Tagli alla scuola pubblica e risorse per le private: questa è la riforma del Ministro Gelmini

 

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.

Via: www.flcgil.it

Da mesi sosteniamo che l’obiettivo vero del Ministro Gelmini è distruggere la scuola pubblica per far posto alle private.

Finalmente si ammette che avevamo ragione!

Tra quelle che il Ministro definisce riforme vi è pure “un sostegno economico per chi studia nelle paritarie”. Le risorse da dare alle scuole paritarie sarebbero recuperate dai tagli alle scuole pubbliche, violentando la nostra Costituzione.

Non si possono utilizzare strumentalmente i dati OCSE, che peraltro dimostrano come le politiche di questo Governo si muovono in direzione opposta rispetto ad un miglioramento della qualità negli apprendimenti, per sostenere che bisogna favorire le scuole private.

Il Ministro Gelmini e il Governo sappiano che, se è quella la strada che intendono perseguire, la mobilitazione riprenderà con un intensità ancora maggiore a partire dal primo giorno del nuovo anno scolastico perché è in gioco il diritto all’istruzione per tutti che è tra i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale.

Roma, 18 giugno 2009


2 Replies to “Tagli alla scuola pubblica e risorse per le private: questa è la riforma del Ministro Gelmini”

  1. A dire il vero le scuole private prendono già un sacco di soldi dallo Stato.
    – 900 MILIONI di EURO all’anno per pagare gli stipendi degli insegnanti delle scuole private;
    – 20 MILIONI di EURO all’anno per pagare i buoni scuola degli alunni delle scuole private;
    – Imprecisati MILIONI di EURO all’anno per mantenere le strutture delle scuole private.

    Quanti soldi gli vogliono dare ancora?

    La nostra Costituzione dice espressamente che le scuole paritarie, quindi private, sono riconosciute dallo Stato italiano al pari di quelle pubbliche, ma SENZA ONERI PER LO STATO!
    Le scuole private sono degli esercizi commerciali: ti viene offerto un servizio in cambio di soldi (le rette). Se l’esercizio vende i suoi prodotti continua, altrimenti chiude. Non mi sembra che lo Stato dia soldi a commercianti come, ad esempio, i parrucchieri (che danno sempre un servizio) per mandare avanti l’esercizio!
    Le scuole private dovrebbero tornare un casino di soldi alle scuole pubbliche perché le hanno derubate di ciò che gli spetta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *