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Un scuola intelligente…insieme si può!

A volte un incontro fortunato può essere l’inizio di un meraviglioso viaggio.
E’ quello che è accaduto al 4° Circolo Didattico di Napoli “MARIA CRISTINA DI SAVOIA” guidato dal Dirigente Scolastico prof. Giovanni Del Villano, dove la collaborazione tra una docente del Circolo, Maria Massa, e una Vocologa Artistica, Loredana Lubrano, entrambe, ciascuna nel proprio campo di ricerca e di azione, da sempre alla ricerca di esperienze innovative che vadano oltre la didattica d’aula tradizionale, che tante volte si dimostra sterile perché poco interessante e motivante per gli allievi.
Si sviluppa così, nell’anno scolastico appena trascorso, un’esperienza innovativa entusiasmante che ha coinvolto circa 70 bambini di Scuola Primaria, denominata “Il Corpo in movimento”, presentato e coordinato da entrambe, il cui obiettivo primario è stato offrire all’utenza un approccio sinergico tra suono, ritmo e movimento, attraverso una serie di attività innovative ludico – creative che hanno interessato i bambini e li hanno resi protagonisti attenti e motivati.
Questo tipo di lavoro ha permesso agli alunni partecipanti di acquisire maggiore consapevolezza di sé attraverso una migliore conduzione corporea , sviluppando una capacità di ascolto più attivo e vivendo l’esperienza del valore di fare squadra . L’entusiasmo con cui i bambini hanno risposto è andato ben oltre ogni aspettativa al punto di essere ratificato dalla richiesta delle famiglie affinchè questa attività abbia un seguito nel tempo.
Nasce così una collaborazione speciale e attiva tra l’Associazione D.I.V.A , Didattica Integrata Voce Artistica,di cui Loredana Lubrano è il presidente e l’Istituzione Scolastica per proporre, nell’anno scolastico 2012/2013 una nuova esperienza, molto più complessa ed articolata che coinvolgerà gli alunni in un percorso formativo della durata di un intero anno scolastico e che prevederà l’intervento su famiglie e docenti, fornito da esperti del settore.


Questo progetto-pilota, esperienza unica nel panorama didattico nazionale, così ambizioso ma così ricco di valenze educative e formative, è denominato ’“La voce felice” ed è stato presentato ai genitori e ai componenti del Consiglio di Circolo .
La voce è uno strumento potente,è il veicolo dei nostri pensieri. Con la voce partecipiamo al mondo creando relazioni. Imparare ad usarla non significa tanto acquisire delle tecniche, ma riconoscere il modo con cui noi, attraverso di essa, e a partire dalla nostra storia, entriamo in relazione con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.
La “VOCE FELICE” è un progetto promosso da un gruppo multidisciplinare che si riconosce nel pensiero di sviluppare armonia fra corpo e mente tramite la voce e che, come molti grandi educatori dei secoli passati, ritiene che la musica e il canto siano un mezzo educativo che aiuta a sviluppare benessere e concorre allo sviluppo dell’eccellenza.
Tutti noi che abbiamo intrapreso questa nuova avventure crediamo molto in questa iniziativa progettuale così lontana dalla didattica musicale tradizionale, la cui realizzazione, in tempi così difficili per l’erogazione di fondi da parte degli Enti Locali preposti, richiede un dispendio non solo di risorse umane ma anche economiche.
Il progetto è patrocinato dall’associazione Diva che è un gruppo di ricerca e di studio formato da artisti ed esperti della didattica della voce artistica intesa come bene che concorre all’educazione morale e culturale della persona e che valorizza il patrimonio di storia e tradizione della voce cantata in Italia.
Nata in ambito accademico come risposta all’esigenza di creare uno spazio di crescita e di integrazione tra competenze scientifiche ed artistiche, l’associazione Diva è composta, infatti, anche da dottori specialisti in foniatria, in medicina dell’arte e in logopedia e psicologia della voce.
E’ grazie a questa collaborazione che è possibile proporre incontri sotto forma di laboratori teorico –pratici rivolti alle famiglie e ai docenti della scuola come supporto necessario di tutto l’ambiente di crescita degli allievi.
Abbiamo pensato di integrare il lavoro con interventi di tipo psicologico, pedagogico e logopedico , per genitori e docenti , tenuto da specialisti esperti di didattica della voce intesa come veicolo di relazioni sane e utili alla crescita .
Fare “Scuola di qualità” non è semplice, in un contesto dove non viene valorizzata la creatività, ma è possibile “pensare in grande” e credere che certe idee diventino realtà meravigliose per accompagnare i bambini in una crescita sana e armoniosa.
Con l’aiuto e il contributo di tutti, operatori del settore, famiglie, Enti Locali…..
Insieme si può!!!

Gli studenti di Napoli: vogliono privarci del diritto di studiare

Sono iscritta all’Istituto “Margherita di Savoia” di Napoli, un liceo pubblico a più indirizzi (linguistico, scienze sociali) che ospita un corso serale aperto a persone maggiorenni (prevalentemente giovani adulti), che si sono ritrovate per ragioni varie (salute, lavoro, famiglia) ad abbandonare gli studi in età adolescenziale. La sua peculiarità consiste nel consentire agli studenti iscritti di poter conseguire un diploma liceale, in tutto e per tutto equipollente a quello conferito agli alunni di un regolare corso diurno (a dispetto di quanto molti erroneamente pensano), senza sostenere i costi di un corso privato, un privilegio, ahimé, di pochissimi eletti che hanno la fortuna di abitare in una delle rare città italiane in cui sorgono serali di questo genere.

Stando ai dati forniti dall’Anagrafe delle scuole statali del sito del Ministero dell’Istruzione, difatti, i licei statali nostrani presso i quali sono attivi corsi serali per il conseguimento di un diploma di Liceo delle Scienze sociali SONO APPENA 10 (il “Margherita di Savoia” a Napoli; il “Rosmini” a Grosseto; il “Fabio Filzi” a Rovereto; il “Gambara” a Brescia; il “Duca degli Abruzzi” a Treviso; il “Regina Margherita” a Torino; il “Sandro Pertini” a Genova; il “Vito Fornari” a Molfetta; il “Rosmini” a Trento; il “Forlimpopoli” a Forlì),

La gente è consapevole dell’esistenza di tale tipologia di corsi? MOLTO SPESSO NO!
Nella mentalità comune un liceo serale è una sterile perdita di tempo, in quanto l’ipotetico iscritto è un vinto, come quelli di verghiana memoria, un essere inferiore che per mancanza di capacità cognitive (giusto per usare un eufemismo) non ha portato a compimento gli studi, e che, per tale ragione, può solo ambire ad un titolo di studio professionalizzante.Posso assicurarvi che non è così!!!

Vi prego, dunque, di aiutarmi a “capire” perchè i licei serali, e, particolarmente, il “Margherita di Savoia” di Napoli, deve essere chiuso condannando noi studenti ad abbandonare ancora una volta la scuola.Capisco i tagli che devono essere fatti, ma non capisco l’accanimento verso l’unico Liceo serale di Scienze Sociali in Campania, (le scuole professionali ne sono tantissime), l’anno scorso abbiamo avuto lo stesso problema,ma ringraziando la Regione Campania siamo riusciti ad avere i fondi necessari, oggi ci ritroviamo nella stessa situazione,ma più grave, chiedo aiuto per poter continuare gli studi non solo per me che sono già iscritta, ma anche per le persone che vorrebbero farlo,ma non possono perchè non accettano più le iscrizioni, non abbandonateci, lo studio dovrebbe essere un diritto per tutti e non un privilegio di pochi.

P.S. le lascio il link dell’ultima intervista fatta da noi studenti.
www.reportweb.tv/webtv/2010/07/05/il-liceo-margherita-di-savoia-verso-la-chiusura
Spagna Concetta

Dirigente scolastica aggredita a Napoli: ancora un grave gesto di intolleranza a scuola

Quando si ha notizia di gesti di bullismo e di teppismo a scuola, spesso episodi di vera e propria microcriminalità per i modi in cui sono compiuti e per i danni che procurano a persone o cose, si è soliti invocare una maggiore vigilanza dei genitori sulla condotta dei figli minori ed invitarli ad una più attiva collaborazione nei confronti delle istituzioni scolastiche.

Per i casi recenti di Barra e di Ischia abbiamo noi stessi richiamato la possibilità di appellarsi a quanto previsto dal Codice civile e dalla conseguente giurisprudenza in proposito che ha più volte condannato i genitori per “culpa in educando”, ritenendoli responsabili per i danni procurati dai figli minori. L’intento del legislatore, oltre ad essere finalizzato al risarcimento nei confronti dei danneggiati, vuole essere precipuamente educativo nei confronti dei ragazzi e degli stessi genitori perché esercitino le loro funzioni di educazione alla legalità e alla civile convivenza.

Talvolta, purtroppo, capita che siano proprio i familiari degli alunni che, oltre a non fornire tale dovuta e preziosa forma di collaborazione, vedono nell’istituzione e negli operatori scolastici una controparte da bersagliare con infondati atteggiamenti rivendicativi e magari da aggredire quando le loro ingiuste aspettative non siano state soddisfatte.

Quanto è accaduto a Napoli, alla Scuola media “Sant’Alfonso de’Liguori”, dove la dirigente Daniela Pennarola è stata percossa dai genitori di un alunno respinto, dimostra che i genitori, in alcuni casi, sono più disposti a dare man forte ai comportamenti irregolari dei propri figli che ad aiutare la scuola in un compito sempre più difficile e complesso.

I genitori, quando riducono il loro interessamento per l’attività che si svolge a scuola solo in quanto finalizzata al conseguimento formale dei titoli di studio, piuttosto che invogliare i figli all’attività scolastica e all’osservanza delle norme, finiscono col ritorcere comodamente l’insuccesso dei ragazzi proprio sulla scuola e sul suo personale.

Le cause di questo equivoco sono da ricercarsi senz’altro nella crescente e generalizzata irrispettosità dei cittadini nei confronti delle istituzioni, ma, per quanto riguarda la scuola, affondano le proprie radici anche nella ideologizzazione della partecipazione scolastica, per troppi anni ridotta ad una pura ritualità delegata ai “rappresentanti” dei genitori, distolti e demotivati dall’esprimere un più ampio ed effettivo interessamento per la vita della scuola e per l’attività di apprendimento e di educazione dei figli.

Del resto, lo stesso raggiungimento dei titoli di studio si mostra sempre più improduttivo e deludente dal punto di vista occupazionale, e ciò non contribuisce certamente a restituire alla scuola quel ruolo e quella funzione di prestigio dai quali dipendevano il rispetto e la considerazione da parte di allievi e genitori.

Una maggiore efficienza e una maggiore efficacia dei servizi scolastici, realizzabili inevitabilmente anche attraverso la razionalizzazione della spesa e la riconquista della dovuta autorevolezza del personale scolastico, additate come conseguenza di una volontà di contenimento della spesa e di repressione di libertarismi rivelatisi fallimentari, sono indispensabili per assicurare alle nuove generazioni un ambiente di apprendimento realmente educativo e formativo per il loro futuro.

VIA: www.napoli.com

Presidio a Napoli sostegno dello sciopero degli scrutini 14 e 15 giugno

NO AL MASSACRO DELLA SCUOLA PUBBLICA
14 e 15 giugno SCIOPERO DEGLI SCRUTINI
L’ultima tappa del massacro della scuola con la scomparsa nel prossimo anno scolastico 26
mila posti di lavoro tra i docenti e circa 15 mila tra gli ATA e anche quest’anno la Campania
sarà la regione più colpita dai tagli di Tremonti e Gelmini, con la perdita di altri 3.885 posti
(C.M. n° 37 del 12 /04 /2010) di docenti e oltre 1.000 ATA. A questi si vanno ad aggiungere i
6.180 posti di docenti a agli otre 2.000 ATA dello scorso anno e ai circa 3.500 dell’anno
precedente. Questa situazione si accompagna con la sottrazione di centinaia di migliaia di
euro dovuti dall’amministrazione alle scuole.
L’ulteriore aumento del numero di alunni per classe, l’eliminazione delle sperimentazioni
nei licei, la riduzione del numero delle ore di insegnamento nei tecnici e professionali,
comprometteranno definitivamente la qualità dell’insegnamento e le condizioni di studio
e di lavoro di studenti, docenti e personale ata e la possibilità che la scuola sia elemento
centrale nel percorso formativo delle nuove generazioni.
Agli 8 miliardi di tagli in 3 anni previsti dalla c.d. riforma si aggiunge la Finanziaria massacro
che colpisce, in particolare, i lavoratori del pubblico impiego e, ancor più, quelli della scuola.
· Blocco dei contratti per tre anni: in base ai calcoli del Sole 24 ore docenti e Ata
perderanno in media 1.049 € in 3 anni.
· Blocco per tre anni degli “scatti di anzianità”: secondo Italia Oggi avremo tra i 1500 e i
3000 € in meno all’anno per 3 anni, con effetti a cascata anche su trattamento di fine rapporto
e pensione.
· Per esempio, un docente che avrebbe maturato nel 2010 lo scatto all’ultimo gradone
perderà 9.000 € per il blocco degli scatti e più di 1.000€ per il blocco dei contratti per un
totale che supera i 10.000 € in 3 anni! Meno male che Berlusconi dice di non aver messo le
mani nelle nostre tasche!
· Il 2010, il 2011 e il 2012 si perderanno definitivamente: non saranno più calcolati
anche in futuro per gli scatti di anzianità.
· L’età del pensionamento per le donne sarà equiparato a quello degli uomini entro il
2012, mentre per i dipendenti pubblici – scuola compresa- la liquidazione verrà diluita in tre
anni.
PAGATE VOI LA VOSTRA CRISI
LUNEDI’14 GIUGNO ORE 10.00
PRESIDIO A PIAZZA DEL GESU’
PRECARI SCUOLA COBAS NAPOLI

Scuola Napoli:solidarietà alla maestra di Barra

“Quello che è accaduto presso il circolo didattico «Madre Claudia Russo» a Barra è sconcertante e preoccupante: è inaccettabile che una scuola diventi teatro di paura e violenza, per quanto accidentale e non intenzionale possa essere”. Così l’Assessore all’Istruzione Gioia Rispoli all’indomani dell’episodio avvenuto nel 48° Circolo Didattico. “Mi sono messa immediatamente in contatto con la Dirigente Scolastica prof.ssa Rosa Seccia – racconta l’Assessore – per manifestare la nostra vicinanza alla maestra Maria Marcello. Apprendo del coinvolgimento della Procura della Repubblica nelle indagini e continuo a sperare, fino a prova contraria, che il gesto di violenza del giovanissimo alunno non fosse coscientemente indirizzato alla maestra con la volontà di ferirla”.
“Ma non è con la speranza che si possono prevenire o correggere episodi del genere – conclude la Rispoli – è fondamentale mettere in campo ogni forza possibile per creare occasioni di confronto e discussione sul contenimento dell’aggressività, sull’acquisizione di comportamenti virtuosi nelle relazioni tra pari e con gli adulti anche ricorrendo a qualche sano “no” e per favorire il contrasto ed il rifiuto dei fenomeni di bullismo. La scuola costituisce sicuramente il luogo privilegiato per l’acquisizione di questi valori e principi, ma solo attraverso lo sforzo congiunto di tutte le agenzie educative – in primis le famiglie – sarà possibile raggiungere l’obiettivo”.