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Gli studenti rifiutano il baronato nelle scuole

Il Ministero dell’Istruzione ha convocato il Forum delle Associazioni Studentesche per la giornata di oggi 9 marzo. Il Forum avrebbe il compito di rappresentare gli studenti davanti all’istituzione ministeriale, esprimere pareri sulle proposte ministeriali e portare esso stesso delle proposte. Ma è evidente che l’intenzione con cui è stato convocato non è altro che un tentativo per legittimare i provvedimenti scellerati che il ministero sta portando avanti.

Infatti non solo il Forum non è stato convocato una sola volta durante i mesi dell’autunno, come abbiamo richiesto, quando a gran voce gli studenti erano scesi nelle piazze d’Italia per proporre l’ AltraRiforma e difendere la scuola pubblica portando un’altra idea di scuola da quella della Gelmini. Ma non si accinge neanche ad aprire un confronto sull’edilizia scolastica e il diritto allo studio, temi coi quali centinaia di migliaia di studenti sono chiamati a confrontarsi quotidianamente e di fronte ai quali il ministero ha finto soltanto sordità.
L’unico tema che interessa al Ministero è creare un sistema di baronato nella scuola da poter poi spacciare per “meritocrazia” all’opinione pubblica.

Parteciperemo al Forum questo pomeriggio portando i nostri temi nella speranza che si possa aprire un dialogo costruttivo e non strumentale, benché non possiamo non registrare una pesante chiusura del Ministero alle esigenze degli studenti e la volontaria inattuazione dei principi minimi di democrazia.

Unione degli Studenti

Scuola: studenti in piazza, come è andata la giornata, quali progetti futuri?

Da Torino a Palermo, passando per Roma, Cosenza, Reggio Calabria, Viterbo, Campobasso si sono svolti cortei mattutini degli studenti delle scuole superiori. “Gli studenti che anche oggi sono scesi in piazza sono preoccupati per il loro futuro e per quello del paese” – dichiara Tito Russo, coordinatore dell’Unione degli Studenti – gli slogan e gli striscioni dove le parole ‘futuro’ e precarietà’ sono ricorrenti ci testimoniano l’ansia di una generazione. “Chiediamo innanzitutto alla Gelmini di leggersi i documenti che approva in Consiglio dei Ministri, dato che continua a negare i tagli chiaramente previsti nell’ultima manovra finanziaria su tutti i fronti, dai libri di testo per le scuole elementari fino alle borse di studio universitarie ridotte fino al 90%”. Oltre ai cortei, anche molte assemblee straordinarie si sono svolte oggi negli istituti scolastici, come a Bari dove alla prima ora di lezione in quasi tutte le scuole gli studenti si sono riuniti in assemblea. “Sentiamo il bisogno di raccontare e far conoscere i nostri problemi di studenti alla politica e alla cittadinanza tutta”, sottolinea l’UdS. “Ci preoccupano i problemi dell’edilizia scolastica, della qualità della didattica, dell’assenza di fondi per garantire il diritto allo studio. Così come siamo fortemente contrari al collegato lavoro recentemente approvato, che consente di assolvere l’obbligo di istruzione con apprendistati in aziende già a 15 anni”. Le proteste continueranno anche nel prossimo periodo, domani a Napoli si terrà il corteo nazionale indetto dai precari della scuola e a cui l’UdS ha aderito, e già fervono i preparativi per la giornata studentesca internazionale del 17 novembre. “Sarà una giornata di grande partecipazione nelle città, con iniziative culturali in cui presenteremo le nostre proposte di AltraRiforma della scuola” dichiara l’UdS.
UNIONE DEGLI STUDENTI

Gli studenti conoscono la costituzione?

2 giugno festa della Repubblica: tutti a Milano in difesa della Costituzione. Il 2 giugno, data fondativa della nostra Repubblica, della nostra Costituzione e rilancio della tradizione risorgimentale di libertà e di unità nazionale, la Cgil sarà presente alla grande manifestazione di Milano.

Indetta da un comitato di associazioni, tra cui Acli, Anpi, Arci, Cgil e altre, ha un titolo significativo: “La Costituzione è base della nostra libertà” (testo dell’appello – volantino – manifesto CGIL).

Conoscere la Costituzione
“[…] Il 42,9% degli studenti italiani ammette di avere soltanto una ”conoscenza media” della Costituzione mentre il 35,3% ne ha una ”piuttosto scarsa”. Soltanto il 36,5% ha in casa una copia della Carta, anche se il 65% ritiene che i Padri costituenti abbiano fatto un buon lavoro.

Sono dati freschissimi, ancora provvisori ma attendibili, che emergono da una ricerca svolta dall’associazione Proteo Fare Sapere, su un campione di 1.100 studenti di 10 regioni da Nord a Sud.

La sostanza è che quasi 4 studenti su 5 non si sentono preparati in materia; e se ne ricava un serio motivo di allarme.La ricorrenza della Liberazione, il 25 aprile, si può celebrare con gli accenti della retorica o con quelli della riflessione civile. Per chi sceglie la seconda via s’impone una realistica valutazione dello stato dell’arte. E qui i dati riportati, nel loro significato indicativo, consentono di farla in modo appropriato ed utile. Tanto più quando costringono a constatare che il grado di impreparazione si mantiene elevato anche quando si passa ai quesiti analitici.

Così il 50% degli intervistati ritiene che la Costituzione altro non sia che una raccolta di leggi (una sorta di… testo unico!) anziché la Legge fondamentale della Repubblica, mentre il 41,5% reputa che essa contenga la normativa che… regola il divorzio”. È lo stralcio dell’intervento del professor Gennaro Lopez, presidente del Comitato scientifico di Proteo Fare Sapere a un convegno sull’Unità d’Italia, nel quale si richiama l’importanza del far conoscere la Costituzione ai giovani, perché anche se gran parte dei valori in essa contenuti sono patrimonio delle nuove generazioni, non può mancare “un ancoraggio formale”.

Soprattutto adesso che la maggioranza al governo tenta di banalizzare la Costituzione, farla apparire vecchia e superata per sovvertire le regole democratiche, a partire dall’equilibrio dei poteri fino alle libertà fondamentali.