% lo bolla come una perdita di tempo.

Eppure la tecnologia a scuola trova favorevole la maggioranza degli insegnanti (64%), fra chi la considera un fattore indispensabile per il suo sviluppo (31%); chi uno strumento per facilitare la comunicazione (19%), chi un modo per coinvolgere di più e meglio gli studenti (14%).

Le tecnologie ritenute più indispensabili per la scuola? Computer a tutti gli studenti (71%), l’accesso a Internet negli istituti (58%), maggiore presenza di prodotti didattici multimediali (51%), lavagne interattive digitali al posto di spugna e gessetto (37%) e introduzione dei libri di testo digitali (25%).

Formazione, 7 insegnanti su 10 la considerano indispensabile: in materie tecnologiche le lacune abbondano

Per facilitare il passaggio a una scuola più tecnologica 7 insegnanti su 10 considerano la formazione sempre più indispensabile. Anche perché, scendendo sul tecnico, anche loro mostrano lacune e strafalcioni. Alcuni esempi? A sapere il vero significato dell’espressione “hard disk” (il disco di memoria fissa del computer) è il 44% degli intervistati. Gli altri lo confondono con cd e dvd (21%), col motore del computer (19%) o addirittura credono sia un complesso musicale heavy metal (16%).

Non va meglio in tema di software: l’Outlook è il programma di posta elettronica per il 62% degli insegnanti. Gli altri si sbizzarriscono tra le risposte come: “un espressione dei giovani che indica che non si è al passo coi tempi”; oppure: “la tecnologia alla base del funzionamento dei navigatori satellitari”.

Ancora, il Notebook è un pc portatile per il 57% degli insegnanti. Ma se alcuni lo confondono con Facebook (19%), altri credono sia un nuovo registro per le note in formato elettronico (14%). La LIM (sigla che designa le nuove lavagne multimediali) è conosciuta appena dal 24% della classe docente. Il 36% lo confonde con un programma del Ministero.

Ma la chicca finale è la confusione sull’espressione “download”. Ne azzecca il significato corretto (trasferimento di file da Internet) il 55% degli intervistati, ma il 20% è sicuro che si tratti di un programma per ascoltare la radio sul web. Mentre l’11% crede che si tratti di un computer con qualche problema nel funzionamento o con qualche cromosoma in meno: un computer down…load, appunto.

 

www.edu-tech.it


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