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Aperte le iscrizioni al test di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia in inglese per l’anno accademico 2013-14

Il processo di ammissione ai corsi di Medicina in lingua inglese comporta grandi novità tra cui una data anticipata in cui poter sostenere il test, denominato IMAT (International Medical Admissions Test), punti aggiuntivi a chi è in possesso di un certificato di lingua inglese riconosciuto e valutazione dei voti scolastici.

Cambridge English Language Assessment, già Cambridge ESOL, esperti mondiali nel campo della valutazione, collabora per la terza volta con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) per lo sviluppo del test di ammissione alle facoltà di medicina e chirurgia che offrono i corsi esclusivamente in lingua Inglese.
Il test si terrà il prossimo 15 Aprile, con un anticipo di quasi 5 mesi rispetto agli anni scorsi, per facilitare l’iscrizione universitaria da parte degli studenti e per migliorare il processo di selezione da parte delle università.
Il test potrà essere sostenuto presso le università statali che offrono il corso esclusivamente in lingua inglese, tra cui Bari, Milano Statale, Pavia, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata e Seconda Università di Napoli. Grazie alla rete dei Centri d’Esame Cambridge sarà possibile sostenere il test in ben diciotto località del mondo quali Buenos Aires, Sao Paolo, Beijing, Jeddah, Dubai, Londra, New York, Tel Aviv, Barcelona, Monaco e altre otto città di rilevanza internazionale.
Nick Beer, Direttore Cambridge English Language Assessment Italia, commenta “La data anticipata permette ai giovani studenti di pianificare il loro futuro prima del termine della loro carriera scolastica. Rende inoltre l’università italiana più attraente agli occhi degli studenti stranieri facilitando quindi il processo di internazionalizzazione degli atenei italiani. Vivendo in Italia da oltre 25 anni, so per esperienza che le università italiane offrono una formazione di qualità e meritano una visibilità maggiore nel mondo.”
Un’ulteriore novità è rappresentata dal riconoscimento delle certificazioni di competenza di lingua inglese in possesso dei candidati nonché del loro rendimento scolastico. Infatti, coloro che supereranno l’IMAT con un minimo di 20 punti e che già detengono un certificato tra quelli elencati nel Decreto Ministeriale del 14 febbraio 2013 n. 109, otterranno 5 punti aggiuntivi. Fino a 5 punti invece saranno assegnati in funzione dei risultati ottenuti durante i tre anni precedenti l’anno di maturità.
L’iscrizione all’ IMAT è possibile unicamente tramite il portale UniversItaly (www.universitaly.it/) dal 18 febbraio al 20 marzo. Gli studenti dovranno registrarsi e scegliere l’ateneo presso il quale intendono frequentare il corso e la sede in cui sostenere il test, sia in Italia che all’estero. Quest’anno il MIUR ha deciso di destinare 194 posti a studenti della Comunità Europea e 96 a studenti non comunitari residenti all’estero.

Informazioni su Cambridge English Language Assessment
Cambridge English Language Assessment offre la più prestigiosa gamma al mondo di qualifiche di lingua Inglese. Nel 2013 si celebrano 100 anni di attività.
Più di 4 milioni di candidati all’anno sostengono gli esami Cambridge English in oltre 130 paesi.
Cambridge English Language Assessment è parte di Cambridge Assessment, un’organizzazione senza scopo di lucro della University of Cambridge, riconosciuta come il più grande ente di valutazione linguistica in tutto il mondo.
In Italia gli esami Cambridge English sono gestiti da 150 centri in tutto il territorio e supportati da un ufficio centrale con sede a Bologna che coordina e assicura un programma di qualità, offrendo supporto professionale, formazione e ricerca.

Per maggiori informazioni:
Sarah Ellis – Paola Della Loggia
Cambridge English Language Assessment, Italy
Via Testoni, 2, 40123 Bologna
Tel. 051 5880207
Fax 051 224192
www.cambridgeesol.it/

L’assurdità dei test di ammissione ai corsi di medicina e chirurgia: lettera aperta a Napolitano

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica di una diplomata liceale anno scolastico 2011/2012, in riferimento all’iscrizione ai corsi a numero chiuso di medicina e chirurgia.

Egregio Signor Presidente della Repubblica,

le scrivo queste poche righe per sottolineare una situazione in Italia che non piace a molti. Io sono una studentessa di Napoli diplomata nell’anno scolastico 2011/2012 presso un liceo scientifico e ora mi trovo a vivere la problematica dei test universitari a numero chiuso che mi precludono il futuro desiderato. In particolare quello della Facoltà di Medicina e Chirurgia è un test a dir poco assurdo, le domande alle quali noi studenti siamo sottoposti sono sempre molto difficili e ogni anno il grado di difficoltà non fa che aumentare ed a causa di ciò, molti studenti che come me sognano di fare il medico da quando erano bambini debbono rendersi conto di trovarsi la strada sbarrata da un odioso test! Non possiamo continuare a giudicare in questo modo i nostri futuri medici! Un test non attesta davvero quanto quella persona sia motivata. Perciò le chiedo di fare qualcosa per poter cambiare questa situazione. So benissimo che ogni anno gli studenti che si iscrivono alla Facoltà di Medicina e Chirurgia sono troppi ma esistono altre strade oltre al test d ingresso per selezionare gli studenti più adatti, ad esempio si potrebbe solo all’inizio lasciare entrare tutti ma solo coloro che riusciranno a portare a termine tutti gli esami dei primi due anni potrebbero avere la possibilità di continuare il corso di studi. In questo modo si può testare direttamente se uno studente è adatto o meno alla professione del medico, se è adatto o meno al fine che si è prefisso. Le chiedo di provare solo per un po’ ad immaginare come io e molti altri studenti possiamo sentirci quando ci viene tolta la possibilità di realizzarci nella professione che più desideriamo, la prego di credermi se inoltre le dico che questa lettera le è stata scritta tra una lacrima e l’altra! Spero di essere riuscita almeno in parte a trasmetterle i miei sentimenti e quelli di molti altri studenti e che per questo ci aiuti a cambiare le cose! La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.
Distinti saluti
Federica Esposito

Napoli

L’allieva che scrive è una studentessa seria, che ha portato avanti la sua carriera scolastica in una scuola Italiana di Napoli la quale accoglie allievi come Federica, proveniente, come molti dei nostri studenti, da una famiglia attenta alle esigenze dei propri figli ma certamente non appartenente ai ceti sociali “facilitati” da una economia ricca, conoscenze capaci di “aiutare” i propri amici ed i figli di questi, o, peggio (e ne siamo lieti), da “famiglie” con poteri di persuasione di vario tipo. Personalmente ho l’esperienza di una figlia, oggi venticinquenne che, dopo essersi laureata con lode alla triennale di Biologia generale applicata ed alla Magistrale di Biologia con indirizzo molecolare, sempre con lode, alla Federico II di Napoli, è (finalmente!), riuscita, nel corso del passato anno scolastico, ad iscriversi a medicina, per divenire quello che ama essere: un medico.
Inutile dire che le hanno fatto ripetere finanche l’esame di biologia molecolare e compie salti mortali per trovarsi al terzo anno di corso (essendo stata “facilitata” con una iscrizione al secondo anno), con gli esami in regola.
Perché rendere così complessa ai nostri giovani la possibilità di iscrizione a medicina? Evidentemente il sistema di “reclutamento” attuale non taglia fuori soltanto gli “inidonei”, ma anche ragazzi che ce la metterebbero tutta per restare in linea con gli esami e meritare la fiducia concessa loro con una forma di iscrizione libera. Porre fuori, nel corso del biennio, pur se con una iscrizione libera, quanti si dimostrino incapaci di mantenere una certa perfomance negli esami, appare più valido (così come “consiglia” la nostra Federica), piuttosto del tagliare fuori tanti giovani i quali si mostrano poi così meritevoli nel tempo da mostrare che non sia stata giusta la loro esclusione dell’iscrizione a causa dei test di medicina.
Provate ad ascoltarli. Darebbe certamente più fiducia ai nostri giovani rispetto ad uno sbarramento iniziale che tanto, nel passato anche recente, è stato persino fonte di sospetti, giusti o ingiusti che fossero.