Chiampo e i bulli nella scuola

Chiampo. Amarezza, preoccupazione ma anche certezza che si tratti di un episodio isolato. Sono queste le sensazioni di amministratori ed educatori di Chiampo dopo l’episodio di bullismo che ha visto il paese catapultato alla ribalta della cronaca nazionale, con i cinque adolescenti tra i 12 e i 14 anni, tre italiani e due stranieri, che se la sono presa con un loro compagno indiano poco più piccolo, legandolo con il nastro isolante a un segnale stradale, filmandolo con un telefonino e poi andando a scuola come se nulla fosse. I cinque sono stati segnalati alla procura della Repubblica del tribunale dei minori di Venezia, con l’ipotesi di sequestro di persona aggravato in concorso. «Si è trattato di un singolo episodio, per quanto esecrabile. Non abbiamo segnali che si tratti di un comportamento diffuso e non ha connotazioni di tipo razzista – afferma il sindaco Antonio Boschetto – è stato un comportamento da condannare, avvenuto forse perchè un leader ha trascinato gli altri che si son resi conto fino a un certo punto di quel che stavano facendo: lo pensavano un gioco, mentre si tratta di cose da non sottovalutare. Servirà affrontare la questione con la scuola e le famiglie, senza emotività, in maniera equilibrata. Il messaggio da trasmettere è che le regole devono essere rispettate e serve attenzione alla persona e alla sua dignità».
Amareggiata il consigliere regionale Giuliana Fontanella, che oltre a essere stata sindaco di Chiampo, alla scuola media “Negro” è stata per molti anni insegnante. «Sono dispiaciuta per l’immagine del mio comune e della mia scuola – commenta – ma sono convinta chescuola e paese siano comunità vivibili, che hanno sempre espresso grande solidarietà. Soprattutto noi adulti dovremmo fare un esame di coscienza, perchè l’enfatizzazione di certi atteggiamenti fa scattare nei ragazzi fenomeni che non trovano giustificazione: serve vedere dove questi fenomeni nascono, cosa li abbia scatenati e che messaggi noi adulti abbiamo trasmesso. Come insegnante sono sempre stata abituata a parlare moltissimo con i ragazzi, e mi piacerebbe sapere perchè l’hanno fatto e se hanno capito la gravità del gesto. Si è trattato, ad ogni modo, di un gesto ignobile che va punito, ancor più perchè è stata lesa la dignità di una persona: la società ha regole che vanno rispettate, e oltre a spiegare ai ragazzi che hanno sbagliato serve rappresentarglielo».



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *